Perché Halloween è incompatibile con il Cristianesimo, la fede in Gesù Cristo ed un'equilibrata crescita spirituale? Un po’ di storia, legata ad una necessaria attualizzazione nella vita pratica, ci permetterà di comprendere quanto, a prima vista, sembra un’esasperazione tipicamente cristiana e/o di fanatici credenti. Al riguardo, affinché si fuga ogni dubbio di parzialismi fideistici, inserirò la testimonianza di una ex-satanista. lunedì 21 ottobre 2013
Halloween: occultismo, spiritismo e satanismo mascherato. Attenzione! Contrastiamo l’azione del male con tre giorni di preghiera: 29-31 ottobre!
Perché Halloween è incompatibile con il Cristianesimo, la fede in Gesù Cristo ed un'equilibrata crescita spirituale? Un po’ di storia, legata ad una necessaria attualizzazione nella vita pratica, ci permetterà di comprendere quanto, a prima vista, sembra un’esasperazione tipicamente cristiana e/o di fanatici credenti. Al riguardo, affinché si fuga ogni dubbio di parzialismi fideistici, inserirò la testimonianza di una ex-satanista.
Andando per ordine è bene sapere che Halloween è una festività che si celebra, principalmente, ma non solo, negli Stati Uniti la notte del 31 ottobre e rimanda a tradizioni antiche della cultura celtica e anglosassone. Elemento tipico della festa è la simbologia legata al mondo dell’occulto, tradotta sotto forma di immagini macabre tra cui le zucche intagliate.
Lo storico Nicholas Rogers, ricercando le origini di Halloween, nota che mentre "alcuni studiosi hanno rintracciato le sue origini nella festa romana dedicata a Pomona - dea dei frutti e dei semi - o nella festa dei morti chiamata Parentalia, Halloween è più tipicamente collegata alla festa celtica di Samhain, originariamente scritto Samuin (pronunciato sow-an o sow-in)". Il nome della festività, mantenuto storicamente dai Gaeli e dai Celti nell'arcipelago britannico, deriva dall'antico irlandese e significa approssimativamente "fine dell'estate".
Secondo il calendario celtico in uso 2000 anni fa tra i popoli dell’Inghilterra, dell’Irlanda e della Francia settentrionale, l’anno nuovo iniziava il 1° novembre. Questo giorno coincideva con la fine della stagione calda, celebrata la notte del 31 ottobre con la festa di Samhain. Per un popolo essenzialmente agricolo come i Celti, l’arrivo dell’inverno era associato all’idea della morte e si credeva che gli spiriti esercitassero il loro potere sui raccolti dell’anno nuovo. La festa di Halloween è dunque legata allo spiritismo, palesemente contrario ai principi del Cristianesimo che si stava diffondendo nel nord Europa. Nel VIII secolo, Papa Gregorio III spostò la data di Ognissanti dal 13 maggio al 1° novembre facendola seguire dalla Commemorazione dei Defunti allo scopo di contrastare tale pratica esoterica. (la festa del 1° novembre divenne di precetto nell’840).
La parola Halloween è attestata la prima volta nel XVI secolo, e rappresenta una variante scozzese del nome completo All-Hallows-Even, cioè la notte prima di Ognissanti. Da qui si può notare lo scopo, tutto satanico ed anti-Cristo, di sbeffeggiare e contrapporre una festa pagana ed oscura a quella commemorativa della gloria di Dio esaltata dai Santi, uomini e donne d’ogni tempo che hanno fatto dell’ordinario quotidiano, uno straordinario mondo di carità, misericordia e servizio per amore di Gesù e del prossimo: nel dolore, nella malattia, nelle necessità, nel dubbio, nel lutto, nella fame, nelle carceri e così via.
Lo sviluppo di artefatti e simboli associati ad Halloween si è andato formando col passare del tempo. Ad esempio l'intaglio in tipiche zucche nelle quali si intagliano volti spaventosi, risale alla tradizione di scolpire delle rape e farne delle lanterne per ricordare le anime bloccate nel Purgatorio.
Il simbolismo di Halloween deriva da varie fonti, inclusi costumi nazionali, opere letterarie gotiche e horror, come i romanzi Frankenstein e Dracula, o film come “La mummia”.
Il simbolismo di Halloween include anche temi come la morte, il male, l'occulto o i mostri mitologici, ed il nero e arancione sono i colori tradizionali di questa festa.
Fare dolcetto o scherzetto è un'usanza di Halloween. I bambini vanno in costume di casa in casa chiedendo dolciumi come caramelle o qualche spicciolo con la domanda "Dolcetto o scherzetto?". La parola "scherzetto" è la traduzione dell'inglese "trick", una sorta di minaccia di fare danni ai padroni di casa o alla loro proprietà se non viene dato alcun dolcetto ("treat"). "Trick or treat" (dolcetto o scherzetto) in realtà significa anche "sacrificio o maledizione". È evidente, anche se può sembrare una innocente modalità di festeggiare un certo periodo dell’anno, che i danni a cui si allude non derivano certo dalle domande poste da anime innocenti come i bambini, ma il richiamo è legato alla sottomissione da parte di spiriti malefici ai quali o si obbedisce per terrore, tipica condizione dei sudditi di satana, o si ricevono “danni”, spirituali, fisici o alle cose. Non a caso oltre all’azione ordinaria della tentazione, a cui tutti siamo sottoposti, esiste: la vessazione diabolica, che è esteriore ed incide sul corpo senza renderlo schiavo (come la possessione), l’ossessione diabolica che opera sulla mente e l’infestazione che riguarda i luoghi (v’è anche la possessione diabolica, di cui sopra, che senza intaccare la libertà e l’integrità dell’anima che resta di Dio, agisce violentemente sul corpo generando disturbi che, in molti casi pur assomigliando a malattie ordinarie, non trovano soluzioni curative che risolvano tali disturbi. In casi più gravi genera perdita motoria del copro e vere e proprie dissociazioni spesso collegate a malattie psichiche, ma che tali non sono. Infine abbiamo la soggezione diabolica nella quale cadono coloro che hanno letteralmente venduto la loro anima al diavolo (i c.d. sacerdoti neri, o di satana) e sono sottomessi, anima e corpo, alle sue direttive ed ordini, e se non obbediscono ricevono punizioni corporali, spirituali, psichiche ed infine quella suprema (che prescinde o meno dall’obbedienza mostrata in vita) della perdizione dell’anima nell’abisso dell’inferno che, come stato e non luogo, è la disperazione massima dovuta alla consapevolezza della perdita della visione di Dio per l’eternità e la soggezione alle vessazioni diaboliche, di per se stesse indescrivibili quanto a dolore, disperazione, angoscia e terrore.
Ritornando alla “tradizione” di Halloween, quella del travestirsi risale al Medio Evo e si rifà alla pratica tardo-medioevale dell'elemosina, quando la gente povera andava porta a porta ad Ognissanti (il 1º novembre) e riceveva cibo in cambio di preghiere per i loro morti il giorno della Commemorazione dei defunti (il 2 novembre).
Gli atteggiamenti cristiani verso Halloween sono diversi. Padre Gabriele Amorth, esorcista della diocesi di Roma, di fama mondiale, nominato dal Vaticano, ha eminentemente affermato che "Festeggiare la festa di Halloween è rendere un osanna al diavolo. Il quale, se adorato, anche soltanto per una notte, pensa di vantare dei diritti sulla persona". La chiesa protestante si pronuncia contraria a Halloween, e lo considera una festa non cristiana, la cui origine risale ai popoli celtici. Al giorno d’oggi, nel mondo intero, Halloween è la festa più importante dell’anno per i seguaci di Satana. In più il 31 ottobre è l’inizio del nuovo anno secondo il calendario delle streghe." Il "World Book Enciclopedia" afferma che è l’inizio di tutto ciò che è "cold, dark and dead": freddo, nero e morte.
In generale, dunque, il cristianesimo non approva Halloween e rigetta la festività, in quanto ritiene che il paganesimo, l'occulto e altre pratiche sono assolutamente incompatibili con il credo in Gesù Signore dell’Universo. La stessa Chiesa Cristiano-Cattolica sottolinea le origini ed il legame di Halloween con la magia, la stregoneria e il satanismo, per questo esso porta all'influsso occulto nella vita delle persone. L'esaltazione di Halloween è sulla paura, sulla morte, sugli spiriti, la stregoneria, la violenza, i demoni. E i bambini sono particolarmente influenzabili in questo campo. In conclusione i cristianesimo considera in generale Halloween come completamente contrario ed inconciliabile con la fede, essendo la celebrazione della notte delle streghe ritenuta contraria all’annunzio evangelico di Cristo.
