Citazione della settimana...


"LA MORTE È LA GRAZIA DELLE GRAZIE E IL CORONAMENTO DELLA
VITA CRISTIANA. ESSA NON È UNA FINE, COME TROPPI ANCORA PENSANO, MA L'INIZIO DI
UNA BELLA RINASCITA".

- Marthe Robin -

"NON ABBIATE PAURA DELLA GIOIA".

- Papa Francesco -


SIGNORE GESU' SONO QUI DAVANTI A TE

Signore Gesù, sono davanti a te con tutte le mie miserie. So che non mi respingerai perché tu mi ami così come sono. Mi dolgo e mi pento con tutto il cuore dei miei peccati: ti prego perdonami! Nel tuo Nome perdono tutte le persone per quanto hanno fatto contro di me. Rinuncio a Satana, a tutti gli spiriti maligni ed alle loro opere e seduzioni. Ti dono tutto il mio essere, o Signore Gesù, ora e sempre. Ti invito nella mia vita, o Gesù; ti accetto come Signore, Dio e Salvatore. Guariscimi, trasformami, rafforza il mio corpo, la mia anima ed il mio spirito. Vieni Signore Gesù, immergimi nel tuo Preziosissimo Sangue e riempimi del tuo Santo Spirito. Ti Amo, Signore Gesù. Ti lodo, Gesù. Ti ringrazio. Ti seguirò per tutti i giorni della mia vita. Aiutami a non voltarmi mai indietro. A non desiderare nient'altro che te. Fammi sentire il tepore del tuo amore e la potenza del tuo Santo Corpo. Rendimi cosciente della grandezza del tuo donarti a me, misera creatura. Illumina la mia mente e il mio cuore. Irrompi con la tua luce l'intensità delle tenebre che offuscano la mia vita. Rendimi la gioia di essere salvato affinché possa vivere con te per sempre in paradiso.
Maria, mia dolce Madre, Regina della Pace, Angeli e Santi, aiutatemi, ve ne prego. Amen, Alleluia, Amen.
- Fr. Peter Mary Rookey -


IL SILENZIO

Il silenzio è mitezza. Quando non rispondi alle offese, quando non reclami i tuoi diritti, quando lasci a Dio la difesa del tuo onore, il silenzio è mitezza.
Il silenzio è misericordia. Quando non riveli le colpe dei fratelli, quando perdoni senza indagare nel passato, quando non condanni, ma intercedi nell'intimo, il silenzio è misericordia.
Il silenzio è pazienza. Quando soffri senza lamentarti, quando non cerchi consolazione dagli uomini, quando non intervieni, ma attendi che il seme germogli lentamente, il silenzio è pazienza.

Il silenzio è umiltà. Quando taci per lasciare
emergere i fratelli, quando celi nel riserbo i doni di Dio, quando lasci che il tuo agire sia interpretato male, quando lasci agli altri la gloria dell'impresa, il silenzio è umiltà.
Il silenzio è fede. Quando taci, perchè è LUI che agisce, quando rinunci ai suoni, alle voci del mondo per stare alla Sua presenza, quando non cerchi comprensione, perchè ti basta essere conosciuto da Lui, il silenzio è fede.


