Citazione della settimana...


"LA MORTE È LA GRAZIA DELLE GRAZIE E IL CORONAMENTO DELLA
VITA CRISTIANA. ESSA NON È UNA FINE, COME TROPPI ANCORA PENSANO, MA L'INIZIO DI
UNA BELLA RINASCITA".

- Marthe Robin -

"NON ABBIATE PAURA DELLA GIOIA".

- Papa Francesco -



SIGNORE GESU' SONO QUI DAVANTI A TE

Signore Gesù, sono davanti a te con tutte le mie miserie. So che non mi respingerai perché tu mi ami così come sono. Mi dolgo e mi pento con tutto il cuore dei miei peccati: ti prego perdonami! Nel tuo Nome perdono tutte le persone per quanto hanno fatto contro di me. Rinuncio a Satana, a tutti gli spiriti maligni ed alle loro opere e seduzioni. Ti dono tutto il mio essere, o Signore Gesù, ora e sempre. Ti invito nella mia vita, o Gesù; ti accetto come Signore, Dio e Salvatore. Guariscimi, trasformami, rafforza il mio corpo, la mia anima ed il mio spirito. Vieni Signore Gesù, immergimi nel tuo Preziosissimo Sangue e riempimi del tuo Santo Spirito. Ti Amo, Signore Gesù. Ti lodo, Gesù. Ti ringrazio. Ti seguirò per tutti i giorni della mia vita. Aiutami a non voltarmi mai indietro. A non desiderare nient'altro che te. Fammi sentire il tepore del tuo amore e la potenza del tuo Santo Corpo. Rendimi cosciente della grandezza del tuo donarti a me, misera creatura. Illumina la mia mente e il mio cuore. Irrompi con la tua luce l'intensità delle tenebre che offuscano la mia vita. Rendimi la gioia di essere salvato affinché possa vivere con te per sempre in paradiso.
Maria, mia dolce Madre, Regina della Pace, Angeli e Santi, aiutatemi, ve ne prego. Amen, Alleluia, Amen.
- Fr. Peter Mary Rookey -


IL SILENZIO

Il silenzio è mitezza. Quando non rispondi alle offese, quando non reclami i tuoi diritti, quando lasci a Dio la difesa del tuo onore, il silenzio è mitezza.
Il silenzio è misericordia. Quando non riveli le colpe dei fratelli, quando perdoni senza indagare nel passato, quando non condanni, ma intercedi nell'intimo, il silenzio è misericordia.
Il silenzio è pazienza. Quando soffri senza lamentarti, quando non cerchi consolazione dagli uomini, quando non intervieni, ma attendi che il seme germogli lentamente, il silenzio è pazienza.

Il silenzio è umiltà. Quando taci per lasciare
emergere i fratelli, quando celi nel riserbo i doni di Dio, quando lasci che il tuo agire sia interpretato male, quando lasci agli altri la gloria dell'impresa, il silenzio è umiltà.
Il silenzio è fede. Quando taci, perchè è LUI che agisce, quando rinunci ai suoni, alle voci del mondo per stare alla Sua presenza, quando non cerchi comprensione, perchè ti basta essere conosciuto da Lui, il silenzio è fede.


venerdì 13 settembre 2013

Papa Francesco: "Fecondità dalla differenza. Matrimonio uomo-donna nella Costituzione"

 
Nel messaggio del Pontefice alla Settimana Sociale dei cattolici italiani, che si apre a Torino, la riaffermazione della famiglia espressione della "prima società naturale", "scuola di generosità contro l'individualismo", messa a rischio da "scelte di carattere culturale e politico". Bagnasco: "No a fughe in avanti, resti salda la roccia della differenza sessuale"
 
TORINO - "La Chiesa offre una concezione della famiglia, che è quella del Libro della Genesi, dell'unità nella differenza tra uomo e donna, e della sua fecondità. In questa realtà riconosciamo un bene per tutti, la prima società naturale, come recepito anche nella Costituzione della Repubblica Italiana". E' un passaggio del messaggio autografo inviato da Papa Francesco alla 47esima Settimana Sociale dei cattolici italiani, dal tema "La famiglia, speranza e futuro per la società italiana", aperta oggi pomeriggio a Torino dal presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco.

Tanto diverso dal predecessore Ratzinger nelle manifestazioni pubbliche del proprio Pontificato, Bergoglio resta invece all'interno del solco tracciato dalle Sacre Scritture nella considerazione del matrimonio, inteso come cellula primordiale della società, caratterizzata dall'obiettivo fondamentale della procreazione. Non lasciando alcuno spiraglio a qualsiasi ragionamento sul matrimonio omosessuale, legalizzato giorno dopo giorno in un numero sempre crescente di Paesi nel mondo. "Vogliamo riaffermare - sottolinea infatti il Pontefice - che la famiglia così intesa rimane il primo e principale soggetto costruttore della società e di un'economia a misura d'uomo, e come tale merita di essere fattivamente sostenuta".

Come
in precedenza Benedetto XVI si era scagliato contro la "rivoluzione antropologica" del "matrimonio per tutti", anche Papa Francesco punta l'indice contro "le conseguenze, positive o negative, delle scelte di carattere culturale, anzitutto, e politico riguardanti la famiglia". Conseguenze che "toccano i diversi ambiti della vita di una società e di un Paese: dal problema demografico, che è grave per tutto il continente europeo e in modo particolare per l'Italia, alle altre questioni relative al lavoro e all'economia in generale, alla crescita dei figli, fino a quelle che riguardano la stessa visione antropologica che è alla base della nostra civiltà".

"La famiglia è scuola privilegiata di generosità, di condivisione, di responsabilità, scuola che educa a superare una certa mentalità individualistica che si è fatta strada nelle nostre società. Sostenere e promuovere le famiglie, valorizzandone il ruolo fondamentale e centrale, è operare per uno sviluppo equo e solidale".

La famiglia, anche guscio protettivo, scrigno di tesori. "Un popolo che non si prende cura degli anziani e dei bambini e dei giovani non ha futuro, perché maltratta la memoria e la promessa - scrive il Papa -. Il futuro della società, e in concreto della società italiana, è radicato negli anziani e nei giovani: questi, perché hanno la forza e l'età per portare avanti la storia, quelli, perché sono la memoria viva".

Ma Bergoglio invita a non "ignorare la sofferenza di tante famiglie, dovuta alla mancanza di lavoro, al problema della casa, alla impossibilità pratica di attuare liberamente le proprie scelte educative; la sofferenza dovuta anche ai conflitti interni alle famiglie stesse, ai fallimenti dell'esperienza coniugale e familiare, alla violenza che purtroppo si annida e fa danni anche all'interno delle nostre case".

