Citazione della settimana...


"LA MORTE È LA GRAZIA DELLE GRAZIE E IL CORONAMENTO DELLA
VITA CRISTIANA. ESSA NON È UNA FINE, COME TROPPI ANCORA PENSANO, MA L'INIZIO DI
UNA BELLA RINASCITA".

- Marthe Robin -

"NON ABBIATE PAURA DELLA GIOIA".

- Papa Francesco -



SIGNORE GESU' SONO QUI DAVANTI A TE

Signore Gesù, sono davanti a te con tutte le mie miserie. So che non mi respingerai perché tu mi ami così come sono. Mi dolgo e mi pento con tutto il cuore dei miei peccati: ti prego perdonami! Nel tuo Nome perdono tutte le persone per quanto hanno fatto contro di me. Rinuncio a Satana, a tutti gli spiriti maligni ed alle loro opere e seduzioni. Ti dono tutto il mio essere, o Signore Gesù, ora e sempre. Ti invito nella mia vita, o Gesù; ti accetto come Signore, Dio e Salvatore. Guariscimi, trasformami, rafforza il mio corpo, la mia anima ed il mio spirito. Vieni Signore Gesù, immergimi nel tuo Preziosissimo Sangue e riempimi del tuo Santo Spirito. Ti Amo, Signore Gesù. Ti lodo, Gesù. Ti ringrazio. Ti seguirò per tutti i giorni della mia vita. Aiutami a non voltarmi mai indietro. A non desiderare nient'altro che te. Fammi sentire il tepore del tuo amore e la potenza del tuo Santo Corpo. Rendimi cosciente della grandezza del tuo donarti a me, misera creatura. Illumina la mia mente e il mio cuore. Irrompi con la tua luce l'intensità delle tenebre che offuscano la mia vita. Rendimi la gioia di essere salvato affinché possa vivere con te per sempre in paradiso.
Maria, mia dolce Madre, Regina della Pace, Angeli e Santi, aiutatemi, ve ne prego. Amen, Alleluia, Amen.
- Fr. Peter Mary Rookey -


IL SILENZIO

Il silenzio è mitezza. Quando non rispondi alle offese, quando non reclami i tuoi diritti, quando lasci a Dio la difesa del tuo onore, il silenzio è mitezza.
Il silenzio è misericordia. Quando non riveli le colpe dei fratelli, quando perdoni senza indagare nel passato, quando non condanni, ma intercedi nell'intimo, il silenzio è misericordia.
Il silenzio è pazienza. Quando soffri senza lamentarti, quando non cerchi consolazione dagli uomini, quando non intervieni, ma attendi che il seme germogli lentamente, il silenzio è pazienza.

Il silenzio è umiltà. Quando taci per lasciare
emergere i fratelli, quando celi nel riserbo i doni di Dio, quando lasci che il tuo agire sia interpretato male, quando lasci agli altri la gloria dell'impresa, il silenzio è umiltà.
Il silenzio è fede. Quando taci, perchè è LUI che agisce, quando rinunci ai suoni, alle voci del mondo per stare alla Sua presenza, quando non cerchi comprensione, perchè ti basta essere conosciuto da Lui, il silenzio è fede.


martedì 3 aprile 2012

Settimana Santa: MARTEDI'


Notte. Nel cuore di Giuda è buio fitto, la luce non riesce a scalfire la sua fragilità, la sua paura. E' notte e tutto appare distorto, diverso, cambiato, difficile. I discepoli si guardano gli uni gli atri chiedendosi chi è il traditore, invece di guardare nel proprio cuore. Anche Pietro presume della sua fede. Giura, promette, rassicura! Povero Pietro, non conosce ancora il suo limite. Ancora deve fare l'esperienza bruciante del suo fallimento per convertire il suo cuore e cambiare e garantire la fede dei suoi fratelli. Giovanni, il discepolo che Gesù ama, si china sul petto del Maestro per sapere di chi sta parlando e ne coglie il battito gonfio d'amore.
Facciamo silenzio e mettiamoci in ginocchio davanti a tanto amore, chiediamo perdono per tutte quelle volte che non capiamo, che non vediamo, che non cogliamo la misura dell'amore di Dio.

venerdì 30 marzo 2012

Il centro della vita in Cristo Gesù: La Settimana Santa

Domenica delle Palme: inizio della Settimana Santa


 La Domenica delle Palme, che celebreremo, ci introduce nella Settimana Santa, nella quale siamo chiamati a ripercorrere, con Cristo, giorno per giorno i momenti culminanti della sua passione e morte, per giungere con cuore rinnovato al mattino di Pasqua, che è sorgente di tutte le altre celebrazioni dell'anno. Infatti, tutte si riferiscono al mistero della Pasqua da cui scaturisce la salvezza nostra e del mondo per mezzo di Gesù Cristo che vivendo la sua Passione non ha guardato solo alla nostra povera condizione di uomini corrotti dal peccato, ma è andato ben oltre: "Egli ha preso su di se le nostre malattie, si è caricato delle nostre sofferenze (...). (...) è stato ferito per le nostre colpe, è stato schiacciato per i nostri peccati. Egli è stato punito, e noi siamo stati salvati. Egli è stato percosso, e noi siamo guariti. Noi tutti eravamo come pecore smarrite (...). Ma il Signore ha fatto pesare su di lui le colpe di tutti noi". (Parole tratte dal Libro della Bibbia del profeta Isaia. Capitolo 53; versetti: da 4 al 6).
Le grandi celebrazioni della Settimana Santa sono:

- La Domenica delle Palme: in cui si fa memoria della passione del Signore Gesù. La liturgia di questo giorno solenne ha due momenti significativi:
=> la processione degli ulivi => ricordo dell'entrata festosa di Gesù a Gerusalemme ed espressione della nostra fede, mediante la quale riconosciamo in Gesù il Messia, il Signore e Re della nostra vita per mezzo dell'ascolto della sua Parola che è Parola di vita eterna al grido di giubilo: "Osanna, benedetto colui che viene nel nome del Signore".
=> la lettura dell'intero racconto della passione secondo l'Evangelista Matteo => la liturgia della Parola ci porta a contemplare il mistero della nostra redenzione nella sofferenza del Signore. La nostra salvezza non passa dalle vie trionfali, ma da un
mistero di amore e dolore accolto e vissuto fino in fondo per ognuno di noi: Dio si è fatto uomo per poter com-patire con l'uomo ogni sofferenza portando in essa consolazione d'amore partecipante.