martedì 1 luglio 2014

Luglio: mese del Preziosissimo Sangue di nostro Signore Gesù Cristo


Nel mese di Luglio la Santa Chiesa festeggia ed inneggia, al "nettare" di vita eterna: il Preziosissimo Sangue di nostro Signore Gesù Cristo. Teologicamente parlando è ciò che ha concesso la redenzione di tutto il genere umano. Difatti, è dalla nascita di Cristo che ogni goccia del suo sangue è servita a sottrarre le nostre anime dalla morte eterna: l'inferno. Dalla circoncisione, passando alla sudorazione di sangue nell’Orto degli Ulivi, sino all'apertura del costato dal quale la fuoriuscita assieme all'acqua hanno simboleggiato l'istituzione dei due sacramenti quali: battesimo ed eucaristia. Proseguendo sulla riflessione, non sono state le singole azioni di Gesù Cristo a contraddistinguere il suo ministero di Figlio di Dio, ma bensì il suo sacrificio di sangue: "Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici" (Gv 15,13). Etimologicamente amico deriva dal latino amicus ed ha la stessa radice di amare e nella sua analisi più profonda significa: che si ama/che ama. Dunque, innestando questa significazione nella frase giovannea si potrebbe dire che: "Nessuno ha un amore più grande (...) dare la sua vita per (al posto di) colui che si ama". Pertanto il Sangue di Gesù è stato versato, come recita la preghiera eucaristica: "...per molti" e voglio ricordare che quel per molti deve essere inteso: "in sostituzione di - al posto di": me, te che leggi. La potenza di questa linfa vitale si evidenzia nelle due citazioni paoline: "Quando sono debole è allora che sono forte" (2 Cor 12, 10) e "Se parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sarei come bronzo che rimbomba o come cimbalo che strepita. E se avessi il dono della profezia, se conoscessi tutti i misteri e avessi tutta la conoscenza, se possedessi tanta fede da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sarei nulla. E se anche dessi in cibo tutti i miei beni e consegnassi il mio corpo per averne vanto, ma non avessi la carità, a nulla mi servirebbe (...). La carità non avrà mai fine" (1 Cor 13, 1-13). Il sangue è ciò che mantiene in vita ogni essere vivente e perderlo significa morire, ma per gli antichi la perdita di sangue significava anche impurità (si ricordi l'emorroissa guarita toccando semplicemente il mantello del Maestro) e dunque di debolezza. Come sempre Gesù ribalta ogni concezione umana e fa del suo sangue il segno della vittoria, della potenza e della sua regalità. Il suo trono sarà la croce e il suo scettro il sangue versato con il quale ha tracciato la qualità della via e della vita per chiunque voglia seguirlo: il martirio della carità. Ricorderà Cristo stesso agli apostoli: "In verità io vi dico: non c'è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà. Molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi saranno primi" .(Mc 10, 29 - 31). La seconda citazione Paolina, racchiusa nell'Inno alla Carità, ci ricorda che non c'è croce senza, carità, volontà amante per l'amato spinta sino all'effusione dell'ultima goccia di sangue. Si legge nel vangelo di San Giovanni: "Prima della festa di Pasqua Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino alla fine" (Gv 13,1). Quel: "(...) li amò sino alla fine" testimonia proprio l'effusione di tutto ciò che Gesù Cristo come vero uomo poté dare per i propri amati: l'umanità intera. Senza compromessi, senza risparmiare nulla di quanto la sua umanità incarnata nel seno della Vergine Maria, gli ha concesso di soffrire e offrire per amor nostro: il Suo Preziosissimo Sangue!

In conclusione è il Sangue di Cristo Gesù che ci ha redento; è il Sangue dell'Agnello senza macchia che cancella ogni nostra colpa durante la confessione (difatti scende, realmente e non metaforicamente, sulle nostre anime ogni volta che il sacerdote impartisce l'assoluzione); è per il Sangue del nostro Creatore che satana è stato già sconfitto, e sarà per lo stesso Sangue della Vittima Santa che ognuno di noi può e deve tendere alla vita eterna e guadagnarla!

Non perdiamo la via maestra segnataci ad un prezzo così elevato: la morte del Figlio di Dio. Finché siamo in vita tutto possiamo fare e realizzare per amore di Cristo e per Lui per i fratelli e per amore raggiungere la gloria eterna. Una volta chiusi gli occhi cosa rimarrà? Quanto abbiamo amato a prezzo del nostro sangue nella verità della carità!

Sulla destra del blog e dedicata una sezione di preghiere al Preziosissimo Sangue di nostro Signore Gesù Cristo.

Avvaliamoci spesso di questa straordinaria e potente preghiera ricordando che: “…per il Suo sangue noi siamo stati guariti e salvati”.

giovedì 26 giugno 2014

27 giugno: solennità del SacroCuore di Gesù, un solo cuore con quella dell'Immacolata Vergine Maria!