"A tutti dobbiamo - continua Bergoglio - e vogliamo essere particolarmente vicini, con rispetto e con vero senso di fraternità e di solidarietà. Vogliamo però soprattutto ricordare la testimonianza semplice, ma bella e coraggiosa di tantissime famiglie, che vivono l'esperienza del matrimonio e dell'essere genitori con gioia, illuminati e sostenuti dalla grazia del Signore, senza paura di affrontare anche i momenti della croce che, vissuta in unione con quella del Signore, non impedisce il cammino dell'amore, ma anzi può renderlo più forte e più completo".

Infine, rivolgendosi ai protagonisti dell'evento torinese, Papa Francesco esprime l'auspicio che "questa Settimana Sociale possa contribuire in modo efficace a mettere in evidenza il legame che unisce il bene comune alla promozione della famiglia fondata sul matrimonio, al di là di pregiudizi e ideologie. Si tratta - conclude il Papa - di un debito di speranza che tutti hanno nei confronti del Paese, in modo particolare dei giovani, ai quali occorre offrire speranza per il futuro".

Bagnasco: "No a fughe in avanti, salda roccia la differenza sessuale". "Quando attraverso una decisione politica vengono giuridicamente equiparate forme di vita in se stesse differenti, come la relazione tra l'uomo e la donna e quella tra due persone dello stesso sesso, si misconosce la specificità della famiglia": così il cardinale Angelo Bagnasco, nella sua prolusione alla Settimana dei Cattolici.

Occorre mantenere salda "la roccia della differenza sessuale" per evitare il rischio che "la famiglia resti imbrigliata in immagini stereotipate o in utopiche fughe in avanti" chiede il presidente della Cei, che definisce "fondamentale" l'impegno "per ritessere l'umano che rischia diversamente di essere polverizzato in un indistinto egualitarismo che cancella la differenza sessuale e quella generazionale, eliminando così la possibilità di essere padre e madre, figlio e figlia".

"Volendo eliminare dalla dimensione sessuale le sovrastrutture socio-culturali espresse con la categoria di 'genere', si è giunti - denuncia Bagnasco - a negare anche il dato di partenza: la persona nasce sessuata". Di qui, secondo Bagnasco, l'obsolescenza della domanda che ha angosciato tante generazioni passate: "Che mondo lasceremo ai nostri figli?", l'urgenza di un nuovo interrogativo: "A quali figli lasceremo il mondo?".

"No omofobia, ma non criminalizzare chi sostiene matrimonio uomo-donna".  "Frequentemente ci si oppone alle ragionevoli considerazioni della Chiesa per motivi ideologici. Nei mesi scorsi, il dibattito sulla legge contro l'omofobia ha manifestato con chiarezza questa tendenza", premette il cardinale Bagnasco. "Nessuno discute il crimine e l'odiosità della violenza contro ogni persona, qualunque ne sia il motivo" osserva il presidente della Cei, ribaltando poi la prospettiva: "Per lo stesso senso di civiltà, nessuno dovrebbe discriminare, né tanto meno poter incriminare in alcun modo, chi sostenga pubblicamente ad esempio che la famiglia è solo quella tra un uomo e una donna fondata sul matrimonio, o che la dimensione sessuata è un fatto di natura e non di cultura".

venerdì 6 settembre 2013

Papa Francesco tra fede e famiglia nell'Enciclica Lumen Fidei




Nella prima Enciclica, Lumen Fidei, del suo ministero petrino, il Santo Padre Francesco ha, tra le varie tematiche, analizzato la relazione tra la fede e la famiglia ribadendo a piene mani:
a.       l’unica e possibile unione, stabile, tra due essere diversi, maschio e femmina, nel matrimonio, dal quale generare una nuova vita;
b.      l’indissolubilità dell’unione matrimoniale;
c.      l’imprescindibile presenza di un padre e di una madre;
d.     la fede come fondamento delle relazioni familiari che si concretizza nella partecipazione comune alla vita della Chiesa (come comunità esterna) e a quella della famiglia stessa (come comunità interna) definita “piccola Chiesa domestica”, per mezzo di impegni attivi, quali: la Santa Messa domenicale, la recita del Santo Rosario, veglie, digiuni e attività caritatevoli.
Meditiamo sulle parole di Papa Francesco che ha fatto, centro del suo pontificato, la carità paolina, espressione della quale è la misericordia, attributo divino che implica la necessità di accostarsi alla Verità, Cristo Gesù, per essere liberi  e poter così amare in totale donazione, responsabile e matura. L’amore è una parte della carità che non è arbitrio mondano, ma scelta consapevole che laddove si decidesse d'amare il primo e sincero passo è il sacrificio. Non c’è carità senza sacrificio, non c’è vita senza morte, non c’è resurrezione senza passione. In definitiva non si è uomini senza la fonte dell’umanità: Gesù Cristo Re dell’Universo!
 
 
Index
           LETTERA ENCICLICA LUMEN FIDEI              
          DEL SOMMO PONTEFICE FRANCESCO             
AI VESCOVI
AI PRESBITERI E AI DIACONI
ALLE PERSONE CONSACRATE
E A TUTTI I FEDELI LAICI
SULLA FEDE
La fede e la famiglia
52. Nel cammino di Abramo verso la città futura, la Lettera agli Ebrei accenna alla benedizione che si trasmette dai genitori ai figli (cfr. Eb 11, 20-21). Il primo ambito in cui la fede illumina la città degli uomini si trova nella famiglia. Penso anzitutto all’unione stabile dell’uomo e della donna nel matrimonio. Essa nasce dal loro amore, segno e presenza dell’amore di Dio, dal riconoscimento e dall’accettazione della bontà della differenza sessuale, per cui i coniugi possono unirsi in una sola carne (cfr. Gen 2,24) e sono capaci di generare una nuova vita, manifestazione della bontà del Creatore, della sua saggezza e del suo disegno di amore. Fondati su quest’amore, uomo e donna possono promettersi l’amore mutuo con un gesto che coinvolge tutta la vita e che ricorda tanti tratti della fede. Promettere un amore che sia per sempre è possibile quando si scopre un disegno più grande dei propri progetti, che ci sostiene e ci permette di donare l’intero futuro alla persona amata. La fede poi aiuta a cogliere in tutta la sua profondità e ricchezza la generazione dei figli, perché fa riconoscere in essa l’amore creatore che ci dona e ci affida il mistero di una nuova persona. È così che Sara, per la sua fede, è diventata madre, contando sulla fedeltà di Dio alla sua promessa (cfr Eb 11,11).