- Il Giovedì Santo. Si celebra:
=> la mattina la c.d. Messa crismale . Il vescovo, con tutti i sacerdoti della Diocesi, benedice gli oli santi che verranno utilizzati, nel corso dell'anno, per le celebrazioni dei Sacramenti. essi sono:
- olio dei catecumeni => per il battesimo;
- olio degli infermi => per l'Unzione degli in fermi;
-crisma (olio + profumo)= > per il Sacramento della Confermazione e per il Sacramento dell'Ordine;

=> la sera. Messa in Cena Domini caratterizzata dalla c.d. Lavanda dei Piedi. Con essa si fa memoria dell'Ultima Cena durante la quale il Signore, la vigilia della sua passione e morte, ha istituito il sacramento dell'Eucaristia e quello del Sacerdozio con i quali il Messia ha offerto e realizzato la più intima unione possibile tra la nostra e la sua vita. In quella stessa notte, Gesù ci ha lascito il comandamento dell'amore, prima di essere arrestato. Difatti, l'assemblea con il gesto umile della Lavanda dei Piedi è invitata a ricordare quanto il Signore fece ai suoi Apostoli: lavando loro i piedi proclamò il primato dell'amore che si fa servizio sino al dono di se.


- Il Venerdì Santo: giorno della passione e della crocifissione del Signore. Un Dio che non solo si fa uomo, non solo soffre per salvare l'uomo, ma muore per l'uomo. il Venerdì Santo è, dunque, giorno quanto mai propizio per ridestare la nostra fede, per rinsaldare la nostra speranza e il coraggio di portare ciascuno la nostra croce con umiltà, fiducia ed abbandono in Dio, certi del suo sostegno. In questo giorno la liturgia della Chiesa non prevede la Santa Messa, ma solo il percorso meditato da tutti i partecipanti, delle sofferenze di Cristo pregando per tutte le necessità della Chiesa e del Mondo, adorando la Croce e consumando l'eucaristia della Messa in Cena Domini del giorno precedente.
Importantissimo!!! Il Venerdì Santo tutti i fedeli con più di 14 anni e quelli tra i 18 e i 60, DEVONO, astenersi dalle carni di qualunque specie e cibarsi in maniera fugace e leggera in onore di Cristo Gesù morto e risorto per noi



- Il Sabato Santo:
I parte => il silenzio di preparazione alla veglia => la chiesa sosta presso il sepolcro del Signore, meditando la sua passione e morte in un profondo e fiducioso silenzio. Nella tradizione cristiana occidentale, il Sabato Santo è l'unico giorno senza celebrazione eucaristica ed è per questo che si suole dire è anche giorno del nascondimento di Dio, paradosso inaudito che noi esprimiamo nel Credo con le parole "disceso agli inferi" disceso dentro il mistero della morte. Tuttavia, siamo chiamati a vivere questo giorno nella fede che il Signore è vivente in mezzo a noi e con Maria preghiamo in attesa del glorioso evento della risurrezione. Grande importanza viene dato in questo giorno al sacramento della confessione indispensabile per riacquistare la grazia perduta a causa del peccato e così predisporsi a celebrare intimamente rinnovati la Pasqua.
Che il Sabato Santo, giorno di meditazione, silenzio e perdono ricevuto e donato, ci introduca nella veglia pasquale con animo e corpo indiviso protesi verso la vittoria di Cristo Gesù Signore nostro sulla morte del peccato.



- La veglia di preparazione alla Domenica di Pasqua =>
Quattro grandi simboli caratterizzano la liturgia della notte della risurrezione:
a) => la luce: Cristo morto, ma risorto è la luce del mondo da cui dobbiamo attingere il significato della nostra vita e della nostra esistenza. In definitiva: il Verbo si è incarnato per dare significato alla nostra esistenza.
b) => la parola: le letture dell'Antico Testamento, che in quest'occasione verranno proclamate, sono un compendio della storia della salvezza. Consapevoli di ciò, la Santa Madre Chiesa medita quanto Dio ha operato nella storia di tutta l'umanità.
c) => l'acqua: fecondata dallo Spirito Santo, essa genera il popolo santo di Dio. Con i nuovi battezzati, presenti nell'assemblea, tutta la Chiesa fa memoria e rinnova nelle "promesse battesimali" la propria fedeltà al dono ricevuto e agli impegni assunti in un continuo processo di rinnovamento, conversione e rinascita.
d) => il pane e il vino: il popolo rigenerato nel Battesimo per la potenza dello Spirito di Dio è ammesso al convito pasquale che corona la nuova condizione di liberta e riconciliazione in Cristo risorto. In questo modo il Signore rimane sempre con i "suoi" perchè imparino a passare ogni giorno da morte a vita nella carità.

In Cristo Gesù nostro Signore, auguro a tutti un'ardente Pasqua di resurrezione!!!

lunedì 19 marzo 2012

San Giuseppe - Sposo della Beata Vergine Maria

di Mario Benatti


 Questa celebrazione ha profonde radici bibliche; Giuseppe è l'ultimo Patriarca che riceve le comunicazioni del Signore attraverso l'umile via dei sogni. Come l'antico Giuseppe, è l'uomo giusto e fedele (Mt 1,19) che Dio ha posto a custode della sua Casa. Egli collega Gesù, Re messianico, alla discendenza di Davide. Sposo di Maria e padre putativo, guida la Sacra Famiglia nella fuga e nel ritorno dall'Egitto, rifacendo il cammino dell'Esodo. Pio IX lo ha dichiarato patrono della Chiesa universale e Giovanni XXIII ha inserito il suo nome nel Canone romano.

Patronato: Padri, Carpentieri, Lavoratori, Moribondi, Economi, Procuratori Legali.
Etimologia: Giuseppe = aggiunto (in famiglia), dall'ebraico
Emblema: Giglio

Martirologio Romano: Solennità di San Giuseppe, Sposo della Beata Vergine Maria: uomo giusto, nato dalla stirpe di Davide, fece da padre putativo al Figlio di Dio Gesù Cristo, che volle essere chiamato Figlio di Giuseppe ed essergli sottomesso come un figlio al padre. La Chiesa con speciale onore lo venera come Patrono, posto dal Signore a custodia della sua Famiglia.