In completa antitesi con la fede cattolica è il neopaganesimo celtico, il quale considera questo periodo come un tempo sacro. I ricostruzionisti del paganesimo ed altri che mantengono costumi ancestrali fanno offerte agli dei e agli antenati.
Da un punto di vita concreto, l’influsso demoniaco, forse non troppo visibile, si concretizza in quella tipica “distrazione di massa” della quale satana si bea di utilizzare per allontanare i figli di Dio dalla salvezza eterna. Una conferma, che non è tipicamente religiosa, ma tutta “laica”, dunque ancor più valida per chi non credesse, ci viene dalle famiglie. Se paragonato al carnevale, Halloween spesso non richiama simpatie dal punto di vista educativo. Il fatto di chiedere dolciumi "minacciando" scherzetti può lasciare perplessi molti genitori. Inoltre se i bambini si vestono da streghe e maghi, i più grandi sfruttano l'occasione per sfoggiare maschere da film dell'orrore, teste mozzate ecc. che poco hanno a che fare con la commemorazione dei defunti.
Inoltre viene visto come un fenomeno commerciale, che nel giro di pochissimi anni (a partire da 4-5 anni dopo il 2000) ha trasformato la tradizionale due giorni di commemorazione dei defunti e festa di tutti i santi tipiche del cattolicesimo in una festa "normale" in cui comprare nuovi giocattoli, maschere e trucchi per assumere un aspetto macabro. Tutto ciò se può assomigliare ad iniziative tipiche del liberismo economico, devastante negli ultimi anni, che fa di queste tradizioni strumenti per generare indotti economici spaventosi, in termini di volumi d’affari, sono esattamente i segni che dietro v’è la zampa di Lucifero (detto satana o diavolo). Egli si pone lo specifico obiettivo di distrarre gli uomini dal Padre Celeste, e fare del danaro e del sesso le due divinità a cui offrire la propria vita.
In definitiva fate attenzione a ciò che si traveste da agnello, ma che ha nel suo interno la voracità di un leone di attaccare e minare la salvezza dell'anima. "Che giova guadagnare all'uomo il mondo intero se poi perde l'anima" (dal Vangelo di San Marco, capitolo 8, versetto 36). San Pietro ci ammonisce: "Siate temperanti, vigiliate! Il nemico, il diavolo, come leone ruggente va in giro cercando chi divorare. Resistetegli saldi nella fede!" (parole tratte dalla prima lettera di San Pietro apostolo, capitolo 5, versetti 8-9).
Segnalo la testimonianza di una ex-satanista che forse sarà più eloquente di ogni mia parola:
EX SATANISTA AVVERTE DEL PERICOLO HALLOWEEN!
ùUn quotidiano nazionale ha pubblicato la testimonianza di una donna che confessa di aver fatto un culto in una setta satanica e mette in guardia dai pericoli di celebrare Halloween o notte delle streghe.
Il quotidiano "El Norte", riporta le dichiarazioni di Cristina Kneer Vidal, ex occultista, ex satanista e spiritista di origine americana che vive a Hermosillo, Sonora, che si dice molto preoccupata del fatto che ogni 31 ottobre e decine di giovani e bambini vengono uccisi in tutto il Messico dalle sette sataniche.
Cristina Kneer Vidal ha chiesto alle famiglie di prendersi cura dei loro figli, nel paese vi sarebbero circa 1.500 "adoratori di Satana", che sono distribuiti principalmente in città come Guadalajara, Monterrey, Messico. Dice Cristina: "Non voglio spaventare nessuno, ognuno è libero di credere a quello che vuole, ma le mie parole devono essere prese in considerazione, almeno vi chiedo di ascoltarmi, ragionare e decidere ".
Secondo la Kneer, "migliaia di persone hanno inconsapevolmente adottato una pratica satanica [Halloween] e quindi stanno propiziando la crescita del satanismo in Messico, soprattutto nelle grandi città come Guadalajara e Monterrey.
Il quotidiano "El Norte" dice che Cristina Kneer ha trascorso molto tempo vicino al satanismo, ha incontrato il male e la cattiveria di molti satanisti con i quali viveva e dice: "Questi sono argomenti poco conosciuti, ho praticato la meditazione e ancora adesso me ne pento, sono arrivata a detestare Dio".
Secondo la Kneer il satanismo esiste in tutto il mondo e la sua pratica è antica quanto il culto a Dio. "Gli ambiziosi", ella nota, "hanno firmato un patto con il diavolo in cambio di ricchezza e di potere ed hanno offerto in cambio la loro anima". Dice Cristina Kneer: "'Essi pagano un prezzo terribile; non arriveranno mai ad avere la pace e inoltre sono puniti brutalmente anche dopo la loro morte" e avverte che "riconoscere un satanista è molto difficile perché sono politici, artisti, funzionari pubblici o commercianti che godono di prestigio" ma aggiunge "Ciò non significa che tutti i politici siano satanisti".
La Kneer sostiene, inoltre, che in date come quella di Halloween [31 ottobre], i satanisti fanno la "messa nera" e spiega che "la Messa è officiare nel campo o in edifici chiusi fortemente protetti e iniziare con l'evocazione di Satana che spesso non si presenta perché, a differenza di Dio, non può essere ovunque ". A metà della "messa", ella dice, sono macellati animali come gatti, cani, e quando la "messa" è molto importante, come Halloween, sono fatti sacrifici umani. Per la Kneer "preferibilmente vengono scelti i bambini perchè non hanno peccato e sono i preferiti da Dio; prima della macellazione sono violati a privati della loro purezza ".
Secondo la Kneer, oltraggiare o ferire un bambino dà il potere di Satana al satanista ed è un modo per prendersi gioco di Dio. Per la Kneer le celebrazioni sataniche, sono sempre tenuti in otto date diverse, anche se la più importante è la festa di Samhain o Halloween il 31 ottobre che celebra il nuovo anno satanico, spiega, "E' come il compleanno del Diavolo". "Le vittime", dice la Kneer, "sono state sacrificate, togliendo loro il cuore che viene consumato dai presenti, poi il corpo viene cremato e gettato in mare". Dice la Kneer, "Per i satanisti è molto facile sbarazzarsi dei corpi perché coloro che fanno la 'messa' nera sono molto importanti'.
Si avverte che nella notte di Halloween molti satanisti nascondono nei dolci e nella frutta che regalano ai bambini: coltelli, droghe, veleno o chiodi.
Attualmente, la Kneer e le altre donne che hanno partecipato a culti satanici hanno costituito un gruppo denominato SAL che mira a inviare ai satanisti un messaggio di speranza e la richiesta di non fare più danni. Dice la Kneer: "Ogni satanista che legge queste informazioni e desidera rifiutare o abbandonare satanismo può con l'aiuto di Dio, come abbiamo fatto, noi'.
Preghiera in riparazione alle profanazioni eucaristiche, delle messe nere e contro ogni offerta satanica.
Oh Signore Padre Santo, Dio misericordioso ed eterno, per l'intercessione di Maria sempre Vergine, della dolcezza e bontà del suo Cuore Immacolato ed Addolorato, per lo scempio del Corpo e Sangue di Gesù Cristo, per i rituali contro l'innocenza di tanti bambini offerti al maligno, per l'infedeltà ed il male che alcuni dei tuoi figli, che non hanno ancora conosciuto il tuo amore, procurano all'umanità con le pratiche sataniche: PERDONO E MISERICORDIA!
San Michele Arcangelo, difendici dalle insidie e dalla malvagità del demonio; sii nostro aiuto!
San Giuseppe, Angeli e Santi tutti di Dio pregate per noi. Amen!
1 Padre nostro
1 Ave Maria
1 Gloria al Padre
sabato 12 ottobre 2013
Sant'Agostino e la contrizione del cuore: il dolore del peccato!