 
53. In famiglia, la fede accompagna tutte le età della vita, a cominciare dall’infanzia: i bambini imparano a fidarsi dell’amore dei loro genitori. Per questo è importante che i genitori coltivino pratiche comuni di fede nella famiglia, che accompagnino la maturazione della fede dei figli. Soprattutto i giovani, che attraversano un’età della vita così complessa, ricca e importante per la fede, devono sentire la vicinanza e l’attenzione della famiglia e della comunità ecclesiale nel loro cammino di crescita nella fede. Tutti abbiamo visto come, nelle Giornate Mondiali della Gioventù, i giovani mostrino la gioia della fede, l’impegno di vivere una fede sempre più salda e generosa. I giovani hanno il desiderio di una vita grande. L’incontro con Cristo, il lasciarsi afferrare e guidare dal suo amore allarga l’orizzonte dell’esistenza, le dona una speranza solida che non delude. La fede non è un rifugio per gente senza coraggio, ma la dilatazione della vita. Essa fa scoprire una grande chiamata, la vocazione all’amore, e assicura che quest’amore è affidabile, che vale la pena di consegnarsi ad esso, perché il suo fondamento si trova nella fedeltà di Dio, più forte di ogni nostra fragilità.
 

giovedì 1 agosto 2013

2 agosto: il perdono di Assisi e l'indulgenza plenaria!

Quello che ha reso nota  in tutto il mondo la Porziuncola è soprattutto il singolarissimo privilegio  dell'Indulgenza, che va sotto il nome di "Perdono d'Assisi", e che da oltre sette  secoli converge verso di essa orde di pellegrini. Milioni e milioni di anime  hanno varcato questa "porta di vita eterna" e si sono prostrate qui per  ritrovare la pace e il perdono nella grande Indulgenza della Porziuncola, la cui  festa si celebra il 2 Agosto ("Festa del Perdono").L'aspetto religioso più  importante del "Perdono d'Assisi" è la grande utilità spirituale per i fedeli,  stimolati, per goderne i benefici, alla confessione e alla comunione  eucaristica. Confessione, preceduta e accompagnata dalla contrizione per i  peccati compiuti e dall'impegno a emendarsi dal proprio male per avvicinarsi  sempre più allo stato di vita evangelica vissuta da Francesco e Chiara, stato di  vita iniziato da entrambi alla Porziuncola. L'evento del Perdono della  Porziuncola resta una manifestazione della misericordia infinita di Dio e un  segno della passione apostolica di Francesco d'Assisi.
COME SAN FRANCESCO CHIESE ED OTTENNE L'INDULGENZA DEL PERDONO
Una notte dell'anno del Signore  1216, Francesco era immerso nella preghiera e nella contemplazione nella  chiesetta della Porziuncola, quando improvvisamente dilagò nella chiesina una vivissima luce e Francesco vide sopra l'altare il Cristo rivestito di luce e alla sua destra la sua Madre Santissima, circondati da una moltitudine di  Angeli. Francesco adorò in silenzio con la faccia a terra il suo Signore! Gli  chiesero allora che cosa desiderasse per la salvezza delle anime. La risposta di  Francesco fu immediata: "Santissimo Padre, benché io sia misero e peccatore, ti  prego che a tutti quanti, pentiti e confessati, verranno a visitare questa  chiesa, conceda ampio e generoso perdono, con una completa remissione di tutte  le colpe. Quello che tu chiedi, o frate Francesco, è grande - gli disse il  Signore -, ma di maggiori cose sei degno e di maggiori ne avrai. Accolgo quindi  la tua preghiera, ma a patto che tu domandi al mio vicario in terra, da parte  mia, questa indulgenza". Francesco si presentò subito al Pontefice Onorio  III che in quei giorni si trovava a Perugia e con candore gli raccontò la  visione avuta. Il Papa lo ascoltò con attenzione e dopo qualche difficoltà dette  la sua approvazione. Poi disse: "Per quanti anni vuoi questa indulgenza?".  Francesco scattando rispose: "Padre Santo, non domando anni, ma anime". E felice  si avviò verso la porta, ma il Pontefice lo chiamò: "Come, non vuoi nessun  documento?". E Francesco: "Santo Padre, a me basta la vostra parola! Se questa indulgenza è opera di Dio, Egli penserà a manifestare l'opera sua; io non ho bisogno di alcun documento, questa carta deve essere la Santissima Vergine  Maria, Cristo il notaio e gli Angeli i testimoni". E qualche giorno più tardi  insieme ai Vescovi dell'Umbria, al popolo convenuto alla Porziuncola, disse tra le lacrime: "Fratelli miei, voglio mandarvi tutti in Paradiso!". (Da "Il Diploma di Teobaldo", FF 3391-3397)
PER RICEVERE L'INDULGENZA PLENARIA DEL PERDONO DI ASSISI (per sè o per i defunti)
Tale indulgenza è lucrabile, per sè o per le anime  del Purgatorio, da tutti i fedeli quotidianamente, per una sola volta al giorno,  per tutto l'anno in quel santo luogo e, per una volta sola, da mezzogiorno del  1° Agosto alla mezzanotte del giorno seguente, oppure, con il consenso  dell'Ordinario del luogo, nella domenica precedente o successiva (a decorrere  dal mezzogiorno del sabato sino alla mezzanotte della domenica), visitando una  qualsiasi altra chiesa francescana o basilica minore o chiesa cattedrale o  parrocchiale. Le condizioni per acquistare il Perdono sono quelle prescritte  per tutte le indulgenze plenarie e cioè:
1 => Confessione sacramentale  per essere in grazia di Dio (negli otto giorni precedenti o seguenti);
2 => Escludere qualunque attaccamento del cuore al peccato (in pensieri, parole, opere ed omissioni);
3 => Partecipazione alla Messa  e Comunione Eucaristica;
4=> Visita alla chiesa della Porziuncola (o un'altra chiesa francescana o chiesa parrocchiale), per recitare alcune  preghiere. In particolare:
- Il CREDO APOSTOLICO, per riaffermare la propria identità cristiana (è possibile trovarlo a questo link: http://www.francescani.marche.it/ofs/Preghiere/CredoApostolico.htm)
- Il PADRE NOSTRO, per riaffermare  la propria dignità di figli di Dio, ricevuta nel Battesimo; 
- UNA PREGHIERA SECONDO LE INTENZIONI DEL PAPA (ad esempio Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre), per riaffermare la propria appartenenza alla Chiesa, il cui fondamento e centro visibile di unità è il Romano Pontefice.

Agosto, mese dedicato a Dio Padre.