Il nome Giuseppe è di origine ebraica e sta a significare “Dio aggiunga”, estensivamente si può dire “aggiunto in famiglia”. Può essere che l’inizio sia avvenuto col nome del figlio di Giacobbe e Rachele, venduto per gelosia come schiavo dai fratelli.

Ma è sicuramente dal padre putativo, ritenuto tale, di Gesù e considerato anche come l’ultimo dei Patriarchi, che il nome Giuseppe andò diventando nel tempo sempre più popolare. In Oriente dal IV secolo e in Occidente poco prima dell’XI secolo, vale a dire da quando il suo culto cominciava a diffondersi tra i cristiani.

Non vi è dubbio tuttavia che la fama di quel nome si rafforzò in Europa dopo che nell’Ottocento e nel Novecento molti personaggi della storia e della cultura lo portarono laicamente, nel bene e nel male: da Francesco Giuseppe d’Asburgo a Garibaldi, da Verdi a Stalin, da Garibaldi ad Ungaretti e molti altri ancora.
San Giuseppe fu lo Sposo di Maria Vergine, il capo della “Sacra Famiglia” nella quale nacque, misteriosamente per opera dello Spirito Santo, Gesù Figlio del Dio Padre. E orientando la propria vita sulla lieve traccia di alcuni sogni, dominati dagli Angeli che recavano i messaggi del Signore, diventò una luce dell’esemplare paternità. Certamente non fu un assente.

È vero, fu molto silenzioso, ma fino ai trent’anni della vita del Messia, fu sempre accanto al figliolo con fede, obbedienza e disponibilità ad accettare i piani di Dio. Cominciò a scaldarlo nella povera culla della stalla, Lo mise in salvo in Egitto quando fu necessario, si preoccupò nel cercarlo allorché dodicenne era “sparito’’ nel Tempio, Lo ebbe con sé nel lavoro di falegname, Lo aiutò con Maria a crescere “in sapienza, età e grazia”.

Lasciò probabilmente Gesù poco prima che “il Figlio dell’Uomo” iniziasse la vita pubblica, spirando serenamente tra le sue braccia. Non a caso quel Padre da secoli viene venerato anche quale patrono della buona morte.
Giuseppe era, come Maria Santissima, discendente della casa di Davide e di stirpe regale, una nobiltà nominale, perché la vita lo costrinse a fare l’artigiano del paese, a darsi da fare nell’accurata lavorazione del legno. Strumenti di lavoro per contadini e pastori nonché umili mobili ed oggetti casalinghi per le povere abitazioni della Galilea uscirono dalla sua bottega, tutti costruiti dall’abilità di quelle mani ruvide e callose.

San Giuseppe non è solamente il patrono dei padri di famiglia come “sublime modello di vigilanza e provvidenza” nonché della Chiesa universale, con festa solenne il 19 marzo.

Egli è oggi anche molto festeggiato in campo liturgico e sociale il 1° maggio quale Patrono degli artigiani e degli operai, così proclamato da Papa Pio XII. Papa Giovanni XXIII gli affidò addirittura il Concilio Vaticano II. Vuole tuttavia la Tradizione che Egli sia protettore in maniera specifica di falegnami, di ebanisti e di carpentieri, ma anche di pionieri, dei senzatetto, dei Monti di Pietà e relativi prestiti su pegno. Viene addirittura pregato, forse più in passato che oggi, contro le tentazioni carnali.

Che il culto di San Giuseppe abbia raggiunto in passato vette di popolarità lo dimostrano anche le dichiarazioni di moltissime Chiese relative alla presenza di sue reliquie. Per fare qualche esempio particolarmente significativo: nella Chiesa di Notre-Dame di Parigi ci sarebbero gli anelli di fidanzamento, il suo e quello di Maria; Perugia possiederebbe il suo anello nuziale; nella Chiesa parigina dei Foglianti si troverebbero i frammenti di una sua cintura. Ancora: ad Aquisgrana si espongono le fasce o calzari che avrebbero avvolto le sue gambe e i camaldolesi della Chiesa di Santa Maria degli Angeli in Firenze dichiarano di essere in possesso del suo bastone. È sicuramente un bell’“aggiunto” di fede.
Preghiera a San Giuseppe

A Te, o Beato Giuseppe, stretti dalla tribolazione, ricorriamo, e fiduciosi invochiamo il tuo patrocinio, dopo quello della tua Santissima Sposa. Per quel sacro vincolo di carità, che Ti strinse all'Immacolata Vergine Maria, Madre di Dio, e per l'amore paterno che portasti al fanciullo Gesù, riguarda, te ne preghiamo, con occhio benigno la cara eredità che Gesù Cristo acquistò col suo Sangue, e col tuo potere ed aiuto sovvieni ai nostri bisogni.

Proteggi, o provvido Custode della divina Famiglia, l'eletta prole di Gesù Cristo: allontana da noi, o Padre amatissimo, gli errori e i vizi, che ammorbano il mondo; assistici propizio dal Cielo in questa lotta col potere delle tenebre, o nostro fortissimo Protettore; e come un tempo salvasti dalla morte la minacciata vita del pargoletto Gesù, così ora difendi la Santa Chiesa di Dio dalle ostili insidie e da ogni avversità.
Estendi ognora sopra ciascuno di noi il tuo patrocinio, affinché a tuo esempio e mediante il tuo soccorso, possiamo virtuosamente vivere, piamente morire e conseguire l'eterna beatitudine in Cielo. Amen.

giovedì 7 luglio 2011

Ecco come gli scenziati riducono il valore di Dio!


Ho risposto ad un'affermazione della scienziata Margherita Hack e intendo farne partecipi a quanti seguono il blog solo per evidenziare che non si può semplificare Dio con la morale, né giustificare la paura con il credere e diffondere la convinzione che Dio non esista!

Ecco di seguito l'affermazione della Hack e quanto ho sostenuto come personale parere... discordante! Quanti vogliono, nel pieno rispetto delle loro idee, sono invitati a partecipare e ad esprimere il loror parere. 