 
Oggi e domani rappresentano due giorni strettamente legati da un’intima e divina volontà, quella di Dio Padre che nella sua infinità misericordia e somma giustizia, ci ha donato il Cuore del suo Figlio Gesù Cristo affinché ricevessimo i sacramenti del Battesimo (l’acqua) e dell’Eucaristia (il sangue) dal suo fianco aperto dalla lancia. Ma giacché l’uomo non è tale senza una maternità che si sacrifica ed intercede presso l’Autore dalla vita, ecco che il Cuore Immacolato di Maria, che sarà celebrato il 28 giugno, rappresenta quella porta per mezzo della quale entrare nell’oceano sconfinato del Cuore di Gesù nel quale trovare pace, ristoro, perdono, guarigione e liberazione dalle catene che ci trasciniamo ogni giorno in ragione della condizione di peccatori. Tale vincolo, però, in Cristo, è stato superato e vinto, proprio ed in ragione del suo amore, il quale, concedendoci il perdono per mezzo del sacramento della confessione ci “riabilita” all'eletta condizione di figli di Dio sempre e comunque, senza alcuna distinzione. Ecco perché il Padre Celeste ci ricorda attraverso il profeta Isaia che: “Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto diventeranno bianchi come neve, se fossero rossi come porpora diventeranno come lana” » (Is 1:18), perché: “tu sei prezioso ai miei occhi, perché sei degno di stima e io ti amo” (Is 43, 4). Dunque il Cuore di Gesù è l'àncora privilegiata della salvezza dell’uomo, l’unica ormai rimasta, e la dimostrazione è il Culto al suo Cuore che nelle 12 promesse fatte, personalmente da Gesù a Santa Margherita Maria Alacoque, ci assicura: “Io prometto nell'eccesso grande di misericordia del mio Cuore che il suo amore onnipotente accorderà a tutti coloro che si comunicheranno il primo venerdì del mese, per nove mesi consecutivi, la grazia della penitenza finale e non morranno in mia disgrazia né senza ricevere i loro sacramenti, e il mio Cuore sarà per essi un asilo sicuro negli ultimi momenti”. Ciò significa che coloro che per 9 primi venerdì si confesseranno e partecipando alla Santa Messa offriranno la stessa per riparare le offese al suo Cuore trafitto dall’amore, sicuramente riceveranno i sacramenti prima di rendere lo spirito a Dio e/o non moriranno in condizioni di morte improvvisa tali da non concedere il pentimento finale. Chi, dove, quale o cosa ha mai concesso tanta grazia, ovvero: la garanzia della vita eterna e dunque la salvezza dell’anima, associandola ad una cosi ordinaria attività? Cos’è mai confessarsi una volta al mese e rispettare il precetto domenicale unitamente a quello di partecipare il primo venerdì del mese ad un’altra celebrazione eucaristica? Infatti, è necessario sottolineare che il culto al Sacro Cuore non sarebbe onorato se l’intenzione, subdola, fosse quella di “comprarsi” il paradiso iniziando la pratica con l’intento di partecipare il venerdì omettendo il precetto domenicale che è cosa molto importante e imprescindibile, per la pratica stessa, dato il comandamento di Dio espressamente enunciato nelle parole: “ Ricordati di santificare le feste” (e la domenica è La Festa di Dio e del Suo Popolo Santo: l’uomo). Pertanto è necessario, per praticare correttamente i primi 9 venerdì del mese in onore del Sacro Cuore di Gesù:
 
I. confessarsi;
 
II. partecipare alla Santa messa il Primo venerdì di ogni mese senza omettere le sante messe domenicali;
 
III. offrire la Santa Messa per riparare le offese al Cuore di Gesù (l’intenzione va messa all’inizio o durante la confessione esprimendola chiaramente al sacerdote);
IV. non interrompere la consequenzialità dei 9 primi venerdì; se così accadesse è necessario ricominciare daccapo. È la stessa Santa Madre Chiesa che prescrive tale comportamento e nessuno né può essere esonerato;
 