Cari amici vi segnalo questa lettura tratta dai: "Discorsi" di Sant'Agostino, Vescovo di Ippona. Leggendola e meditandola ho ritenuto che potesse essere d'aiuto per quanti, come me, intendono realmente accostarsi a Dio per ricevere la sua misericordia in spirito di umiltà e di sincero pentimento per mezzo del sacramento della confessione, e giacché il Padre Celeste apre il suo cuore a chi ha l'animo contrito, ma "...resiste ai superbi", l'augurio è che ognuno di noi ritrovi il senso del peccato e comprenda sempre più e meglio quanto esso offenda il Signore Gesù e mortifichi la nostra elezione a figli di Dio.
Lettura (Disc. 19, 2-3; CCL 41, 252-254)
Davide ha confessato: «Riconosco la mia colpa» (Sal 50, 5). Se io riconosco, tu dunque perdona. Non presumiamo affatto di essere perfetti e che la nostra vita sia senza peccato. Si adatta alla condotta quella lode che non dimentichi la necessità del perdono. Gli uomini privi di speranza, quanto meno badano ai propri peccati, tanto più si occupano di quelli altrui. Infatti cercano non che cosa correggere, ma che cosa biasimare. E siccome non possono scusare se stessi, sono pronti ad accusare gli altri. Non è questa la maniera di pregare e di implorare perdono da Dio, insegnataci dal salmista, quando ha esclamato: «Riconosco la mia colpa, il mio peccato mi sta sempre dinanzi» (Sal 50, 5). Egli non stava a badare ai peccati altrui. Citava se stesso, non dimostrava tenerezza con se stesso, ma scavava e penetrava sempre più profondamente in se stesso. Non indulgeva verso se stesso, e quindi pregava sì che gli si perdonasse, ma senza presunzione.
Vuoi riconciliarti con Dio? Comprendi ciò che fai con te stesso, perché Dio si riconcili con te. Poni attenzione a quello che si legge nello stesso salmo: «Non gradisci il sacrificio e, se offro olocausti, non lì accetti» (Sal 50, 18). Dunque resterai senza sacrificio? Non avrai nulla da offrire? Con nessuna offerta potrai placare Dio? Che cosa hai detto? «Non gradisci il sacrificio e, se offro olocausti, non li accetti» (Sal 50, 18). Prosegui, ascolta e prega: «Uno spirito contrito è sacrificio a Dio, un cuore affranto e umiliato, Dio, tu non disprezzi» (Sal 50, 19). Dopo aver rigettato ciò che offrivi, hai trovato che cosa offrire. Infatti presso gli antichi offrirvi vittime del gregge e venivano denominate sacrifici. «Non gradisci il sacrificio»: non accetti più quei sacrifici passati, però cerchi un sacrificio.
Dice il salmista: «Se offro olocausti, non li accetti». Perciò dal momento che non gradisci gli olocausti, rimarrai senza sacrificio? Non sia mai. «Uno spirito contrito è sacrificio a Dio, un cuore affranto e umiliato, Dio, tu non disprezzi» (Sal 50, 19). Hai la materia per sacrificare. Non andare in cerca del gregge, non preparare imbarcazioni per recarti nelle più lontane regioni da dove portare profumi. Cerca nel tuo cuore ciò che è gradito a Dio. Bisogna spezzare minutamente il cuore. Temi che perisca perché frantumato? Sulla bocca del salmista tu trovi questa espressione: «Crea in me, o Dio, un cuore puro» (Sal 50, 12). Quindi deve essere distrutto il cuore impuro, perché sia creato quello puro.
Quando pecchiamo dobbiamo provare dispiacere di noi stessi, perché i peccati dispiacciono a Dio. E poiché constatiamo che non siamo senza peccato, almeno in questo cerchiamo di essere simili a Dio: nel dispiacerci di ciò che dispiace a Dio. In certo qual modo sei unito alla volontà di Dio, poiché dispiace a te ciò che il tuo Creatore odia.
Vuoi riconciliarti con Dio? Comprendi ciò che fai con te stesso, perché Dio si riconcili con te. Poni attenzione a quello che si legge nello stesso salmo: «Non gradisci il sacrificio e, se offro olocausti, non lì accetti» (Sal 50, 18). Dunque resterai senza sacrificio? Non avrai nulla da offrire? Con nessuna offerta potrai placare Dio? Che cosa hai detto? «Non gradisci il sacrificio e, se offro olocausti, non li accetti» (Sal 50, 18). Prosegui, ascolta e prega: «Uno spirito contrito è sacrificio a Dio, un cuore affranto e umiliato, Dio, tu non disprezzi» (Sal 50, 19). Dopo aver rigettato ciò che offrivi, hai trovato che cosa offrire. Infatti presso gli antichi offrirvi vittime del gregge e venivano denominate sacrifici. «Non gradisci il sacrificio»: non accetti più quei sacrifici passati, però cerchi un sacrificio.
Dice il salmista: «Se offro olocausti, non li accetti». Perciò dal momento che non gradisci gli olocausti, rimarrai senza sacrificio? Non sia mai. «Uno spirito contrito è sacrificio a Dio, un cuore affranto e umiliato, Dio, tu non disprezzi» (Sal 50, 19). Hai la materia per sacrificare. Non andare in cerca del gregge, non preparare imbarcazioni per recarti nelle più lontane regioni da dove portare profumi. Cerca nel tuo cuore ciò che è gradito a Dio. Bisogna spezzare minutamente il cuore. Temi che perisca perché frantumato? Sulla bocca del salmista tu trovi questa espressione: «Crea in me, o Dio, un cuore puro» (Sal 50, 12). Quindi deve essere distrutto il cuore impuro, perché sia creato quello puro.
Quando pecchiamo dobbiamo provare dispiacere di noi stessi, perché i peccati dispiacciono a Dio. E poiché constatiamo che non siamo senza peccato, almeno in questo cerchiamo di essere simili a Dio: nel dispiacerci di ciò che dispiace a Dio. In certo qual modo sei unito alla volontà di Dio, poiché dispiace a te ciò che il tuo Creatore odia.
venerdì 13 settembre 2013
Papa Francesco: "Fecondità dalla differenza. Matrimonio uomo-donna nella Costituzione"
Nel messaggio del Pontefice alla Settimana Sociale dei cattolici italiani, che si apre a Torino, la riaffermazione della famiglia espressione della "prima società naturale", "scuola di generosità contro l'individualismo", messa a rischio da "scelte di carattere culturale e politico". Bagnasco: "No a fughe in avanti, resti salda la roccia della differenza sessuale"
TORINO - "La Chiesa offre una concezione della famiglia, che è quella del Libro della Genesi, dell'unità nella differenza tra uomo e donna, e della sua fecondità. In questa realtà riconosciamo un bene per tutti, la prima società naturale, come recepito anche nella Costituzione della Repubblica Italiana". E' un passaggio del messaggio autografo inviato da Papa Francesco alla 47esima Settimana Sociale dei cattolici italiani, dal tema "La famiglia, speranza e futuro per la società italiana", aperta oggi pomeriggio a Torino dal presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco.
Tanto diverso dal predecessore Ratzinger nelle manifestazioni pubbliche del proprio Pontificato, Bergoglio resta invece all'interno del solco tracciato dalle Sacre Scritture nella considerazione del matrimonio, inteso come cellula primordiale della società, caratterizzata dall'obiettivo fondamentale della procreazione. Non lasciando alcuno spiraglio a qualsiasi ragionamento sul matrimonio omosessuale, legalizzato giorno dopo giorno in un numero sempre crescente di Paesi nel mondo. "Vogliamo riaffermare - sottolinea infatti il Pontefice - che la famiglia così intesa rimane il primo e principale soggetto costruttore della società e di un'economia a misura d'uomo, e come tale merita di essere fattivamente sostenuta".
Come in precedenza Benedetto XVI si era scagliato contro la "rivoluzione antropologica" del "matrimonio per tutti", anche Papa Francesco punta l'indice contro "le conseguenze, positive o negative, delle scelte di carattere culturale, anzitutto, e politico riguardanti la famiglia". Conseguenze che "toccano i diversi ambiti della vita di una società e di un Paese: dal problema demografico, che è grave per tutto il continente europeo e in modo particolare per l'Italia, alle altre questioni relative al lavoro e all'economia in generale, alla crescita dei figli, fino a quelle che riguardano la stessa visione antropologica che è alla base della nostra civiltà".
