La Santa Domenica non è solo un precetto da compiere,
sebbene il 3° comandamento ci ricordi: "Ricordati di santificare le feste
". I comandamenti sono atti d'amore rivolti ad un figlio perché
educato ed istruito possa guadagnare la
vita che non muore: la Vita Eterna. Ess non vanno intesi come ordini imperativi,
se non nell'ottica d’una filiale ed obbediente confidenza che tutto accetta per
libero, intimo e profondo amore, quello che lega Il Padre al figlio (l'umanità
tutta). Se così è, è possibile dare una nuova chiave di lettura al sacramento
dell'eucaristia domenicale, debitamente accompagnato dalla Santa Confessione.
Difatti, in questo modo la domenica si trasforma da uno sterile, vacuo ed ordinario
giorno, di un'ordinaria settimana, di un ordinario mese, di un normale anno, in
un'apertura di cielo nella nostra vita, in un anticipo di vita eterna che
squarcia le tenebre del peccato che, se solo lo si desiderasse, ciò potrebbe
accadere sempre, ogni giorno. In quest’ottica la condivisione familiare, che
caratterizza questa giornata di misericordia ricevuta e di vita eterna assunta
per mezzo del Corpo e Sangue di Cristo, è l'espressione festante di questo
invito a partecipare al banchetto dell'unico vero Maestro morto e risorto per
noi, Il Solo che abbia parole di vita eterna e che con amorevole compassione ci
ricorda: «Io sono la via, la verità e la
vita». «Chi rimane in me e io in lui,
fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla». (Gv 14, 6. 15,5).se viviamo o moriamo”, tu la sei.