V. il culto sarebbe disonorato se ci si convincesse di adempiere al proposito della pia pratica per ingannare Dio e lasciarsi andare ad un’esistenza ricolma di peccati e mancanze verso il Signore, il prossimo e se stessi;
VI. recitare a fine messa l’atto di riparazione che qui di seguito trascrivo.
Atto di riparazione al Sacro cuore di Gesù:
Prostrati dinanzi al tuo altare, noi intendiamo riparare con particolari attestazioni di onore una così indegna freddezza e le ingiurie con le quali da ogni parte viene ferito dagli uomini il tuo amatissimo Cuore.
Gesù dolcissimo: il tuo amore immenso per gli uomini viene purtroppo, con tanta ingratitudine, ripagato di oblio, di trascuratezza, di disprezzo. Memori però che pure noi altre
volte ci macchiammo di tanta ingratitudine, ne sentiamo vivissimo dolore e imploriamo la tua misericordia. Desideriamo riparare con volontaria espiazione non solo i peccati commessi da noi, ma anche quelli di coloro che, errando lontano dalla via della salvezza, ricusano di seguire Te come pastore e guida, ostinandosi nella loro infedeltà, o, calpestando le promesse del Battesimo, hanno scosso il soavissimo giogo della tua legge. E mentre intendiamo espiare il cumulo di sì deplorevoli delitti, ci proponiamo di ripararli ciascuno in particolare: l’immodestia e le brutture della vita e dell’abbigliamento; le insidie tese alle anime innocenti dalla corruzione dei costumi; la profanazione dei giorni festivi; le ingiurie scagliate contro di Te e i tuoi Santi; gli insulti rivolti al tuo Vicario e l’ordine sacerdotale; le negligenze e gli orribili sacrilegi con i quali è profanato lo stesso Sacramento dell’amore divino e in fine le colpe pubbliche delle nazioni che osteggiano i diritti e il magistero della Chiesa da Te fondata. Intanto come riparazione dell’onore divino conculcato, Ti presentiamo quella soddisfazione che Tu stesso offristi un giorno sulla croce al Padre e che ogni giorno si rinnova sugli altari: Te l’offriamo accompagnata con le espiazioni della Vergine Madre, di tutti i Santi e delle anime pie. Promettiamo con tutto il cuore di voler riparare, per quanto potremo, con l’aiuto della tua grazia, i peccati commessi da noi e dagli altri e l’indifferenza verso sì grande amore, con la fermezza della fede, la santità della vita, l’osservanza perfetta della legge evangelica e specialmente della carità.
Inoltre d’impedire, con tutte le forze, le ingiurie contro di Te e attrarre quanti più potremo, a seguire e imitare Te. Accogli, te ne preghiamo, o benignissimo Gesù, per intercessione della B.V. Maria Riparatrice, questo volontario ossequio di riparazione, e conservaci nella fedele obbedienza a Te e nel tuo servizio fino alla morte, col dono della perseveranza, così che possiamo un giorno pervenire a quella patria, dove Tu col Padre e con lo Spirito Santo vivi e regni, Dio, per tutti i secoli dei secoli. Amen.
Solo il Gesù c'è salvezza
Proseguendo, se solo e soltanto in Gesù c’è salvezza, e in nessun altro nome (At 4, 12), tuttavia Maria Vergine è la mediatrice, il punto di comunicazione tra noi e il Signore per mezzo del quale purificare le nostre offerte e rendere santo e gradito a Dio il nostro operato quotidiano. Ecco che domani si celebra, immediatamente dopo il Sacro cuore di Gesù, il Cuore Immacolato di Maria (v. il portale in onore di Maria Madre di Dio nel quale è spiegata la devozione al Cuore di Maria: i primi 5 sabati in onore e riparazione alle offese a Cuore Immacolato di Maria che si collegano strettamente ai primi 9 venerdì al Cuore di Gesù).

Concludendo, ripropongo le 12 promesse, fatte da Gesù Cristo a Santa Margherita, dirette a coloro che con amore, fede e perseveranza, in Cristo e nella Chiesa e dunque nei Sacramenti, rispetteranno i 6 punti elencati in precedenza. Essi non sono comandi o imposizioni, ma i necessari strumenti ordinati ed equilibrati affinché il conseguimento della Vita Eterna non sia solo frutto di emozioni del momento, ma anche e soprattutto il frutto di un cammino consapevole, prudente e ricco di carità verso Dio, il prossimo e se stessi. 
LE DODICI PROMESSE DEL SACRO CUORE

Mostrando un giorno il suo Cuore a S. Margherita Maria Alacoque (1647-1690) Gesù disse:

«Ecco quel Cuore che ha tanto amato gli uomini e dai quali non riceve che ingratitudini e disprezzo...»