 
Dopo che la Santa Chiesa ci ha fatto meditare sulla necessità della materna intercessione del Cuore Immacolato di Maria nel mese di maggio, esso ci ha aperto la porta verso la contemplazione del Cuore del Suo amatissimo Figlio e nostro Signore Gesù Cristo nel mese di Giugno. Poi da questo Cuore squarciato, nel mese di Luglio, ci siamo abbeverati alla fonte della nostra salvezza: il Preziosissimo Sangue ed ora, nel mese di agosto ci apprestiamo a conoscere, servire ed amare Dio Padre autore e fonte della vita.
P
er questa ragione propongo un ciclo giornaliero di 31 meditazioni per accompagnare la quotidianità del mese di agosto, all'insegna dell'amore del Padre che non ha esitato a donarci suo Figlio, Gesù, per la nostra redenzione. Pieni di commossa gratitudine noi ti lodiamo e ti rendiamo grazie Padre nostro!
 
Buona meditazione!
 
Nota: inserisco per intera solo la 1° meditazione! Per le altre cliccare su link seguente:
http://rosarioonline.altervista.org/index.php?s=preghiere&tipopreghiera=meditazioni-agosto-DioPadre-1&ngiorno=1

1° meditazione: L'AMORE È DA DIO


INTRODUZIONE - - Ogni uomo sente il bisogno di amare e di essere amato: sia egli santo o perverso, freddo ragionatore o passionale, intelligente o deficiente.

Sogna un amore che sia donazione e possesso, pieno e insaziabile, attuale ed eterno.

Ma già le prime esperienze d'amore, da adolescente, da giovane, gli rivelano che anche nell'amore egli è ignorante, limitato, instabile, e, peggio, egoista e peccatore.

Solo se egli incontra Cristo, se arriva a conoscere, a intuire ed esperimentare l'amore di Cristo per lui, nel Vangelo, nella intimità della preghiera, nella Chiesa e nei sacramenti, potrà apprendere l'amore e giungere alla salvezza, alla felicità dell'amore.

Dio, infatti, nell'uomo Cristo Gesù, non solo ci ha rivelato e donato il suo amore salvifico, ma nel Cuore di Lui ci ha offerto anche un filtro purificatore, un modello e uno stile, un innesto e una sintonia superiore per il nostro amore.

Beato l'uomo che incontra, comprende e vive l'amore di Cristo: anche i suoi amori più banali e terrestri acquisteranno senso e finalità superiori.

LETTURA BIBLICA - “ Poi, nell'ultimo giorno, il più solenne della festa, Gesù levatosi in piedi, esclamò ad alta voce: Chi ha sete venga a me e beva. Dall'intimo di chi crede in me, come dice la Scrittura, scaturiranno fiumi d'acqua viva. Diceva questo dello Spirito che dovevano ricevere coloro che avevano creduto in lui; perché non era ancora stato dato lo spirito, non essendo ancora glorificato Gesù ». (Giov. 7, 37-39)

CONCLUSIONE - Il nostro bisogno di amare e di essere amati è legittimo e deve essere appagato. Dio ci ha creati così: per amore per l'amore. Ma chi di noi non avverte in se stesso e non vede negli altri quanto spesso il bisogno esistenziale dell'amore arrivi a un appagamento esiziale, cioè disastroso? Allora è necessario un ripensamento, una conversione del nostro amore, sull'esempio dei santi: Maria Maddalena, convertendosi, non cessò di amare e di farsi amare; ma per Cristo e sullo esempio di Lui il suo amore divenne santo, cioè nobilitante, salvifico e beatificante. Entriamo anche noi nel modo di amare di Cristo, illuminandoci nell'assidua lettura del Vangelo, rafforzandoci con i sacramenti della confessione e dell'eucarestia, liberando ogni giorno il nostro amore dalla prepotenza, dalla sfrenatezza, dall'arbitrio insofferente di ogni giusta legge umana o divina.

PREGHIERA COMUNITARIA

INVITO - Rivolgiamo fiduciosi la preghiera a Dio, nostro Padre, dator d'ogni bene, perché susciti in noi un grande amore, nella riconoscenza e nella gioia. Preghiamo insieme e diciamo: Ti ringraziamo, Signore.

INTENZIONI - Per tutti i beni che hai effuso nel mondo, che ci nutrono e ci sviluppano; per tutte le meravigliose bellezze della natura che ci incantano e ci allietano, Per la vita che ci hai donato, per i giorni che ci concedi, per l'amore, l'amicizia e la compagnia che ci fai godere nella nostra casa e nel mondo, Per le piante e gli animali, che continui a creare per noi, per il sole, la luna e le stelle, per le sorgenti e le pianure, per le montagne e i mari che conservi e rinnovi per noi, Per l'intelligenza, i sensi e il cuore che ci hai dato per comprendere, godere, amare e rispettare la tua Creazione e Te, Sommo Bene.

(Altre intenzioni personali…)

PREGHIERA DI CONCLUSIONE - Dio, nostro Padre, che a noi e a ogni generazione di uomini fai trovare questa eredità ricca' e meravigliosa del tuo Creato, mentre accogliamo ogni bene come segno del tuo amore, ti ringraziamo con tutta l'anima; e ti preghiamo di formarci un cuore pronto e generoso verso i fratelli più bisognosi.

Te lo chiediamo per il Cuore di Cristo, tuo Figlio. Amen.

Fonte: Preghiere a Gesù e Maria
  

lunedì 1 luglio 2013

L'estate: tempo di relax e preghiera!



Di recente mi è capitato di leggere, da un quotidiano on line, un articolo riguardante l’inizio della stagione estiva che, riportato nelle sue parti essenziali, afferma testualmente (per la versione integrale v. http://www.tgcom.mediaset.it/perlei/articoli/1014259/estate-vacanze-e-sesso-sicuro.shtml ): <<Estate, mare, corpi svestiti e tanta voglia di amore. Fin qui tutto bene: attenzione però che il periodo delle vacanze è anche quello in cui più si rischia di incappare in una gravidanza indesiderata o di contrarre malattie sessualmente trasmissibili. Particolarmente a rischio sono giovani e giovanissimi: per questo è nata una guida al sesso sicuro pensata in particolare per loro. I rischi legato agli "amori estivi" sono più comuni soprattutto tra i giovani tra i 15 e 19 anni (…). A loro è quindi dedicata la guida "TravelSex! Contraccezione e prevenzione in viaggio",(…) facilmente reperibile in libreria. Si tratta di un volume pensato per i ragazzi in procinto di partire per le località di vacanza in Italia o all'estero e contiene una sezione generale su metodi contraccettivi e salute sessuale, seguita da indicazioni utili, dall'indirizzo dei consultori familiari in Italia alle caratteristiche del panorama culturale sanitario e sociale di ogni paese straniero in materia di sessualità.>>