"La famiglia è scuola privilegiata di generosità, di condivisione, di responsabilità, scuola che educa a superare una certa mentalità individualistica che si è fatta strada nelle nostre società. Sostenere e promuovere le famiglie, valorizzandone il ruolo fondamentale e centrale, è operare per uno sviluppo equo e solidale".
La famiglia, anche guscio protettivo, scrigno di tesori. "Un popolo che non si prende cura degli anziani e dei bambini e dei giovani non ha futuro, perché maltratta la memoria e la promessa - scrive il Papa -. Il futuro della società, e in concreto della società italiana, è radicato negli anziani e nei giovani: questi, perché hanno la forza e l'età per portare avanti la storia, quelli, perché sono la memoria viva".
Ma Bergoglio invita a non "ignorare la sofferenza di tante famiglie, dovuta alla mancanza di lavoro, al problema della casa, alla impossibilità pratica di attuare liberamente le proprie scelte educative; la sofferenza dovuta anche ai conflitti interni alle famiglie stesse, ai fallimenti dell'esperienza coniugale e familiare, alla violenza che purtroppo si annida e fa danni anche all'interno delle nostre case".
"A tutti dobbiamo - continua Bergoglio - e vogliamo essere particolarmente vicini, con rispetto e con vero senso di fraternità e di solidarietà. Vogliamo però soprattutto ricordare la testimonianza semplice, ma bella e coraggiosa di tantissime famiglie, che vivono l'esperienza del matrimonio e dell'essere genitori con gioia, illuminati e sostenuti dalla grazia del Signore, senza paura di affrontare anche i momenti della croce che, vissuta in unione con quella del Signore, non impedisce il cammino dell'amore, ma anzi può renderlo più forte e più completo".
Infine, rivolgendosi ai protagonisti dell'evento torinese, Papa Francesco esprime l'auspicio che "questa Settimana Sociale possa contribuire in modo efficace a mettere in evidenza il legame che unisce il bene comune alla promozione della famiglia fondata sul matrimonio, al di là di pregiudizi e ideologie. Si tratta - conclude il Papa - di un debito di speranza che tutti hanno nei confronti del Paese, in modo particolare dei giovani, ai quali occorre offrire speranza per il futuro".
Bagnasco: "No a fughe in avanti, salda roccia la differenza sessuale". "Quando attraverso una decisione politica vengono giuridicamente equiparate forme di vita in se stesse differenti, come la relazione tra l'uomo e la donna e quella tra due persone dello stesso sesso, si misconosce la specificità della famiglia": così il cardinale Angelo Bagnasco, nella sua prolusione alla Settimana dei Cattolici.
Occorre mantenere salda "la roccia della differenza sessuale" per evitare il rischio che "la famiglia resti imbrigliata in immagini stereotipate o in utopiche fughe in avanti" chiede il presidente della Cei, che definisce "fondamentale" l'impegno "per ritessere l'umano che rischia diversamente di essere polverizzato in un indistinto egualitarismo che cancella la differenza sessuale e quella generazionale, eliminando così la possibilità di essere padre e madre, figlio e figlia".
"Volendo eliminare dalla dimensione sessuale le sovrastrutture socio-culturali espresse con la categoria di 'genere', si è giunti - denuncia Bagnasco - a negare anche il dato di partenza: la persona nasce sessuata". Di qui, secondo Bagnasco, l'obsolescenza della domanda che ha angosciato tante generazioni passate: "Che mondo lasceremo ai nostri figli?", l'urgenza di un nuovo interrogativo: "A quali figli lasceremo il mondo?".
"No omofobia, ma non criminalizzare chi sostiene matrimonio uomo-donna". "Frequentemente ci si oppone alle ragionevoli considerazioni della Chiesa per motivi ideologici. Nei mesi scorsi, il dibattito sulla legge contro l'omofobia ha manifestato con chiarezza questa tendenza", premette il cardinale Bagnasco. "Nessuno discute il crimine e l'odiosità della violenza contro ogni persona, qualunque ne sia il motivo" osserva il presidente della Cei, ribaltando poi la prospettiva: "Per lo stesso senso di civiltà, nessuno dovrebbe discriminare, né tanto meno poter incriminare in alcun modo, chi sostenga pubblicamente ad esempio che la famiglia è solo quella tra un uomo e una donna fondata sul matrimonio, o che la dimensione sessuata è un fatto di natura e non di cultura".
Tanto diverso dal predecessore Ratzinger nelle manifestazioni pubbliche del proprio Pontificato, Bergoglio resta invece all'interno del solco tracciato dalle Sacre Scritture nella considerazione del matrimonio, inteso come cellula primordiale della società, caratterizzata dall'obiettivo fondamentale della procreazione. Non lasciando alcuno spiraglio a qualsiasi ragionamento sul matrimonio omosessuale, legalizzato giorno dopo giorno in un numero sempre crescente di Paesi nel mondo. "Vogliamo riaffermare - sottolinea infatti il Pontefice - che la famiglia così intesa rimane il primo e principale soggetto costruttore della società e di un'economia a misura d'uomo, e come tale merita di essere fattivamente sostenuta".
Come in precedenza Benedetto XVI si era scagliato contro la "rivoluzione antropologica" del "matrimonio per tutti", anche Papa Francesco punta l'indice contro "le conseguenze, positive o negative, delle scelte di carattere culturale, anzitutto, e politico riguardanti la famiglia". Conseguenze che "toccano i diversi ambiti della vita di una società e di un Paese: dal problema demografico, che è grave per tutto il continente europeo e in modo particolare per l'Italia, alle altre questioni relative al lavoro e all'economia in generale, alla crescita dei figli, fino a quelle che riguardano la stessa visione antropologica che è alla base della nostra civiltà".
"La famiglia è scuola privilegiata di generosità, di condivisione, di responsabilità, scuola che educa a superare una certa mentalità individualistica che si è fatta strada nelle nostre società. Sostenere e promuovere le famiglie, valorizzandone il ruolo fondamentale e centrale, è operare per uno sviluppo equo e solidale".
La famiglia, anche guscio protettivo, scrigno di tesori. "Un popolo che non si prende cura degli anziani e dei bambini e dei giovani non ha futuro, perché maltratta la memoria e la promessa - scrive il Papa -. Il futuro della società, e in concreto della società italiana, è radicato negli anziani e nei giovani: questi, perché hanno la forza e l'età per portare avanti la storia, quelli, perché sono la memoria viva".
Ma Bergoglio invita a non "ignorare la sofferenza di tante famiglie, dovuta alla mancanza di lavoro, al problema della casa, alla impossibilità pratica di attuare liberamente le proprie scelte educative; la sofferenza dovuta anche ai conflitti interni alle famiglie stesse, ai fallimenti dell'esperienza coniugale e familiare, alla violenza che purtroppo si annida e fa danni anche all'interno delle nostre case".
"A tutti dobbiamo - continua Bergoglio - e vogliamo essere particolarmente vicini, con rispetto e con vero senso di fraternità e di solidarietà. Vogliamo però soprattutto ricordare la testimonianza semplice, ma bella e coraggiosa di tantissime famiglie, che vivono l'esperienza del matrimonio e dell'essere genitori con gioia, illuminati e sostenuti dalla grazia del Signore, senza paura di affrontare anche i momenti della croce che, vissuta in unione con quella del Signore, non impedisce il cammino dell'amore, ma anzi può renderlo più forte e più completo".
Infine, rivolgendosi ai protagonisti dell'evento torinese, Papa Francesco esprime l'auspicio che "questa Settimana Sociale possa contribuire in modo efficace a mettere in evidenza il legame che unisce il bene comune alla promozione della famiglia fondata sul matrimonio, al di là di pregiudizi e ideologie. Si tratta - conclude il Papa - di un debito di speranza che tutti hanno nei confronti del Paese, in modo particolare dei giovani, ai quali occorre offrire speranza per il futuro".
Bagnasco: "No a fughe in avanti, salda roccia la differenza sessuale". "Quando attraverso una decisione politica vengono giuridicamente equiparate forme di vita in se stesse differenti, come la relazione tra l'uomo e la donna e quella tra due persone dello stesso sesso, si misconosce la specificità della famiglia": così il cardinale Angelo Bagnasco, nella sua prolusione alla Settimana dei Cattolici.