> Noi atei crediamo di dover agire secondo coscienza per un principio morale, non perché ci aspettiamo una ricompensa in Paradiso.  -Margherita Hack -

> Risposta: A mio personale avviso la signora Hack è in grande errore...  difatti è illogico fare qualcosa per comprarsi il Paradiso, giacché se è Dio il suo artefice la sua onniscienze non gli consentirebbe di essere banalmente raggirato con comportamenti che Egli conoscerebbe in anticipo essere falsi e interessati (è Dio, o no!? – Esiste o non esiste!?). Al contrario penso che la signora Hack abbia una grande paura della morte e debba giustificare la sua stessa consapevolezza di non poter spiegare tutto, ovvero che oltre l’evidenza c’è anche la trascendenza e come tutti quelli che hanno paura, banalmente, tende a discreditare ciò che non conosce (tanto poi si spiegherà …intanto sono più di 2000 anni che Gesù Cristo è ancora un  mistero!!!) dicevo, a giustificare i propri comportamenti miscredenti con la morale che è solo una parte del rapporto con Dio (ma si dovrebbe ricordare alla signora Hack che anche chi delinque ha una morale … es.: “…non si toccano i bambini”!) ed infine le personalità come la scienziata tendono ad innalzare il più arcaico, primitivo e vecchio dei meccanismi di difesa della mente umana: la negazione! - Dario Vivis -


sabato 21 maggio 2011

Ciò che piace e ciò che dispiace al demonio

Dal libro “La catechesi di satana” – Padre Pellegrino Ernetti – Ed. Segno.

Traggo dal libro di padre Pellegrino Ernetti, esorcista, "La catechesi di Satana" (prefazione di padre Gabriele Amorth), questa sorta di decalogo nel quale il demonio, durante un esorcismo a scopo evangelizzante, "costretto" dalla forza della preghiera esprime quanto rappresenta la sua azione nel mondo e cosa, al contrario lo fa indietreggiare. Ecco perché questo elenco si intitola, nella prima parte: Ciò che piace a Lucifero e nella seconda parte:  Ciò che dispiace a Lucifero.

Leggiamo:

Ciò  che PIACE a Lucifero (da alcuni esorcismi).

1) La Particola alla mano, così posso calpestare il vostro Dio, quel Dio che io ho ucciso; e posso celebrare le mie messe (le messe nere) con i miei sacerdoti che ho strappato a Lui... (V. articolo successivo intitolato: Il Papa riconsidera la possibilità di ricevere la comunione tra le mani: il permesso è revocato alle Messe papali).
2) I Preti vestiti come netturbini, camuffati, così li porto dove voglio io, negli alberghi e nelle case private, in cerca di donne e di omosessuali e faccio commettere tanti sacrilegi e li porto nel mio regno! Quanti, quanti Preti mimetizzati sono nel mio regno! E non mi scapperanno piu' (risate forti...).
3) I Preti e i Vescovi iscritti alla massoneria e alle mie sette... oh quanti, oh quanti ce ne porto col denaro e con le donne... quanti, quanti diventano miei amici fedeli... col denaro e con le donne... ne prendo quanti ne voglio, li porto nel mio regno.
4) Le gonne corte, con le quali accalappio uomini e donne e riempio il mio regno (risate lunghe....sganasciate); che contento... che gioia... che contento...
5) La televisione... uh, la televisione... e' il mio apparecchio, l'ho inventato io.. per distruggere le singole anime e le famiglie... le separo, le disgrego con i programmi miei, sottilissimi e penetranti... uh, la televisione e' il centro di attrazione dove attiro anche tanti preti, frati e suore, specialmente nelle ore piccole e poi non li faccio piu' pregare: ahahahahahah... In un attimo mi presento in tutto il mondo... mi ascoltano e mi vedono tutti... mi aiutano assai bene i miei fedeli servi, i maghi, le streghe, cartomanti, chiromanti, astrologi... ahahahahahah...!
6) Le discoteche... che bello... sono i miei palazzi d'oro dove attiro le migliori speranze della societa', che io faccio mie, distruggendo le loro anime e i loro corpi... quante migliaia e migliaia ne porto con me con l'alcool, con la droga e col sesso... oh, che continua mietitura... Le ho affittate a tanti politici, miei fedeli servi, a consacrati... Io sono il vero re del mondo, e non gia' il vostro Dio, che io ho crocifisso.
7) Il divorzio... la separazione degli sposi, sono stati inventati da me; ne rivendico la proprieta'... E' una delle mie piu' intelligenti scoperte... cosi' distruggo la famiglia e distruggo la societa', dove io sono adorato come vero re del mondo... Il sesso... il sesso... non ascoltate quell'uomo impiccato in croce che non vi da' niente... il vero piacere ve lo do soltanto io col sesso libero... il mio regno e' soprattutto liberta' del piacere sessuale, con cui regno sulla terra.
8) L'aborto... l'uccisione degli innocenti... oh... urrah! urrah! E' stata la mia trovata piu' bella e piu' gustosa! Ammazzare gli innocenti invece dei colpevoli e degli omicidi della mafia! Distruggo l'umanita' e cosi' finiscono, prima di nascere, gli adoratori del vostro falso Dio... urrah...urrah...
9) La droga... e' il cibo piu' gustoso che io faccio mangiare ai giovani per renderli pazzi... e cosi' ne faccio quello che voglio... ladri... assassini... lussuriosi... feroci come me... dominatori del mondo... miei ministri.
10) Ma soprattutto mi piacciono e mi rallegrano quei Vescovi e quei Preti che negano la mia esistenza e la mia opera nel mondo... e sono tantissimi... oh, che gioia, che gioia per me... lavoro tranquillo e sicuro... persino i teologi oggi non credono alla mia esistenza... che bello... che gioia... e cosi' negano anche quel loro Dio che era venuto per distruggermi.... invece l'ho vinto... l'ho inchiodato io sulla Croce... ahahahah...! Bravi questi Preti... bravissimi questi Vescovi... bravissimi questi teologi... sono tutti miei fedeli servitorelli... ne faccio quello che voglio... ahahahaha....! Ormai sono miei... li porto dove voglio... vestiti da beccamorti... con la sigaretta sempre in bocca... profumati come gaga'... in cerca di donnicciole facili... con auto di ultima moda... pieni di danaro... si ribellano ai dogmi del loro falso Dio... e della falsa Chiesa di quel Crocifisso mia vittima... sono i miei soldati piu' sicuri del mio regno, pieno pieno di loro... Con essi metto confusione e smarrimento nel popolo, che allontano sempre piu' dal falso Dio... e porto nel mio regno di odio e di disperazione eterna... per sempre con me, con me...hahahahaha! Quanti di essi ne ho fatti iscrivere alle sette mie... allettati dalla mia carriera e dal mio denaro... li compro con facilita'... perche' finalmente sono riuscito a non far amare piu', ne' quel falso loro Dio, ne' quella Donna (parla della Madonna) che pretende di avermi vinto..."