Bene! Quest’articolo seppur, ne sono certo, sorretto da positive intenzioni educative, fallisce nella sua complessità perché è, a mio avviso, scorretto il punto di vista da cui parte. L’azione pedagogica, per evitare che si possano generare tragiche conseguenze, e questo vale in tutti gli ambiti non solo nella sfera della sessualità, non può e soprattutto non deve puntare a risolvere le conseguenze dell’azione diseducata ma deve agire per correggere ciò che genera la stessa scelta errata. Un esempio? Non basta combattere la febbre, ma occorre individuarne la causa scatenate e curarla! Ecco! È questa la misura della crescita umana: imparare ad avere gli strumenti per discernere ciò che bene da ciò che è male. Se, come le statistiche rilevano, ormai la sessualità si sta spingendo a ridosso dell’età puberale (che inizia ad 11 anni per le femmine ed a 13 anni per i maschi con una linea di confine che non supera i 15 anni) non serve a nulla ed è altrettanto diseducativo, quanto non parlarne, una “guida”, tra le altre cose dal nome sconveniente (TravelSex, che tra le sue molteplici traduzioni può significare: sesso in viaggio, viaggio erotico, ecc..), che ri-cito testualmente: “…contiene una sezione generale su metodi contraccettivi e salute sessuale, seguita da indicazioni utili, dall'indirizzo dei consultori familiari in Italia alle caratteristiche del panorama culturale sanitario e sociale di ogni paese straniero in materia di sessualità”. Attenzione!!! Contiene: “…caratteristiche del panorama culturale sanitario e sociale di ogni paese straniero in materia di sessualità”. Chi non conosce il turismo sessuale? Penso, purtroppo, ormai tutti. Il che equivale a dire che invece di educare su cosa sia l’unione, e la sua sacralità innanzi al Signore, di due corpi, tra due persone (esseri viventi e non pezzi di carne!) che si amano, ed approfondire il senso della donazione reciproca come vicendevole offerta, ma anche come impegno del mutuo rispetto, questa, chiamiamola ancora “guida”, si limita a dare consigli su come svolgere attività sessuali secondo gli usi e i costumi del posto in cui ci si reca per “distrarsi” e cercare di evitare quella casa di tolleranza al posto di quell’altra, ma… in modo sicuro, ovviamente, come se per ricaricare le batterie di un anno lavorativo il sesso sia l’unica possibilità ed aspirazione!!!

Non sono certo qui per aumentare fiumi di polemiche, ma non posso fare a meno di notare questo grossolano impoverimento della concezione dell’essere uomo. Filosofi, antropologi, Santi, e Dio stesso in millenni di vita hanno cercato di esaltare l’essenza dell’essere vivente cercando disperatamente di trovare le ragioni di massacri e genocidi intollerabili. E si rifletta su questo: insegnare a milioni di esseri come gettare la propria individualità in nome di una concezione orrendamente quanto bassamente progressista, non è forse rendersi responsabili della morte spirituale, morale e fisica di coloro che sono fatti a immagine e somiglianza di Dio? E non guidare coloro che ci sono stati affidati (dai figli, passando per gli alunni delle scuole sino ad arrivare a tutta la società costituita) per la loro cura materiale, intellettuale e spirituale non grida contro gli insegnamenti, di puro amore, di Cristo Gesù il quale ci ha ammoniti testualmente ricordandoci: “Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare” (Mc 9, 42).

Detto questo, di certo l'estate è un tempo importante e necessario per ritrovare energie sufficienti per ricominciare le svariate attività, ma: non potrebbe anche diventare il tempo per meditare e riflettere sul rapporto con Dio, il prossimo e se stessi? Chi ha mai sostenuto che ritrovare un equilibrio spirituale debba necessariamente essere in controtendenza con il sano divertimento? Per attuare un simile progetto basta coniugare un fecondo silenzio introspettivo, raggiungibile, ad esempio, nelle varie mete francescane site soprattutto in Toscana e nella provincia di Arezzo, e volendo nuovamente esemplificare, presso "Le Celle" di Cortona, posto privilegiato dal Santo di Assisi, Francesco, ma anche, semplicemente chiedendo informazioni al proprio parroco o in qualsiasi chiesa se non ci si volesse spostare necessariamente in Toscana. L’importante è cercare di incontrare Cristo ed il silenzio della preghiera è il “luogo” privilegiato affinché si incrocino Maestro e discepolo, Creatore e creatura, Amante, e amato. Si legge nel Vangelo di Matteo al cap. 14, versetto 13: "Gesù partì di là su una barca e si ritirò in un luogo deserto, in disparte (a pregare n.d.r.)": A quest’azione meditativa, poi è possibile aggiungere salutari escursioni e/o visite ai centri storici senza dover necessariamente rinunciare a mete turistiche più note. L’importante è coniugare le due cose e se possibile dare spazio ad entrambe con la consapevolezza che con Dio, importante non è la quantità ma la qualità del tempo che a Lui dedichiamo.
Auguro a tutti una sana e costruttiva estate; che possa essere per molti l’inizio di un rinnovato rapporto con Dio Padre e il Figlio suo Gesù Cristo per mezzo dell’azione dello Spirito Santo e l’intercessione della Vergine Maria, Madre di Dio

sabato 8 giugno 2013

Inizio del percorso: "La lotta spirituale: analisi in 12 puntate del combattimento contro le forze del male".


E' iniziato il percorso: "La lotta spirituale: analisi in 12 puntate del combattimento contro le forze del male". Vi invito ad approfondire questa tematica per una corretta ed equilibrata crescita nella fede.
 
La sezione al lato destro del blog vi guiderà gradualmente, in 12 tappe, a combattere contro ciò che giustamente affermava Baudelaire: «Il capolavoro di Satana è di aver fatto perdere le sue tracce e di aver convinto gli uomini che egli non esiste", dunque contro l'incredulità.
 
Satana esiste ed è più attivo che mai! Nostro dovere è lottare con i sacramenti e la preghiera personale e comunitaria (Chiesa-famiglia). Tuttavia, a ciò si deve aggiungere la conoscenza delle sue modalità comportamentali e attuative del progetto di distruzione dell'uomo e della creazione tutta vero e proprio capolavoro di Dio-Trinità.
 
Vigilanza e preghiera nella conoscenza intellettuale delle trame diaboliche sono un preciso dovere di ogni cristiano per cercare in tutto la gloria di Dio, il bene delle anime e la nostra santificazione.
 