In diverse apparizioni a Santa Margherita, Gesù fece le seguenti promesse per coloro che avessero onorato il suo Cuore e che la Santa riporta nelle sue lettere:
1ª promessa:
“La Mia benedizione si poserà su tutte le case nelle quali sarà esposta e venerata l'immagine del mio Sacro Cuore”.
2ª promessa:
“Io darò loro tutte le grazie necessarie al loro stato”.
3ª promessa:
“Stabilirò e conserverò la pace nelle loro famiglie”.
4ª promessa:
“Li consolerò in tutte le loro afflizioni”.
5ª promessa:
“Sarà rifugio sicuro nella vita e soprattutto nell'ora della morte”.
6ª promessa:
“I peccatori troveranno nel mio Cuore la fonte e l'oceano infinito della misericordia”.
7ª promessa:
“Le anime tiepide diventeranno ferventi”.
8ª promessa:
“Le anime ferventi si eleveranno a grande perfezione”.
9ª promessa:
“Benedirò le case dove l'immagine del mio Sacro Cuore sarà esposta e onorata”.
10ª promessa:
“Darò ai sacerdoti il dono di toccare i cuori più induriti”.
 
11ª promessa:
“Le persone che propagheranno questa devozione avranno il loro nome scritto nel mio Cuore, dove non sarà mai cancellato”.
12ª promessa (o Grande Promessa):
“A tutti quelli che si comunicheranno il primo venerdì del mese per nove mesi consecutivi darò la grazia della perseveranza finale e della salvezza eterna”.
 
CONSACRAZIONE AL SACRO CUORE

 
Io…..., dono e consacro al Cuore adora­bile di Gesù la mia persona e la mia vita, le mie azioni, pene e sofferenze per non più servirmi di alcuna parte del mio essere, se non per onorarlo, amarlo e glorificarlo.
E' questa la mia irrevocabile volontà: essere tutto suo e fare ogni cosa per suo amore, rinunciando a tutto ciò che può dispiacergli.

Ti scelgo, Sacro Cuore di Gesù, come unico oggetto del mio amore, custode della mia vita, pegno della mia salvezza, rimedio della mia fragilità e inco­stanza, riparatore di tutte le colpe del­la mia vita e rifugio sicuro nell'ora del­la mia morte.

Sii, o Cuore di bontà e di misericordia, la mia giustificazione presso Dio Padre e allontana da me la sua giusta indi­gnazione. Cuore amoroso di Gesù, pon­go in te la mia fiducia, perchè temo tut­to dalla mia malizia e debolezza, ma spero tutto dalla tua bontà. 

Distruggi in me quanto può dispiacer­ti. Il tuo puro amore s'imprima profon­damente nel mio cuore in modo che non ti possa più dimenticare o essere separato da te.

Ti chiedo, per la tua bontà, che il mio nome sia scritto in te, poichè voglio vivere e morire come tuo vero devoto. Sacro Cuore di Gesù, confido in te!                   
(Santa Margherita Maria Alacoque)

Che il Sacro Cuore di Gesù, per mezzo del Sacro Cuore di Maria, sia il nostro eterno rifugio e costante conforto certi che le nostre offerte di preghiere, azione, gioie e sofferenze mai resteranno inascoltate.
 
Sacro cuore di Gesù: confido e spero in te!

lunedì 2 giugno 2014

Giugno: mese in onore del Sacro Cuore di Gesù e delle sue 12 promesse!