Occorre mantenere salda "la roccia della differenza sessuale" per evitare il rischio che "la famiglia resti imbrigliata in immagini stereotipate o in utopiche fughe in avanti" chiede il presidente della Cei, che definisce "fondamentale" l'impegno "per ritessere l'umano che rischia diversamente di essere polverizzato in un indistinto egualitarismo che cancella la differenza sessuale e quella generazionale, eliminando così la possibilità di essere padre e madre, figlio e figlia".
"Volendo eliminare dalla dimensione sessuale le sovrastrutture socio-culturali espresse con la categoria di 'genere', si è giunti - denuncia Bagnasco - a negare anche il dato di partenza: la persona nasce sessuata". Di qui, secondo Bagnasco, l'obsolescenza della domanda che ha angosciato tante generazioni passate: "Che mondo lasceremo ai nostri figli?", l'urgenza di un nuovo interrogativo: "A quali figli lasceremo il mondo?".
"No omofobia, ma non criminalizzare chi sostiene matrimonio uomo-donna". "Frequentemente ci si oppone alle ragionevoli considerazioni della Chiesa per motivi ideologici. Nei mesi scorsi, il dibattito sulla legge contro l'omofobia ha manifestato con chiarezza questa tendenza", premette il cardinale Bagnasco. "Nessuno discute il crimine e l'odiosità della violenza contro ogni persona, qualunque ne sia il motivo" osserva il presidente della Cei, ribaltando poi la prospettiva: "Per lo stesso senso di civiltà, nessuno dovrebbe discriminare, né tanto meno poter incriminare in alcun modo, chi sostenga pubblicamente ad esempio che la famiglia è solo quella tra un uomo e una donna fondata sul matrimonio, o che la dimensione sessuata è un fatto di natura e non di cultura".
venerdì 6 settembre 2013
Papa Francesco tra fede e famiglia nell'Enciclica Lumen Fidei
Nella prima Enciclica, Lumen
Fidei, del suo ministero petrino, il Santo Padre Francesco ha, tra le varie
tematiche, analizzato la relazione tra la fede e la famiglia ribadendo a piene
mani:
a.
l’unica e possibile unione, stabile, tra due essere
diversi, maschio e femmina, nel matrimonio, dal quale generare una nuova vita;
b.
l’indissolubilità dell’unione matrimoniale;
c. l’imprescindibile presenza di un padre e di una
madre;
d. la fede come fondamento delle relazioni
familiari che si concretizza nella partecipazione comune alla vita della Chiesa
(come comunità esterna) e a quella della famiglia stessa (come comunità interna)
definita “piccola Chiesa domestica”, per mezzo di impegni attivi, quali: la Santa
Messa domenicale, la recita del Santo Rosario, veglie, digiuni e attività caritatevoli.
Meditiamo sulle parole di Papa Francesco che ha fatto, centro
del suo pontificato, la carità paolina, espressione della quale è la
misericordia, attributo divino che implica la necessità di accostarsi alla
Verità, Cristo Gesù, per essere liberi e
poter così amare in totale donazione, responsabile e matura. L’amore è una
parte della carità che non è arbitrio mondano, ma scelta consapevole che laddove
si decidesse d'amare il primo e sincero passo è il sacrificio. Non c’è carità
senza sacrificio, non c’è vita senza morte, non c’è resurrezione senza
passione. In definitiva non si è uomini senza la fonte dell’umanità: Gesù
Cristo Re dell’Universo!
AI PRESBITERI E AI DIACONI
ALLE PERSONE CONSACRATE
E A TUTTI I FEDELI LAICI
SULLA FEDE
La fede e la famiglia
52. Nel cammino di Abramo verso la città futura, la Lettera
agli Ebrei accenna alla benedizione che si trasmette dai genitori ai figli (cfr.
Eb 11, 20-21). Il primo ambito in cui la fede illumina la città degli
uomini si trova nella famiglia. Penso anzitutto all’unione stabile dell’uomo e
della donna nel matrimonio. Essa nasce dal loro amore, segno e presenza
dell’amore di Dio, dal riconoscimento e dall’accettazione della bontà della differenza
sessuale, per cui i coniugi possono unirsi in una sola carne (cfr. Gen 2,24)
e sono capaci di generare una nuova vita, manifestazione della bontà del
Creatore, della sua saggezza e del suo disegno di amore. Fondati su
quest’amore, uomo e donna possono promettersi l’amore mutuo con un gesto che
coinvolge tutta la vita e che ricorda tanti tratti della fede. Promettere un
amore che sia per sempre è possibile quando si scopre un disegno più grande dei
propri progetti, che ci sostiene e ci permette di donare l’intero futuro alla
persona amata. La fede poi aiuta a cogliere in tutta la sua profondità e
ricchezza la generazione dei figli, perché fa riconoscere in essa l’amore
creatore che ci dona e ci affida il mistero di una nuova persona. È così che Sara,
per la sua fede, è diventata madre, contando sulla fedeltà di Dio alla sua
promessa (cfr Eb 11,11).
53. In famiglia, la fede accompagna tutte le età della vita,
a cominciare dall’infanzia: i bambini imparano a fidarsi dell’amore dei loro
genitori. Per questo è importante che i genitori coltivino pratiche comuni di
fede nella famiglia, che accompagnino la maturazione della fede dei figli.
Soprattutto i giovani, che attraversano un’età della vita così complessa, ricca
e importante per la fede, devono sentire la vicinanza e l’attenzione della
famiglia e della comunità ecclesiale nel loro cammino di crescita nella fede.
Tutti abbiamo visto come, nelle Giornate Mondiali della Gioventù, i giovani
mostrino la gioia della fede, l’impegno di vivere una fede sempre più salda e
generosa. I giovani hanno il desiderio di una vita grande. L’incontro con
Cristo, il lasciarsi afferrare e guidare dal suo amore allarga l’orizzonte
dell’esistenza, le dona una speranza solida che non delude. La fede non è un
rifugio per gente senza coraggio, ma la dilatazione della vita. Essa fa
scoprire una grande chiamata, la vocazione all’amore, e assicura che
quest’amore è affidabile, che vale la pena di consegnarsi ad esso, perché il
suo fondamento si trova nella fedeltà di Dio, più forte di ogni nostra
fragilità.
giovedì 1 agosto 2013
2 agosto: il perdono di Assisi e l'indulgenza plenaria!
Quello
che ha reso nota in tutto il mondo la
Porziuncola è soprattutto il singolarissimo privilegio dell'Indulgenza, che va sotto il nome di
"Perdono d'Assisi", e che da oltre sette secoli converge verso di essa orde di
pellegrini. Milioni e milioni di anime hanno
varcato questa "porta di vita eterna" e si sono prostrate qui
per ritrovare la pace e il perdono nella
grande Indulgenza della Porziuncola, la cui
festa si celebra il 2 Agosto ("Festa del Perdono").L'aspetto
religioso più importante del
"Perdono d'Assisi" è la grande utilità spirituale per i fedeli, stimolati, per goderne i benefici, alla
confessione e alla comunione eucaristica.
Confessione, preceduta e accompagnata dalla contrizione per i peccati compiuti e dall'impegno a emendarsi
dal proprio male per avvicinarsi sempre
più allo stato di vita evangelica vissuta da Francesco e Chiara, stato di vita iniziato da entrambi alla Porziuncola. L'evento
del Perdono della Porziuncola resta una
manifestazione della misericordia infinita di Dio e un segno della passione apostolica di Francesco
d'Assisi.
COME SAN FRANCESCO CHIESE
ED OTTENNE L'INDULGENZA DEL PERDONO
Una
notte dell'anno del Signore 1216,
Francesco era immerso nella preghiera e nella contemplazione nella chiesetta della Porziuncola, quando
improvvisamente dilagò nella chiesina una vivissima luce e Francesco vide sopra
l'altare il Cristo rivestito di luce e alla sua destra la sua Madre Santissima,
circondati da una moltitudine di Angeli.