Buona lettura e che il Cuore Immacolato di Maria sia il rifugio di ogni anima per approdare al porto sicuro ed eterno del Cuore di Gesù. 
 
 

sabato 1 giugno 2013

2 giugno: Solennità del Corpo e Sangue di Cristo.


La liturgia della Santa Chiesa, in questa solennità, si concentra sulla contemplazione del Mistero eucaristico. Siamo davanti al più grande gesto d'amore che si rinnova ogni giorno su tutti gli altari del mondo dove un sacerdote celebrando la Santa Messa, memoriale della Pasqua di morte e risurrezione di nostro Signore, per mezzo dell'azione dello Spirito Santo, rende pane e vino, Corpo e Sangue di Gesù. In ciò, l'Eucaristia diviene il segno più alto, più nobile e più profondo di quella che noi consideriamo la "follia" d'amore di Dio, che trova il suo culmine nell'offerta del'Unigenito sulla Santa Croce.
Nell'Eucaristia si realizza il desiderio di Cristo di restare per sempre accanto all'uomo per fargli gustare effettivamente e concretamente la gioia d'essere figlio di Dio.


Senza una vita eucaristica sentita, vissuta, approfondita nell'assidua adorazione del Santissimo Sacramento, si perde molto della vocazione battesimale. Il Corpo e Sangue di Gesù sono dati a noi affinché noi stessi veniamo trasformati a nostra volta. Ecco perché l'annuale solennità del Corpus Domini è un fortissimo richiamo per tutti i fedeli alla centralità dell'Eucaristia, fonte unica di vita eterna.
 
 
SEQUENZA
Sion, loda il Salvatore,
la tua guida, il tuo pastore
con inni e cantici.
Impegna tutto il tuo fervore:
egli supera ogni lode,
non vi è canto che sia degno.
Pane vivo, che dà vita:
questo è tema del tuo canto,
oggetto della lode.
Veramente fu donato
agli apostoli riuniti
in fraterna e sacra cena.
Lode piena e risonante,
gioia nobile e serena
sgorghi oggi dallo spirito.
Questa è la festa solenne
nella quale celebriamo
la prima sacra cena.
E il banchetto del nuovo Re,
nuova, Pasqua, nuova legge;
e l'antico è giunto a termine.
Cede al nuovo il rito antico,
la realtà disperde l'ombra:
luce, non più tenebra.
Cristo lascia in sua memoria
ciò che ha fatto nella cena:
noi lo rinnoviamo,
Obbedienti al suo comando,
consacriamo il pane e il vino,
ostia di salvezza.
È certezza a noi cristiani:
si trasforma il pane in carne,
si fa sangue il vino.
Tu non vedi, non comprendi,
ma la fede ti conferma,
oltre la natura.
È un segno ciò che appare:
nasconde nel mistero
realtà sublimi.
Mangi carne, bevi sangue;
ma rimane Cristo intero
in ciascuna specie.
Chi ne mangia non lo spezza,
né separa, né divide:
intatto lo riceve.
Siano uno, siano mille,
ugualmente lo ricevono:
mai è consumato.
Vanno i buoni, vanno gli empi;
ma diversa ne è la sorte:
vita o morte provoca.
Vita ai buoni, morte agli empi:
nella stessa comunione
ben diverso è l'esito!
 
Quando spezzi il sacramento
non temere, ma ricorda:
Cristo è tanto in ogni parte,
quanto nell'intero.
È diviso solo il segno
non si tocca la sostanza;
nulla è diminuito
della sua persona.
Ecco il pane degli angeli,
pane dei pellegrini,
vero pane dei figli:
non dev'essere gettato.
Con i simboli è annunziato,
in Isacco dato a morte,
nell'agnello della Pasqua,
nella manna data ai padri.
Buon pastore, vero pane,
o Gesù, pietà di noi:
nutrici e difendici,
portaci ai beni eterni
nella terra dei viventi.
Tu che tutto sai e puoi,
che ci nutri sulla terra,
conduci i tuoi fratelli
alla tavola del cielo
nella gioia dei tuoi santi.
Amen.
 
 

mercoledì 29 maggio 2013

Novena al Sacro Cuore di Gesù in preparazione alla Solennità del primo venerdì dopo il Corpus Domini.

 
 
NOVENA AL SACRO CUORE DI GESU'
 
 
1. O mio Gesù, che hai detto: «In verità vi dico, chiedete e riceverete, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto». Ecco che io busso, io cerco, io chiedo la grazia...
 
Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre. Sacro Cuore di Gesù, confido e spero in te.
2. O mio Gesù, che hai detto: «In verità vi dico, tutto quello che chiederete al Padre mio nel mio nome, ve lo concederà». Ecco che al Padre tuo, nel tuo nome, io chiedo la grazia...
 
Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre. Sacro Cuore di Gesù, confido e spero in te.
3. O mio Gesù, che hai detto: «In verità vi dico, il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno». Ecco che, appoggiato all'infallibilità delle tue sante parole, io chiedo la grazia...
 
Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre. Sacro Cuore di Gesù, confido e spero in te.
O Sacro Cuore di Gesù, cui è impossibile non aver compassione degli infelici, abbi pietà di noi, poveri peccatori, e concedici la grazia che ti domandiamo per intercessione del Cuore Immacolato di Maria, tua e nostra tenera Madre.
 
San Giuseppe, padre putativo del Sacro Cuore di Gesù, prega per noi. Salve Regina.
 
(Recitata ogni giorno da San Pio da Pietrelcina per tutti quelli che si raccomandavano alle sue preghiere)

mercoledì 22 maggio 2013

È il corpo che, sacro in sé stesso, rende santo l’agire dell’uomo.