Cio' che DISPIACE a lucifero (da alcuni esorcismi):

1) La Confessione... che stupida invenzione... Quanto mi fa male... mi fa soffrire... il Sangue di quel vostro falso Dio... quel Sangue come mi schiaccia... mi distrugge... lava le vostre anime e mi fa scappare... (strilli orribili di pianto!)... Quel Sangue, quel Sangue... e' la mia pena piu' atroce... Pero' ho trovato quei preti che non ci credono piu' alla Confessione e mandano i cristiani a ricevere quel falso Dio in peccato... Bene, bene... bravissimi... quanti sacrilegi faccio commettere.
2) Il pasto dove mangiate la Carne e il Sangue di quel Crocifisso che ho ucciso io... E' qui che mi trovo disarmato... non ho piu' le forze per lottare... quelli che si nutrono di questa Carne e bevono di questo Sangue diventano fortissimi contro di me, diventano invincibili alle mie scaltre seduzioni e tentazioni, sembrano diversi dagli altri, sembra abbiano una luce speciale ed una intelligenza velocissima... mi fiutano subitaneamente... e si allontanano da me e mi scacciano come fossi un cane... che tristezza, che dolore aver a che fare con questi cannibali... (strilli di pianto!)... Ma io li perseguito ferocemente... e tanti vanno a mangiare quell'Ostia in peccato...hahaha! che contento... che gioia... odiano il loro Dio e Lo mangiano, hahaha! Vittoria mia... vittoria...urrah... urrah...
3) Quanto sono insensati quelli che perdono ore e ore di giorno e di notte, in ginocchio, ad adorare un pezzo di pane nascosto in una scatola sull'altare di quel falso Dio! (e' l'ora di Adorazione). Quanta rabbia mi fanno queste persone! Mi distruggono tutte le mie opere, che ottengo da tanti sacrileghi cristiani, Preti, Suore e Vescovi... Quanti sacrilegi mieto in continuazione, e' una mia incessante vittoria... Quanto dolore... Quanta rabbia queste adorazioni irrazionali...!
4) Odio il rosario... quell'arnese guasto e marcio di quella Donna li', e' per me come un martello che mi spacca la testa... ahiiiii! E' l'invenzione dei falsi cristiani che non mi ubbidiscono, per questo seguono quella donnaccia! Sono falsi, falsi... invece di ascoltare me che regno su tutto il mondo, questi falsi cristiani vanno a pregare quella donnaccia, mia prima nemica, con quell'arnese... oh, quanto male mi fanno... (strilli di pianto)...
5) Il male piu' grande di questo tempo, per me, sono le continue presenze (apparizioni) di questa donnaccia... in tutto il mondo... in tutte le nazioni appare e mi perseguita, strappando dalle mie mani tante anime... migliaia e migliaia... per ascoltare i suoi falsi messaggi... Per fortuna mi difendono i vescovi e i preti miei che non credono a quella ignobile Donna... non credono e cosi' apportano scompiglio... bravi, bravi questi miei apostoli dell'eresia... hahaha...
6) Ma cio' che maggiormente mi distrugge e' l'asinesca obbedienza a quell'uomo, vestito di bianco (il Papa), che comanda a nome del falso Redentore e del falso vostro Salvatore... che asini... pecore... che conigli...! Obbedire a un uomo che ama quella donnaccia li'... che mi perseguita da sempre... che vergogna... questo mi distrugge il mio regno... Ma io ho suscitato centinaia di preti, frati, teologi e vescovi che gli fanno guerra... guerra senza frontiere a quel pagliaccio bianco... Vincero' io, vincero' io... hahaha! Lo faro' morire, assassinare... una brutta fine gli faro' fare... E' odioso ai miei seguaci, quel polacco che ama quella donnaccia li'... che propaganda il Rosario di quella ignobile Donna, come la sua preghiera preferita... che vigliacco... che asino... mi schiaccia... mi schiaccia.... ohohohohoh (urli di pianto)....!


La lista e' tremenda. Merita riflessione. Merita esame di coscienza per tutti. Ma soprattutto merita preghiera assidua e penitenza. Merita la frequente pratica della Confessione sacramentale, ove il Sangue di Gesu' ci purifica e ci dona uno scudo fortissimo con cui vincere il nostro nemico. I vittoriosi, ci dice l'Apocalisse, sono coloro che "hanno purificato le loro anime nel Sangue dell'Agnello... hanno vinto il dragone nel Sangue dell'Agnello" - (Padre Pellegrino Ernetti)

Il Papa riconsidera la possibilità di ricevere la comunione tra le mani: il permesso è revocato alle Messe papali

Notizia di enorme significato: nelle Messe celebrate dal Santo Padre (a partire dalla Messa della Notte di Natale 2010), non solo lui, ma tutti i sacerdoti che lo aiutano a distribuire ai fedeli la comunione, non porranno più l'ostia santa sul palmo della mano, ma solo in bocca, a ciascun comunicando, laico o chierico che sia.
Non c'è dubbio, per chi è stato anche una sola volta alle messe celebrate in San Pietro dal Papa, che il momento della comunione è spesso di grande confusione, e c'è gente che allunga le mani verso ogni sacerdote, a volte dando quasi l'impressione di voler ghermire una particola. Adesso ciascuno, con più ordine, e con meno pericoli di far cadere a terra le particole, dovrà con calma presentarsi di fronte al ministro e ricevere da lui sulla bocca la santa comunione.