Francesco adorò in silenzio con la faccia a terra il suo Signore! Gli chiesero allora che cosa desiderasse per la
salvezza delle anime. La risposta di Francesco
fu immediata: "Santissimo Padre, benché io sia misero e peccatore, ti prego che a tutti quanti, pentiti e confessati,
verranno a visitare questa chiesa,
conceda ampio e generoso perdono, con una completa remissione di tutte le colpe. Quello che tu chiedi, o frate Francesco,
è grande - gli disse il Signore -, ma di
maggiori cose sei degno e di maggiori ne avrai. Accolgo quindi la tua preghiera, ma a patto che tu domandi
al mio vicario in terra, da parte mia,
questa indulgenza". Francesco si presentò subito al Pontefice Onorio III che in quei giorni si trovava a Perugia e
con candore gli raccontò la visione
avuta. Il Papa lo ascoltò con attenzione e dopo qualche difficoltà dette la sua approvazione. Poi disse: "Per
quanti anni vuoi questa indulgenza?".
Francesco scattando rispose: "Padre Santo, non domando anni, ma
anime". E felice si avviò verso la
porta, ma il Pontefice lo chiamò: "Come, non vuoi nessun documento?". E Francesco: "Santo
Padre, a me basta la vostra parola! Se questa indulgenza è opera di Dio, Egli
penserà a manifestare l'opera sua; io non ho bisogno di alcun documento, questa
carta deve essere la Santissima Vergine Maria,
Cristo il notaio e gli Angeli i testimoni". E qualche giorno più
tardi insieme ai Vescovi dell'Umbria, al
popolo convenuto alla Porziuncola, disse tra le lacrime: "Fratelli miei,
voglio mandarvi tutti in Paradiso!". (Da "Il Diploma di
Teobaldo", FF 3391-3397)
PER RICEVERE
L'INDULGENZA PLENARIA DEL PERDONO DI ASSISI (per sè o per i defunti)
Tale
indulgenza è lucrabile, per sè o per le anime
del Purgatorio, da tutti i fedeli quotidianamente, per una sola volta al
giorno, per tutto l'anno in quel santo
luogo e, per una volta sola, da mezzogiorno del
1° Agosto alla mezzanotte del giorno seguente, oppure, con il
consenso dell'Ordinario del luogo, nella
domenica precedente o successiva (a decorrere
dal mezzogiorno del sabato sino alla mezzanotte della domenica),
visitando una qualsiasi altra chiesa
francescana o basilica minore o chiesa cattedrale o parrocchiale. Le condizioni per acquistare il
Perdono sono quelle prescritte per tutte
le indulgenze plenarie e cioè:
1
=> Confessione sacramentale per
essere in grazia di Dio (negli otto giorni precedenti o seguenti);
2
=> Escludere qualunque attaccamento del cuore al peccato (in pensieri,
parole, opere ed omissioni);
3
=> Partecipazione alla Messa e
Comunione Eucaristica;
4=>
Visita alla chiesa della Porziuncola (o un'altra chiesa francescana o chiesa
parrocchiale), per recitare alcune preghiere. In particolare:
- Il CREDO APOSTOLICO, per riaffermare la propria identità cristiana (è possibile
trovarlo a questo link: http://www.francescani.marche.it/ofs/Preghiere/CredoApostolico.htm)
- Il PADRE NOSTRO, per riaffermare la
propria dignità di figli di Dio, ricevuta nel Battesimo;
- UNA PREGHIERA SECONDO LE INTENZIONI DEL PAPA (ad esempio Padre Nostro,
Ave Maria, Gloria al Padre),
per riaffermare la propria appartenenza alla Chiesa, il cui fondamento e centro
visibile di unità è il Romano Pontefice.
Agosto, mese dedicato a Dio Padre.
Dopo che la Santa Chiesa ci ha fatto meditare sulla necessità della materna intercessione del Cuore Immacolato di Maria nel mese di maggio, esso ci ha aperto la porta verso la contemplazione del Cuore del Suo amatissimo Figlio e nostro Signore Gesù Cristo nel mese di Giugno. Poi da questo Cuore squarciato, nel mese di Luglio, ci siamo abbeverati alla fonte della nostra salvezza: il Preziosissimo Sangue ed ora, nel mese di agosto ci apprestiamo a conoscere, servire ed amare Dio Padre autore e fonte della vita.
P
er questa ragione propongo un ciclo giornaliero di 31 meditazioni per accompagnare la quotidianità del mese di agosto, all'insegna dell'amore del Padre che non ha esitato a donarci suo Figlio, Gesù, per la nostra redenzione. Pieni di commossa gratitudine noi ti lodiamo e ti rendiamo grazie Padre nostro!
Buona meditazione!
Nota: inserisco per intera solo la 1° meditazione! Per le altre cliccare su link seguente:
http://rosarioonline.altervista.org/index.php?s=preghiere&tipopreghiera=meditazioni-agosto-DioPadre-1&ngiorno=1
INTRODUZIONE - - Ogni uomo sente il bisogno di amare e di essere amato: sia egli santo o perverso, freddo ragionatore o passionale, intelligente o deficiente.
Sogna un amore che sia donazione e possesso, pieno e insaziabile, attuale ed eterno.
Ma già le prime esperienze d'amore, da adolescente, da giovane, gli rivelano che anche nell'amore egli è ignorante, limitato, instabile, e, peggio, egoista e peccatore.
Solo se egli incontra Cristo, se arriva a conoscere, a intuire ed esperimentare l'amore di Cristo per lui, nel Vangelo, nella intimità della preghiera, nella Chiesa e nei sacramenti, potrà apprendere l'amore e giungere alla salvezza, alla felicità dell'amore.
Dio, infatti, nell'uomo Cristo Gesù, non solo ci ha rivelato e donato il suo amore salvifico, ma nel Cuore di Lui ci ha offerto anche un filtro purificatore, un modello e uno stile, un innesto e una sintonia superiore per il nostro amore.
Beato l'uomo che incontra, comprende e vive l'amore di Cristo: anche i suoi amori più banali e terrestri acquisteranno senso e finalità superiori.
LETTURA BIBLICA - Poi, nell'ultimo giorno, il più solenne della festa, Gesù levatosi in piedi, esclamò ad alta voce: Chi ha sete venga a me e beva. Dall'intimo di chi crede in me, come dice la Scrittura, scaturiranno fiumi d'acqua viva. Diceva questo dello Spirito che dovevano ricevere coloro che avevano creduto in lui; perché non era ancora stato dato lo spirito, non essendo ancora glorificato Gesù ». (Giov. 7, 37-39)
CONCLUSIONE - Il nostro bisogno di amare e di essere amati è legittimo e deve essere appagato. Dio ci ha creati così: per amore per l'amore. Ma chi di noi non avverte in se stesso e non vede negli altri quanto spesso il bisogno esistenziale dell'amore arrivi a un appagamento esiziale, cioè disastroso? Allora è necessario un ripensamento, una conversione del nostro amore, sull'esempio dei santi: Maria Maddalena, convertendosi, non cessò di amare e di farsi amare; ma per Cristo e sullo esempio di Lui il suo amore divenne santo, cioè nobilitante, salvifico e beatificante. Entriamo anche noi nel modo di amare di Cristo, illuminandoci nell'assidua lettura del Vangelo, rafforzandoci con i sacramenti della confessione e dell'eucarestia, liberando ogni giorno il nostro amore dalla prepotenza, dalla sfrenatezza, dall'arbitrio insofferente di ogni giusta legge umana o divina.
PREGHIERA COMUNITARIA
INVITO - Rivolgiamo fiduciosi la preghiera a Dio, nostro Padre, dator d'ogni bene, perché susciti in noi un grande amore, nella riconoscenza e nella gioia. Preghiamo insieme e diciamo: Ti ringraziamo, Signore.
INTENZIONI - Per tutti i beni che hai effuso nel mondo, che ci nutrono e ci sviluppano; per tutte le meravigliose bellezze della natura che ci incantano e ci allietano, Per la vita che ci hai donato, per i giorni che ci concedi, per l'amore, l'amicizia e la compagnia che ci fai godere nella nostra casa e nel mondo, Per le piante e gli animali, che continui a creare per noi, per il sole, la luna e le stelle, per le sorgenti e le pianure, per le montagne e i mari che conservi e rinnovi per noi, Per l'intelligenza, i sensi e il cuore che ci hai dato per comprendere, godere, amare e rispettare la tua Creazione e Te, Sommo Bene.