 
In cosa risiede la sacralità del corpo? Il motivo è certamente la natura umana assunta dallo stesso nostro Signore Gesù, il quale nascendo dalla Vergine Maria ha riscattato il genere umano dalla morte eterna, riabilitando, allo stesso tempo, l’immagine della donna (in Maria Santissima) trasformandola in una creatura non più portatrice di peccato e santificandone il grembo, come “luogo” di vita, La Vita: Cristo Gesù. Si recita in un preghiera rivolta alla Madre di Dio, Maria: “O Donna gloriosa, alta sopra le stelle, tu nutri sul tuo seno il Dio che ti ha creato. La gioia che Eva ci tolse ci rendi nel tuo Figlio e dischiudi il cammino verso il regno dei cieli”.
Se ciò descrive la motivazione in astratto più evidente, al punto che San Paolo scriverà: “Cristo Gesù, (…) pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio; ma spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini; apparso in forma umana, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce…” (Fil 2, 5-8), in concreto l’intangibilità del corpo, la sua sacralità, deriva dal battesimo e prosegue nelle varie e possibili consacrazioni che l’essere umano può ricevere nel corso della sua vita.
IL battesimo è un sacramento di stato; cioè esso, per mezzo della fede dei genitori in Gesù Cristo, ci fa essere nello stato (nella condizione) di divenire cristiani, ovvero di coloro che credono nel Signore Gesù Cristo. Ciò se si è ancora incapaci di esprimere una volontà precisa. Se si è adulti dopo un’appropriata catechizzazione sulle verità di fede divenendo membri della Chiesa. Dunque, una volta divenuti figlio di Dio e fratelli in Cristo, ed aver seppellito il peccato nell’acqua del battessimo, indice di morte e resurrezione, il corpo riacquista quella sacralità primordiale, sebbene possa, ma non debba necessariamente essere, sotto la schiavitù del peccato. Infatti, da essa, dalla schiavitù del peccato, è il battessimo stessi ad averci liberato ed aver reso la carne dell’uomo capace di astenersi dalla passionalità e dalla concupiscenza che afferra ed assilla i desideri dell’uomo.
Pertanto divenuto sacro ciò che non lo era più a causa del peccato originale, da lì in poi una violazione di un corpo non solo nella sua fisicità, ma anche di un suo “impiego” in atti o attività contrarie alla sacralità di cui è intriso, nega quella figliolanza in Dio Padre e fraternità in Cristo Signore donataci per un puro atto d’amore. In ragione di ciò sussiste l’astensione, necessaria ed imprescindibile, da qualunque idea di utilizzo, cioè teso al puro ed egoistico piacere: fisico, economico, diretto al potere, alla sottomissione e più ingenerale verso tutto ciò che mortifica tale natura umana resa sacra per volontà divina. Non a caso solo dopo il battesimo è possibile accedere al Corpo e Sangue di Cristo, l’Eucaristia, così come solo dopo che ci si è accostati ad Essa è possibile accedere a tutti gli altri sacramenti (tranne per la Confessione che divine il mezzo per potersi avvicinare alla Comunione), i quali se ben accolti e vivificati da un costante rapporto con Dio accrescono la grazia che santifica il corpo. Per grazia si intende: la permanenza di Dio nel cuore dell’uomo per mezzo della sua carità.
Tale analisi, dell’inviolabilità del corpo umano, si concretizza non solo nell’ottica d’una specifica attività ministeriale legata ad una particolare consacrazione (sacerdotale, monastica, claustrale).
Per meglio comprendere un tale legame ci si deve immedesimare nel sesto comandamento laddove il “Non commettere atti impuri” si riversa: nel matrimonio, nel fidanzamento, nei riguardi del prossimo in generale, nel rapporto con Dio e con se stessi, nella rinunciare a commettere adulterio, cioè tradire quella sacralità che:
 