Questo modo di ricevere il Corpo di Cristo, non solo aumenta la devozione e la consapevolezza della reale presenza del Salvatore, ma previene anche non difficili furti delle sacre ostie che possono avvenire nelle messe più affollate per poi essere utilizzate durante le messe nere.
A quanti diranno che "si torna indietro" è bene SEMPRE ricordare che:
a) l'unico modo per ricevere la comunione è quello previsto dal Messale di Paolo VI e cioè sulla lingua e non sulle mani;
b) la possibilità alternativa di ricevere sulle mani è regolata da un INDULTO che può essere messo in vigore in alcuni luoghi (e ritirato) da alcuni vescovi (e non da altri).

La notizia è ripresa dal Blog di Fr. Z

Testo preso da:
Il Papa riconsidera l'indulto della comunione sulla mano: revocato alle Messe papali http://www.cantualeantonianum.com/2010/12/il-papa-riconsidera-lindulto-della.html#ixzz1N0Semx8V
http://www.cantualeantonianum.com

domenica 15 maggio 2011

Apertura di uno spazio dedicato alle richieste di preghiere



Nella convinzione che il comandamento di Gesù Cristo. "Amatevi gli uni gli altri come io vi ho amati" si esprima anzitutto nella preghiera di intercessione a Dio, che è Padre, per i bisogni e le istanze di ognuno che ci è accanto, inauguro oggi questo piccolo spazio dedicato alla raccolta, anonima per chi lo desidera, di richieste da offrire al Signore che ogni giorno saranno presentate nella Santa Messa. Ognuno ha il diritto-dovere di parlare con Dio e il canale preferenziale è la preghiera.
Al riguardo l'immagine che ho scelto è il simbolo dell'uomo schiaccio dalla morte del peccato ma che sorretto da Cristo Signore in ogni sua difficoltà non rischia mai di affogare, se realmente lo desidera!
In gioco, come sempre c'è il libero arbitrio che occorre, più che mai oggi, utilizzare come strumento di vita a favore di scelte prudenti e nelle quali il Signore rappresenti il reale parametro di valutazione in rapporto alla scelta da effettuare. Bisogna gridare a squarciagola: basta con la morte! Io scelgo l'unica via, verità e vita: Gesù Cristo nostro Signore.

Per scrive le proprie richieste, alla destra del blog è stato creato un apposito spazio con un indirizzo mail; oppure da questo post è possibile, cliccando sulla busta da lettera piccolina in basso a destra, inviare direttamente una mail di preghiera!



sabato 30 aprile 2011

Inaugurazione di un portale in onore di Maria Santissima

Questo portale, dedicato esclusivamente alla Madre del Creatore, si propone di approfondire, conoscere e pregare La Mediatrice di tutte le Grazie, certissimi che dove c’è Maria, c’è Gesù. In questo tenerissimo scambio, madre–Figlio, creatura–Creatore, è racchiuso tutto il progetto di redenzione del genere umano, laddove “la gioia che Eva ci tolse…” ci viene ridonata dal fiat della novella Eva, La Vergine Santa, che, resasi docile all’Azione dello Spirito Santo, ci ha donato il Salvatore:  Cristo Gesù nostro Signore.

Concludo affidandomi ed affidando tutto il genere umano a Maria, Regina del Cielo e della Terra, in un personale e accorato atto d’amore filiale, dedicandole questo piccolo spazio della mia vita, perché in tutto e con il suo aiuto: Dio sia glorificato, il prossimo edificato ed io, ed ognuno di noi, attenda alla propria santificazione.      

N.B.
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Domenica 1° maggio 2011 - Beatificzione di Giovanni Paolo II: il 264° Papa (263° Successore di Pietro).


Cenni biografici

Karol Józef Wojtyła, eletto Papa il 16 ottobre 1978, nacque a Wadowice, città a 50 km da Cracovia, il 18 maggio 1920.
Era il secondo dei due figli di Karol Wojtyła e di Emilia Kaczorowska, che morì nel 1929. Suo fratello maggiore Edmund, medico, morì nel 1932 e suo padre, sottufficiale dell’esercito, nel 1941.
A nove anni ricevette la Prima Comunione e a diciotto anni il sacramento della Cresima. Terminati gli studi nella scuola superiore Marcin Wadowita di Wadowice, nel 1938 si iscrisse all’Università Jagellónica di Cracovia.
Quando le forze di occupazione naziste chiusero l’Università nel 1939, il giovane Karol lavorò (1940-1944) in una cava ed, in seguito, nella fabbrica chimica Solvay per potersi guadagnare da vivere ed evitare la deportazione in Germania.
A partire dal 1942, sentendosi chiamato al sacerdozio, frequentò i corsi di formazione del seminario maggiore clandestino di Cracovia, diretto dall’Arcivescovo di Cracovia, il Cardinale Adam Stefan Sapieha. Nel contempo, fu uno dei promotori del "Teatro Rapsodico", anch’esso clandestino.
Dopo la guerra, continuò i suoi studi nel seminario maggiore di Cracovia, nuovamente aperto, e nella Facoltà di Teologia dell’Università Jagellónica, fino alla sua ordinazione sacerdotale a Cracovia il 1 novembre 1946. Successivamente, fu inviato dal Cardinale Sapieha a Roma, dove conseguì il dottorato in teologia (1948), con una tesi sul tema della fede nelle opere di San Giovanni della Croce. In quel periodo, durante le sue vacanze, esercitò il ministero pastorale tra gli emigranti polacchi in Francia, Belgio e Olanda.