(Altre intenzioni personali )
PREGHIERA DI CONCLUSIONE - Dio, nostro Padre, che a noi e a ogni generazione di uomini fai trovare questa eredità ricca' e meravigliosa del tuo Creato, mentre accogliamo ogni bene come segno del tuo amore, ti ringraziamo con tutta l'anima; e ti preghiamo di formarci un cuore pronto e generoso verso i fratelli più bisognosi.
Te lo chiediamo per il Cuore di Cristo, tuo Figlio. Amen.
Fonte: Preghiere a Gesù e Maria
1° meditazione: L'AMORE È DA DIO
INTRODUZIONE - - Ogni uomo sente il bisogno di amare e di essere amato: sia egli santo o perverso, freddo ragionatore o passionale, intelligente o deficiente.
Sogna un amore che sia donazione e possesso, pieno e insaziabile, attuale ed eterno.
Ma già le prime esperienze d'amore, da adolescente, da giovane, gli rivelano che anche nell'amore egli è ignorante, limitato, instabile, e, peggio, egoista e peccatore.
Solo se egli incontra Cristo, se arriva a conoscere, a intuire ed esperimentare l'amore di Cristo per lui, nel Vangelo, nella intimità della preghiera, nella Chiesa e nei sacramenti, potrà apprendere l'amore e giungere alla salvezza, alla felicità dell'amore.
Dio, infatti, nell'uomo Cristo Gesù, non solo ci ha rivelato e donato il suo amore salvifico, ma nel Cuore di Lui ci ha offerto anche un filtro purificatore, un modello e uno stile, un innesto e una sintonia superiore per il nostro amore.
Beato l'uomo che incontra, comprende e vive l'amore di Cristo: anche i suoi amori più banali e terrestri acquisteranno senso e finalità superiori.
LETTURA BIBLICA - Poi, nell'ultimo giorno, il più solenne della festa, Gesù levatosi in piedi, esclamò ad alta voce: Chi ha sete venga a me e beva. Dall'intimo di chi crede in me, come dice la Scrittura, scaturiranno fiumi d'acqua viva. Diceva questo dello Spirito che dovevano ricevere coloro che avevano creduto in lui; perché non era ancora stato dato lo spirito, non essendo ancora glorificato Gesù ». (Giov. 7, 37-39)
CONCLUSIONE - Il nostro bisogno di amare e di essere amati è legittimo e deve essere appagato. Dio ci ha creati così: per amore per l'amore. Ma chi di noi non avverte in se stesso e non vede negli altri quanto spesso il bisogno esistenziale dell'amore arrivi a un appagamento esiziale, cioè disastroso? Allora è necessario un ripensamento, una conversione del nostro amore, sull'esempio dei santi: Maria Maddalena, convertendosi, non cessò di amare e di farsi amare; ma per Cristo e sullo esempio di Lui il suo amore divenne santo, cioè nobilitante, salvifico e beatificante. Entriamo anche noi nel modo di amare di Cristo, illuminandoci nell'assidua lettura del Vangelo, rafforzandoci con i sacramenti della confessione e dell'eucarestia, liberando ogni giorno il nostro amore dalla prepotenza, dalla sfrenatezza, dall'arbitrio insofferente di ogni giusta legge umana o divina.
PREGHIERA COMUNITARIA
INVITO - Rivolgiamo fiduciosi la preghiera a Dio, nostro Padre, dator d'ogni bene, perché susciti in noi un grande amore, nella riconoscenza e nella gioia. Preghiamo insieme e diciamo: Ti ringraziamo, Signore.
INTENZIONI - Per tutti i beni che hai effuso nel mondo, che ci nutrono e ci sviluppano; per tutte le meravigliose bellezze della natura che ci incantano e ci allietano, Per la vita che ci hai donato, per i giorni che ci concedi, per l'amore, l'amicizia e la compagnia che ci fai godere nella nostra casa e nel mondo, Per le piante e gli animali, che continui a creare per noi, per il sole, la luna e le stelle, per le sorgenti e le pianure, per le montagne e i mari che conservi e rinnovi per noi, Per l'intelligenza, i sensi e il cuore che ci hai dato per comprendere, godere, amare e rispettare la tua Creazione e Te, Sommo Bene.
(Altre intenzioni personali )
PREGHIERA DI CONCLUSIONE - Dio, nostro Padre, che a noi e a ogni generazione di uomini fai trovare questa eredità ricca' e meravigliosa del tuo Creato, mentre accogliamo ogni bene come segno del tuo amore, ti ringraziamo con tutta l'anima; e ti preghiamo di formarci un cuore pronto e generoso verso i fratelli più bisognosi.
Te lo chiediamo per il Cuore di Cristo, tuo Figlio. Amen.
Fonte: Preghiere a Gesù e Maria
lunedì 1 luglio 2013
L'estate: tempo di relax e preghiera!
Di recente mi è capitato di leggere, da un
quotidiano on line, un articolo riguardante l’inizio della stagione estiva che,
riportato nelle sue parti essenziali, afferma testualmente (per la versione
integrale v. http://www.tgcom.mediaset.it/perlei/articoli/1014259/estate-vacanze-e-sesso-sicuro.shtml ): <<Estate, mare, corpi svestiti e tanta
voglia di amore. Fin qui tutto bene: attenzione però che il periodo delle
vacanze è anche quello in cui più si rischia di incappare in una gravidanza
indesiderata o di contrarre malattie sessualmente trasmissibili.
Particolarmente a rischio sono giovani e giovanissimi: per questo è nata una
guida al sesso sicuro pensata in particolare per loro. I rischi legato agli
"amori estivi" sono più comuni soprattutto tra i giovani tra i 15 e
19 anni (…). A loro è quindi dedicata la guida "TravelSex! Contraccezione
e prevenzione in viaggio",(…) facilmente reperibile in libreria. Si tratta
di un volume pensato per i ragazzi in procinto di partire per le località di
vacanza in Italia o all'estero e contiene una sezione generale su metodi
contraccettivi e salute sessuale, seguita da indicazioni utili, dall'indirizzo
dei consultori familiari in Italia alle caratteristiche del panorama culturale
sanitario e sociale di ogni paese straniero in materia di sessualità.>>
Bene! Quest’articolo seppur, ne sono
certo, sorretto da positive intenzioni educative, fallisce nella sua complessità
perché è, a mio avviso, scorretto il punto di vista da cui parte. L’azione
pedagogica, per evitare che si possano generare tragiche conseguenze, e questo
vale in tutti gli ambiti non solo nella sfera della sessualità, non può e
soprattutto non deve puntare a risolvere le conseguenze dell’azione diseducata
ma deve agire per correggere ciò che genera la stessa scelta errata. Un
esempio? Non basta combattere la febbre, ma occorre individuarne la causa
scatenate e curarla! Ecco! È questa la misura della crescita umana: imparare ad
avere gli strumenti per discernere ciò che bene da ciò che è male. Se, come le
statistiche rilevano, ormai la sessualità si sta spingendo a ridosso dell’età
puberale (che inizia ad 11 anni per le femmine ed a 13 anni per i maschi con
una linea di confine che non supera i 15 anni) non serve a nulla ed è
altrettanto diseducativo, quanto non parlarne, una “guida”, tra le altre cose
dal nome sconveniente (TravelSex, che tra le sue molteplici traduzioni può
significare: sesso in viaggio, viaggio erotico, ecc..), che ri-cito
testualmente: “…contiene una sezione
generale su metodi contraccettivi e salute sessuale, seguita da indicazioni
utili, dall'indirizzo dei consultori familiari in Italia alle caratteristiche
del panorama culturale sanitario e sociale di ogni paese straniero in materia di
sessualità”. Attenzione!!! Contiene: “…caratteristiche del panorama culturale sanitario e sociale di ogni
paese straniero in materia di sessualità”. Chi non conosce il turismo
sessuale? Penso, purtroppo, ormai tutti. Il che equivale a dire che invece di
educare su cosa sia l’unione, e la sua sacralità innanzi al Signore, di due
corpi, tra due persone (esseri
viventi e non pezzi di carne!) che si amano, ed approfondire il senso
della donazione reciproca come vicendevole offerta, ma anche come impegno del mutuo
rispetto, questa, chiamiamola ancora “guida”, si limita a dare consigli su come
svolgere attività sessuali secondo gli usi e i costumi del posto in cui ci si
reca per “distrarsi” e cercare di evitare quella casa di tolleranza al posto di
quell’altra, ma… in modo sicuro, ovviamente, come se per ricaricare le batterie
di un anno lavorativo il sesso sia l’unica possibilità ed aspirazione!!!