a.       nel matrimonio si esprime nel vincolo stretto innanzi al Signore,
b.    nei confronti del fidanzamento, del prossimo in generale e verso se stessi, dall’astenersi dall’utilizzare il corpo come strumento di egoistico piacere.
Questo perché ognuno, pur essendo libero d’amare, nell’istante in cui si assume questo impegno, cioè amare, deriva, immediata, la responsabilità dell’amore stesso. La parola libertà non può mai essere svicolata dalla parola responsabilità! Dunque, la disponibilità del proprio corpo esiste nella misura in cui esso viene impiegato in atti che glorificano Dio, edificano il prossimo e santificano la propria esistenza.
Il passaggio, quindi, è da sacro a sacro, da atto rivolto a Dio e da lui benedetto ad un altrettanto atto benedetto. Questo legame e assai visibile nella quotidianità. Difatti, abbandonato il peccato per mezzo della morte e risurrezione nell’acqua del battessimo, il passo successivo è rinforzare il corpo nell’Eucaristia e, in successione, confermare il proprio “Si” a Dio nella cresima, ed in ultimo optare per una consacrazione che accompagni l’essere umano per tutto il resto della sua vita: o mediante l’accesso all’Ordine Scaro o per mezzo d’una consacrazione laica al servizio del prossimo e della Chiesa o nel sacro vincolo del matrimonio. Tutto ciò che fuoriesce da una tale prospettiva di crescita e che impieghi il corpo in maniera differente, lo dissacra e lo allontana in una pericolosa spirale di perdizione eterna. Da ciò deriva che: è il copro, reso sacro per mezzo degli stessi sacramenti, a rendere sacro tutto ciò che viene svolto in sua funzione. Il corpo è riconsegnato alla sacralità per mezzo del battessimo e in seguito, tale sacralità, è accresciuta e perfezionata dalla comunione con il Corpo e Sangue di Gesù Signore nell’Eucaristia, alla quale ci si prepara con il sacramento della Confessione. Dopo questo passaggio il corpo è in grado di dispensare santità per se stessi, per coloro che ci sono accanto e per le attività svolte. 
Per coloro che crescono la relazione fra la sacralità del corpo e le attività quotidiane nell’adempimento dei doveri filiali, scolastici o lavorativi, si concretizza rifiutando, per mezzo degli insegnamenti ricevuti dalla Chiesa e dalla famiglia, ciò che da essi si discosta: la pigrizia, l’ozio, la disobbedienza, il rispetto del proprio corpo ravvisabile in una cura non ossessiva dello stesso, nella pratica di sport per un suo benessere e non come mezzo di seduzione e nell’intangibilità della propria intimità a fini strettamente egoistici, come il piacere dei sensi mascherato da amore, che sebbene fosse presente, sarebbe in se stesso acerbo ed incapace di generare alcun tipo di frutto perché non consacrato nel vincolo del matrimonio dal Signore Gesù.
Quanto a coloro che dopo essere cresciuti ed aver confermato la loro adesione alla Santa Madre Chiesa, e più strettamente a Cristo Gesù nella cresima, hanno optato per una consacrazione familiare nel matrimonio, il legame tra sacralità del corpo ed atti che con esso si compiono è ravvisabile: nella fedeltà alle promesse battesimale e nella fedeltà al sacramento celebrato e dunque in una totale astensione da tutto ciò che stimoli atti adulteri in:
-          pensieri (ravvisabili nel desiderare la donna/uomo d’altri),
-          parole (apprezzamenti sconvenienti e fuori posto nei riguardi di altre creature anch’esse intoccabili in quanto sacri a Dio stesso ed in ragione del vincolo stretto nel matrimonio),
-          opere (per mezzo di atti impuri, tradimenti o anche semplici frequentazioni che possano indurre ad infedeltà platoniche, utilizzo di materiali osceni e immorali che in quanto tali degradano la natura dell’uomo a semplice oggetto di piacere, parificandolo ad una cosa priva di anima e di intelletto e dunque della quale si ritiene di poter usare come un cosa);
-          omissioni (il disinteresse verso il proprio coniuge, il disamore nella vita quotidiana con riguardo alle sofferenze, alle problematiche, o anche il rifiuto di qualunque condivisione gioiosa e più in generale di tutto ciò che si allontana dal mondo interiore ed esteriore dell’altro).
Nel mondo lavorativo e relazionale di colui che adulto ha scelto la via del matrimonio o del celibato (potenzialmente consacrabile a Dio) la sacralità del corpo deve esprimersi nella lealtà, nella correttezza e fedeltà ai Dieci Comandamenti che Iddio ci ha donato e che fanno del nostro essere viventi una continua lode al Creatore, la quale si riversa, come immediata conseguenza, nel prossimo.
In ciò la propria corporeità si esprimerà:
Ø  Nei riguardi di Dio nel 
  1. Non avere altro Dio al di fuori di Lui => dio-lavoro; dio-sport, dio-corpo, dio- amici,   dio-pratiche occulte, divinatorie, esoteriche e sataniche;
  2. Non nominare il Suo Nome invano => bestemmie, imprecazioni, esclamazioni, o modi di dire;
  3. Ricordarsi di santificare le feste => partecipazione alla Messa domenicale e a quelle di precetto indicateci dalla Santa Chiesa;
  4.  
Ø  Nei riguardi del prossimo e di sé stessi nel:
  1. Onorare il padre e la madre => obbedienza, rispetto, cura fisica, psichica, morale, vicinanza, consiglio;
  1. Non uccidere:
-     in senso fisico => omicidio volontario, aborto, eutanasia, pena di morte, vendita di droghe e tutto ciò che attenta alla sacralità della vita portandola alla morte fisica (fumo, sport pericolosi, ecc.);
-     in senso fisico-spirituale => prostituzione volontaria, sfruttamento della prostituzione, violenze fiasche su minori o adulti, somministrazione di alcol o accesso a giochi d’azzardo a minori o a coloro che né hanno dipendenza, scatti di ira, violenza psicologica, omissione di soccorso nei riguardi di un bisognoso, e tutto ciò che implica assistenza alla sacralità della vita non prestata per paura, viltà, preoccupazione di perdere i propri beni a favore di altri;
-    in senso spirituale => parole, giudizi, mormorazioni, critiche, diffamazioni;
  1. Non commettere atti impuri – adulterio => atti finalizzati, singolarmente o con altri, ad un piacere disonesto, immorale o anche precoce rispetto ad un corretto e sano sviluppo psico-fisico (minorenni che sperimentano ed usano il proprio corpo come strumento di appagamento e/o scoperta di una sessualità prematura), che sfrutti la propria fisicità o quella di diversi esseri viventi, creature di Dio, i quali, essendo figli dell’Altissimo, sono sacri e pertanto intoccabili se non nell’ottica di un legame santo come quello del matrimonio. Esso è violato seppur non sciolto, dal tradimento, fisico o psichico, dall’abbandono della casa, dalla separazione, dal divorzio e da tuto ciò che distrugge, mortifica e tenta di umiliare la sacralità dell’uomo in quanto creatura e dell’unione sponsale;
  1. Non rubare => non sottrarre ciò che appartiene ad altri, come non impossessarsi di cose senza il permesso di coloro che ne hanno la proprietà (tranne se si tratta di beni appartenenti alla propria famiglia di origine), o sottrarsi al pagamento di dipendenti e lavoratori in generale, non pagare le tasse, non restituire oggetti o denaro dato in prestito, o appropriarsi di somme date o ricevuto per errore (come anche rinvenire un bene come un portafogli ed avere la possibilità di restituirlo al legittimo proprietario, così come di un qualsiasi bene, ed al contrario ci si appropria del danaro in esso contenuto o del bene perché di valore), o ancora somme in eccesso rispetto ad un resto e non riconsegnate, o non aver adempiuto con diligenza ed onestà il proprio lavoro e dunque l’aver ricevuto del danaro per ciò che non si è compiuto o non risulta corrispondere ad una reale  situazione personale o familiare così da poter ricevere maggiori quanto ingiusti benefici (assenteismo, scioperi non autorizzati, falso stato di malattia o invalidità, alterazione di stati familiari);    
  1. Non dire falsa testimonianza => dalla semplice, quanto sempre nociva per se stessi e per gli altri, bugia, all’omissione volontaria di verità sotto giuramento innanzi a Dio (ad esempio nelle promesse matrimoniali) o innanzi agli uomini (in un processo davanti ad un giudice), come dalla giustificazione falsa per un male commesso senza assunzione di responsabilità, dal sottrarsi nel dare giusta e veritiera testimonianza di un fatto al quale si è assistito procurando una condanna o un male ingiusto ad un essere vivente;  
  1. Non desiderare la donna/ uomo d'altri => in pensieri, parole, sguardi o qualsiasi opera con la quale si ricerca il possesso, anche solo idealmente o con i sensi, riportando alla mente idee, programmi, o progetti di desiderio verso un uomo o una donna consacrati nel vincolo santo del matrimonio, o consacrati in senso ministeriale o appartenetti ad un ordine (sacerdoti, suore o laici che hanno fatto specifici voti). Il signore Gesù ci ammonisce: “Avete inteso che fu detto: Non commetterai adulterio. Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore” (Mt 5, 27-28)
  1. Non desiderare la roba d'altri => in pensieri, parole, sguardi o qualsiasi opera con la quale si ricerca il possesso, anche solo idealmente, verso beni appartenenti ad altri esseri viventi: invidia, concorrenza sleale, rivalità, rabbia o astio per successi umani e/o spirituali di altri fratelli.
Un analisi concreta, senza timori perché confidante nella misericordia del Signore, della propria condotta alla luce dei dieci comandamenti, in relazione alle tre dinamiche della:
  1. preghiera => a Dio Padre;
  2. dell’elemosina => al prossimo;
  3. del digiuno => verso se stessi,
ci permette di accedere al sacramento vivificante e santificante della Confessione per poter prepararsi il più degnamente possibile al sacrifico eucaristico: la Santa Messa. Essa è il culmine e centro della vita cristiana alla quale tutti siamo invitati a partecipare  e ad esserne protagonisti con Cristo, per Cristo e in Cristo.