Nel 1948 ritornò in Polonia e fu coadiutore dapprima nella parrocchia di Niegowić, vicino a Cracovia, e poi in quella di San Floriano, in città. Fu cappellano degli universitari fino al 1951, quando riprese i suoi studi filosofici e teologici. Nel 1953 presentò all’Università cattolica di Lublino una tesi sulla possibilità di fondare un’etica cristiana a partire dal sistema etico di Max Scheler. Più tardi, divenne professore di Teologia Morale ed Etica nel seminario maggiore di Cracovia e nella Facoltà di Teologia di Lublino.
Il 4 luglio 1958, il Papa Pio XII lo nominò Vescovo titolare di Ombi e Ausiliare di Cracovia. Ricevette l’ordinazione episcopale il 28 settembre 1958 nella cattedrale del Wawel (Cracovia), dalle mani dell’Arcivescovo Eugeniusz Baziak.
Il 13 gennaio 1964 fu nominato Arcivescovo di Cracovia da Paolo VI che lo creò Cardinale il 26 giugno 1967.
Partecipò al Concilio Vaticano II (1962-65) con un contributo importante nell’elaborazione della costituzione Gaudium et spes. Il Cardinale Wojtyła prese parte anche alle 5 assemblee del Sinodo dei Vescovi anteriori al suo Pontificato.
Viene eletto Papa il 16 ottobre 1978 e il 22 ottobre segue l'inizio solenne del Suo ministero di Pastore Universaledella Chiesa.
Dall’inizio del suo Pontificato, Papa Giovanni Paolo II ha compiuto 146 visite pastorali in Italia e, come Vescovo di Roma, ha visitato 317 delle attuali 332 parrocchie romane. I viaggi apostolici nel mondo - espressione della costante sollecitudine pastorale del Successore di Pietro per tutte le Chiese - sono stati 104.
Tra i suoi documenti principali si annoverano 14 Encicliche, 15 Esorta-zioni apostoliche, 11 Costituzioni apostoliche e 45 Lettere apostoliche. A Papa Giovanni Paolo II si ascrivono anche 5 libri: "Varcare la soglia della speranza" (ottobre 1994); "Dono e mistero: nel cinquantesimo anniversario del mio sacerdozio" (novembre 1996); "Trittico romano", meditazioni in forma di poesia (marzo 2003); "Alzatevi, andiamo!" (maggio 2004) e "Memoria e Identità" (febbraio 2005).
Papa Giovanni Paolo II ha celebrato 147 cerimonie di beatificazione - nelle quali ha proclamato 1338 beati - e 51 canonizzazioni, per un totale di 482 santi. Ha tenuto 9 concistori, in cui ha creato 231 (+ 1 in pectore) Cardinali. Ha presieduto anche 6 riunioni plenarie del Collegio Cardinalizio.

Dal 1978 ha convocato 15 assemblee del Sinodo dei Vescovi: 6 generali ordinarie (1980, 1983, 1987, 1990; 1994 e 2001), 1 assemblea generale straordinaria (1985) e 8 assemblee speciali (1980, 1991, 1994, 1995, 1997, 1998 [2] e 1999).
Nessun Papa ha incontrato tante persone come Giovanni Paolo II: alle Udienze Generali del mercoledì (oltre 1160) hanno partecipato più di 17 milioni e 600mila pellegrini, senza contare tutte le altre udienze speciali e le cerimonie religiose (più di 8 milioni di pellegrini solo nel corso del Grande Giubileo dell’anno 2000), nonché i milioni di fedeli incontrati nel corso delle visite pastorali in Italia e nel mondo; numerose anche le personalità governative ricevute in udienza: basti ricordare le 38 visite ufficiali e le altre 738 udienze o incontri con Capi di Stato, come pure le 246 udienze e incontri con Primi Ministri.
Muore a Roma, nel suo alloggio nella Città del Vaticano, alle ore 21.37 di sabato 2 aprile 2005. I solenni funerali in Piazza San Pietro e la sepoltura nelle Grotte Vaticane seguono l'8 aprile.

Visita il sito ufficiale dedicato alla beatificazione di Papa Giovanni Paolo II. Il link è il segunete: http://www.karol-wojtyla.org/

venerdì 29 aprile 2011

Domenica 1° maggio: Festa della Divina Misericordia

Piccoli spunti di riflessione (di Padre Livio Fanzaga fondatore di Radio Maria)

Cari amici,

la festa della Divina Misericordia è uno dei grandi doni che il Beato Giovanni Paolo II ha fatto alla Chiesa. In questa Domenica si potrà anche ottenere l'indulgenza plenaria.
La Divina Misericordia è Gesù stesso, che il Padre ha inviato per salvare il mondo e per portare il Regno di Dio nel cuore degli uomini.
La Divina Misericordia è infinitamente più grande di ogni peccato e non respinge nessun peccatore che chieda perdono.
L'invocazione della Divina Misericordia è il mezzo più sicuro per essere con Gesù in paradiso.
Recitiamo la Coroncina della Divina Misericordia accanto ai nostri malati che si apprestano a entrare nell'eternità.
Affidiamoci ogni giorno alla Divina Misericordia con le invocazioni: "Gesù confido in te", "Maria, fiducia mia".

Vostro Padre Livio.

Segnalo il link di collegamento al sito di Radio Maria per chi volesse ascoltarla via web e/o divenire suo sostenitore.: http://www.radiomaria.it/
A destra del blog è presente uno spazio dedicato alla Divina Misericordia. In particolare cliccando sulla parola CORONCINA sarà possibile pregare questo sacro attributo di Dio attraverso le invocazione che Santa Faustina Maria Kowalska ci ha lascito come dono in Cristo Gesù che nel loro complesso formano la c.d.: Coroncina alla Divina Misericordia.

Pregate e fate pregare la Divina Misericordia specialmente alle ore 15.00, attimi in cui il Signore consegnando la sua anima a Dio, squarciato il suo fianco, ha profuso dal suo Cuore sangue ed acqua simboli dell'Eucaristia e del Battesimo per la salvezza di tutto il genere umano.

lunedì 21 febbraio 2011

Padre Livio, fondatore di Radio Maria, e il peccato


Cari amici,

Gesù ci insegna l'odio del peccato e l'amore per i peccatori. E' uno dei punti focali della rivoluzione cristiana.
Lui stesso è stato di una intransigenza assoluta verso il male, in tutte le sue espressioni e pieno di carità e compassione verso i peccatori pentiti.
L'odio al peccato è l'unica forma di odio che è permessa al cristiano. Il cristiano odia il peccato perchè è il male assoluto, che offende Dio e devasta l'esistenza umana.
Il peccato e il suo infernale ispiratore sono gli unici nemici per i quali non è possibile pregare.
Il peccato va smascherato e va combattuto, in primo luogo annunciando il bene e la verità e testimoniando la santità
I peccatori vanno umilmente ammoniti, chiamati alla conversione, affidati alla divina Misericordia nella preghiera.
I più grandi santi si ritenevano dei grandi peccatori e chiedevano preghiere per la loro conversione.
Gesù, l'unico innocente, è stato messo in croce dai peccati di tutti, nessuno escluso, salvo la Madonna.
Accogliamo l'invito della Santa Vergine, in tutte le sue apparzioni, a pregare per la nostra conversione e la conversione dei peccatori.