Non sono certo qui per aumentare fiumi di
polemiche, ma non posso fare a meno di notare questo grossolano impoverimento
della concezione dell’essere uomo. Filosofi, antropologi, Santi, e Dio stesso
in millenni di vita hanno cercato di esaltare l’essenza dell’essere vivente
cercando disperatamente di trovare le ragioni di massacri e genocidi
intollerabili. E si rifletta su questo: insegnare a milioni di esseri come
gettare la propria individualità in nome di una concezione orrendamente quanto
bassamente progressista, non è forse rendersi responsabili della morte
spirituale, morale e fisica di coloro che sono fatti a immagine e somiglianza
di Dio? E non guidare coloro che ci sono stati affidati (dai figli, passando
per gli alunni delle scuole sino ad arrivare a tutta la società costituita) per
la loro cura materiale, intellettuale e spirituale non grida contro gli insegnamenti,
di puro amore, di Cristo Gesù il quale ci ha ammoniti testualmente
ricordandoci: “Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è
molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia
gettato nel mare” (Mc 9, 42).
Detto questo, di certo l'estate è un tempo
importante e necessario per ritrovare energie sufficienti per ricominciare le
svariate attività, ma: non potrebbe anche diventare il tempo per meditare e
riflettere sul rapporto con Dio, il prossimo e se stessi? Chi ha mai sostenuto
che ritrovare un equilibrio spirituale debba necessariamente essere in
controtendenza con il sano divertimento? Per attuare un simile progetto basta
coniugare un fecondo silenzio introspettivo, raggiungibile, ad esempio, nelle varie
mete francescane site soprattutto in Toscana e nella provincia di Arezzo, e
volendo nuovamente esemplificare, presso "Le Celle" di Cortona, posto
privilegiato dal Santo di Assisi, Francesco, ma anche, semplicemente chiedendo
informazioni al proprio parroco o in qualsiasi chiesa se non ci si volesse
spostare necessariamente in Toscana. L’importante è cercare di incontrare
Cristo ed il silenzio della preghiera è il “luogo” privilegiato affinché si
incrocino Maestro e discepolo, Creatore e creatura, Amante, e amato. Si legge
nel Vangelo di Matteo al cap. 14, versetto 13: "Gesù partì di là su una
barca e si ritirò in un luogo deserto, in disparte (a pregare n.d.r.)":
A quest’azione meditativa, poi è possibile aggiungere salutari escursioni e/o
visite ai centri storici senza dover necessariamente rinunciare a mete
turistiche più note. L’importante è coniugare le due cose e se possibile dare
spazio ad entrambe con la consapevolezza che con Dio, importante non è la
quantità ma la qualità del tempo che a Lui dedichiamo.
Auguro
a tutti una sana e costruttiva estate; che possa essere per molti l’inizio di
un rinnovato rapporto con Dio Padre e il Figlio suo Gesù Cristo per mezzo
dell’azione dello Spirito Santo e l’intercessione della Vergine Maria, Madre di
Dio
sabato 8 giugno 2013
Inizio del percorso: "La lotta spirituale: analisi in 12 puntate del combattimento contro le forze del male".

E' iniziato il percorso: "La lotta spirituale: analisi in 12 puntate del combattimento contro le forze del male". Vi invito ad approfondire questa tematica per una corretta ed equilibrata crescita nella fede.
La sezione al lato destro del blog vi guiderà gradualmente, in 12 tappe, a combattere contro ciò che giustamente affermava Baudelaire: «Il capolavoro di Satana è di aver fatto perdere le sue tracce e di aver convinto gli uomini che egli non esiste", dunque contro l'incredulità.
Satana esiste ed è più attivo che mai! Nostro dovere è lottare con i sacramenti e la preghiera personale e comunitaria (Chiesa-famiglia). Tuttavia, a ciò si deve aggiungere la conoscenza delle sue modalità comportamentali e attuative del progetto di distruzione dell'uomo e della creazione tutta vero e proprio capolavoro di Dio-Trinità.
Vigilanza e preghiera nella conoscenza intellettuale delle trame diaboliche sono un preciso dovere di ogni cristiano per cercare in tutto la gloria di Dio, il bene delle anime e la nostra santificazione.
Buona lettura e che il Cuore Immacolato di Maria sia il rifugio di ogni anima per approdare al porto sicuro ed eterno del Cuore di Gesù.
sabato 1 giugno 2013
2 giugno: Solennità del Corpo e Sangue di Cristo.
La liturgia della Santa Chiesa, in questa solennità, si concentra sulla contemplazione del Mistero eucaristico. Siamo davanti al più grande gesto d'amore che si rinnova ogni giorno su tutti gli altari del mondo dove un sacerdote celebrando la Santa Messa, memoriale della Pasqua di morte e risurrezione di nostro Signore, per mezzo dell'azione dello Spirito Santo, rende pane e vino, Corpo e Sangue di Gesù. In ciò, l'Eucaristia diviene il segno più alto, più nobile e più profondo di quella che noi consideriamo la "follia" d'amore di Dio, che trova il suo culmine nell'offerta del'Unigenito sulla Santa Croce.
Nell'Eucaristia si realizza il desiderio di Cristo di restare per sempre accanto all'uomo per fargli gustare effettivamente e concretamente la gioia d'essere figlio di Dio.
Senza una vita eucaristica sentita, vissuta, approfondita nell'assidua adorazione del Santissimo Sacramento, si perde molto della vocazione battesimale. Il Corpo e Sangue di Gesù sono dati a noi affinché noi stessi veniamo trasformati a nostra volta. Ecco perché l'annuale solennità del Corpus Domini è un fortissimo richiamo per tutti i fedeli alla centralità dell'Eucaristia, fonte unica di vita eterna.
SEQUENZA
Sion, loda il Salvatore,
la tua guida, il tuo pastore
con inni e cantici.
Impegna tutto il tuo fervore:
egli supera ogni lode,
non vi è canto che sia degno.
Pane vivo, che dà vita:
questo è tema del tuo canto,
oggetto della lode.
Veramente fu donato
agli apostoli riuniti
in fraterna e sacra cena.
Lode piena e risonante,
gioia nobile e serena
sgorghi oggi dallo spirito.
Questa è la festa solenne
nella quale celebriamo
la prima sacra cena.
E il banchetto del nuovo Re,
nuova, Pasqua, nuova legge;
e l'antico è giunto a termine.
Cede al nuovo il rito antico,
la realtà disperde l'ombra:
luce, non più tenebra.
Cristo lascia in sua memoria
ciò che ha fatto nella cena:
noi lo rinnoviamo,
Obbedienti al suo comando,
consacriamo il pane e il vino,
ostia di salvezza.
È certezza a noi cristiani:
si trasforma il pane in carne,
si fa sangue il vino.
Tu non vedi, non comprendi,
ma la fede ti conferma,
oltre la natura.
È un segno ciò che appare:
nasconde nel mistero
realtà sublimi.
Mangi carne, bevi sangue;
ma rimane Cristo intero
in ciascuna specie.
Chi ne mangia non lo spezza,
né separa, né divide:
intatto lo riceve.
Siano uno, siano mille,
ugualmente lo ricevono:
mai è consumato.
Vanno i buoni, vanno gli empi;
ma diversa ne è la sorte:
vita o morte provoca.
Vita ai buoni, morte agli empi:
nella stessa comunione
ben diverso è l'esito!
Quando spezzi il sacramento
non temere, ma ricorda:
Cristo è tanto in ogni parte,
quanto nell'intero.
È diviso solo il segno
non si tocca la sostanza;
nulla è diminuito
della sua persona.
Ecco il pane degli angeli,
pane dei pellegrini,
vero pane dei figli:
non dev'essere gettato.
Con i simboli è annunziato,
in Isacco dato a morte,
nell'agnello della Pasqua,
nella manna data ai padri.
Buon pastore, vero pane,
o Gesù, pietà di noi:
nutrici e difendici,
portaci ai beni eterni
nella terra dei viventi.
Tu che tutto sai e puoi,
che ci nutri sulla terra,
conduci i tuoi fratelli
alla tavola del cielo
nella gioia dei tuoi santi.
Amen.
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