Vostro Padre Livio

domenica 30 gennaio 2011

5' minuti con Gesù Cristo


Ecco nuovamente una piccola storia da meditare in silenzio e tranquillità dedicando, come recita il titolo, 5 minuti a Gesù Cristo.

IL POEMA

Mi inginocchiai ma non a lungo, avevo troppo da fare. Dovevo fare in
fretta, il lavoro, le bollette da pagare. Così mi inginocchiai e dissi una preghiera veloce.
E velocemente mi rialzai.
Avevo adempito al mio dovere di Cristiano.
La mia anima poteva riposare in pace.
Durante tutta la giornata non avevo tempo per dire una parola gioiosa.
Non avevo tempo per parlare di Cristo agli amici, mi avrebbero deriso: temevo.
Non avevo tempo, non avevo tempo, avevo troppo da fare, non avevo tempo da
dare a persone bisognose. Questo era il mio grido costante.
Ma alla fine arrivò il tempo, il tempo di morire.
Andai davanti a Dio, restai con gli occhi bassi.
Nelle mani di Dio un libro; era il libro della vita.
Dio guardò nel suo libro e disse:
“Non trovo il tuo nome.
Una volta fui tentato di non scriverlo... perché pensavo
di non trovare mai il tempo per farlo. Ma io sono
tuo Padre e ti amo per ciò che sei”.

Trova il tempo per Dio e per Dio per il tuo prossimo!

1 Padre nostro
1 Ave Maria
1 Gloria al Padre
secondo le proprie intenzioni

giovedì 21 gennaio 2010

5' minuti con Gesù Cristo



Da oggi parte questo momento di riflessione. Ho voluto intitolarlo: 5' minuti con Gesù Crsito. Si ripeterà di tanto in tanto e parte da questa mia personale riflessione: troppo spesso il tempo ingoia le nostre vite e, dunque, fermarsi un po’ non guasta! Leggi e se hai voglia, commenta come il cuore ti suggerisce!

La storia: Il Figlio dell’Uomo e la creatura.

C'era una volta un uomo che viveva in un piccolo paese.
Una mattina della Domenica di Pasqua stava recandosi in Chiesa,
portando con se una gabbia arrugginita.
La sistemò vicino al pulpito. La gente era alquanto scioccata. Come risposta alla
motivazione, cominciò a parlare e disse:
“Stavo passeggiando,quando vidi un ragazzo con questa gabbia.
Nella gabbia c'erano tre uccellini, tremavano dal freddo e per lo spavento.
Fermai il ragazzo e gli chiesi: 'Cos'hai lì, figliolo?'. 'Tre vecchi uccelli' fu la risposta.
'Cosa farai di loro?' chiese 'Li porterò a casa e mi divertirò con loro', rispose il ragazzo.
'Li stuzzicherò e strapperò le piume cosi litigheranno. Mi divertirò tantissimo'.
'Ma presto o tardi ti stancherai di loro. Allora cosa farai?'.
'Oh, ho dei gatti,' disse il ragazzo. 'A loro piacciono gli uccelli, li darò a loro'.
L’uomo rimase in silenzio per un momento. 'Quanto vuoi per questi
uccelli, figliolo?'.'Cosa??!!! Perché, mica li vuoi, Signore, sono uccelli di campo, niente
di speciale. Non cantano. Non sono nemmeno belli!'
'Quanto?' chiese di nuovo l'uomo.
Pensando fosse pazzo il ragazzo disse: '10 soldi'.
L'uomo prese 10 soldi dalla sua tasca e li mise in mano al ragazzo.
Come un fulmine il ragazzo sparì. L’uomo prese la gabbia e con delicatezza
andò in un campo dove c'erano alberi e erba. Aprì la gabbia e con gentilezza lasciò
liberi gli uccellini. Cosi si spiega il motivo per la gabbia vuota accanto al pulpito.
Poi iniziò a raccontare questa storia.
Un giorno Satana e Gesù stavano conversando.
Satana era appena ritornato dal Giardino dell' Eden,
era borioso e si gonfiava di
superbia. 'Si, Signore, ho appena catturato l'intera umanità.
Ho usato una trappola
che sapevo non avrebbe trovato resistenza, ho usato un'esca che sapevo
ottima. Li ho presi tutti!' 'Cosa farai con loro?' chiese Gesù.
Satana rispose: 'Oh, mi divertirò con loro! Gli insegnerò come odiare e
farsi male a vicenda, come bere e fumare e bestemmiare.
Gli insegnerò a fabbricare armi da guerra, fucili e bombe
e ammazzarsi fra di loro. Mi divertirò un mondo!'
'E poi, quanto hai finito di giocare con loro, cosa ne farai?', chiese Gesù.
'Oh, li ucciderò!' esclamò Satana con superbia.
'Quanto vuoi per loro?' chiese Gesù.
'Ma va, non la vuoi questa gente. Non sono per niente buoni, sono cattivi.
Li prenderai e ti odieranno. Ti sputeranno addosso,
ti bestemmieranno e ti uccideranno mettendoti in croce.
No, non puoi volerli!!'
'Quanto?' chiese di nuovo Gesù. Satana guardò Gesù e sogghignando disse:
'Tutto il tuo sangue, tutte le tue lacrime e la tua vita.'
Gesù disse: 'AFFARE FATTO!' E poi pagò il prezzo.
L’uomo prese la gabbia e lasciò il pulpito.

Riflessione

Non è strano come la gente possa scartare Dio e poi chiedersi come mai il mondo stia degeneranodo?
Non è strano che alcune persone possono dire 'Io credo in Dio' ma
ciononostante seguire Satana (che, guarda il caso, anche lui crede in Dio)?
Non è strano come noi possiamo inoltrare migliaia di barzellette per
e-mail che a loro volta si moltiplicano ma
quando inizi a mandare una e-mail che riguarda il Signore, la gente ci pensa due volte prima di condividerla?
Non è strano che quando pensi di mandare questa storia a qualcuno, ci
penserai due volte prima di spedirla agli indirizzi della tua rubrica
perché hai paura di ciò che possono pensare di te?
Non è strano che io posso avere più paura dell'opinione degli altri su di
me e non importarmi che opinione ha il Signore di me?

Pensaci…
Rifletti…
E poi… invia e commenta, se…, se hai 5 minuti per Cristo…
Colui che è morto per te.