Laddove è abbondato il peccato, ha sovrabbondato la grazia (Rom 5,20)
LA DEVOZIONE
La devozione al Sacro Cuore di Gesù è contenuta essenzialmente nella Divina Rivelazione. I Padri della Chiesa esortarono continuamente i fedeli a corrispondere all'amore del Salvatore immolatosi per gli uomini, facendo non di rado meditazioni sul costato trafitto di Cristo. Attraverso il costato squarciato si arriva al Cuore e comincia a stabilirsi un accostamento tra il Cuore e l'Amore di Gesù Cristo per il genere umano.
SVILUPPO
Ma è sotto l'influsso dello Spirito Santo che a partire dall’XI secolo nella Chiesa Cattolica si sviluppa il culto del Cuore di Gesù, stimolato dai fenomeni mistici di anime elette come santa Matilde e Santa Geltrude. San Giovanni Eudes, definito nel breve di beatificazione padre, dottore e apostolo di questa devozione, ne inizia il culto pubblico e ufficiale, approvato da vari papi. Al culto del Cuore di Gesù, S. Giovanni Eudes affianca quello del Cuore di Maria.
PARAY LE MONIAL
In questo contesto storico, una monaca visitandina del monastero di Paray-le-Monial, S. Margherita Maria Alacoque, nella prima grande apparizione del 27 dicembre 1673 viene istruita da N. S. Gesù Cristo sull'amore che esso nutre per l'umanità e sul desiderio divino di salvare tutti mediante il Suo Cuore. Ella vede il Cuore circondato da una corona di spine e sormontato dalla croce, quale simbolo dell'Amore di Gesù. Un amore disprezzato che cerca amore e riparazione.
Ella riceve dal sacro 12 promesse per i suoi devoti. Ecco di seguito le 12 promesse:
1ª promessa:
“La Mia benedizione si poserà su tutte le case nelle quali sarà esposta e venerata l'immagine del mio Sacro Cuore”.
2ª promessa:
“Io darò loro tutte le grazie necessarie al loro stato”.
3ª promessa:
“Stabilirò e conserverò la pace nelle loro famiglie”.
4ª promessa:
“Li consolerò in tutte le loro afflizioni”.
5ª promessa:
“Sarà rifugio sicuro nella vita e soprattutto nell'ora della morte”.
6ª promessa:
“I peccatori troveranno nel mio Cuore la fonte e l'oceano infinito della misericordia”.
7ª promessa:
“Le anime tiepide diventeranno ferventi”.
8ª promessa:
“Le anime ferventi si eleveranno a grande perfezione”.
9ª promessa:
“Benedirò le case dove l'immagine del mio Sacro Cuore sarà esposta e onorata”.
10ª promessa:
“Darò ai sacerdoti il dono di toccare i cuori più induriti”.
11ª promessa:
“Le persone che propagheranno questa devozione avranno il loro nome scritto nel mio Cuore, dove non sarà mai cancellato”.
12ª promessa:
“A tutti quelli che si comunicheranno il primo venerdì del mese per nove mesi consecutivi darò la grazia della perseveranza finale e della salvezza eterna”.
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Il Cuore è il simbolo dell’Amore del Redentore, perché lì si ripercuotono l’amore e gli altri affetti, come tristezze, gioie, sacrifici, sofferenze, ecc. Ma il cuore fisico e l’amore simboleggiato non devono considerarsi distinti e separati: sono un unico e adeguato oggetto di culto. Perciò quando si parla di Cuore di Cristo, si parla di tutta la persona di Cristo, considerata nella vita intima, affettiva e morale. Essa è la devozione preminente, perché sintetizza tutta la vita del Signore nell’amore, che è la causa della Redenzione. Così essa facilita all’uomo la conoscenza e l’amore al suo Redentore. Il suo fondamento dottrinale è solidissimo. La devozione al Sacro Cuore ha segnato il risveglio della fede dopo gli attacchi del giansenismo e del razionalismo, stimolando nei fedeli il senso di corrispondenza all’amore di Gesù Cristo. Un amore che ci chiede non solo di consacrarci, ma anche di riparare, perché è evidente a tutti che l’amore di Gesù è un amore disprezzato e trascurato.
CONSACRAZIONE AL CUORE DI GEUSU'
O mio dolce Gesù, io consacro me stesso
ancora una volta e senza riserve
al tuo Sacro Cuore.
Ti do la mia anima e il mio corpo,
con tutti i sensi e le facoltà.
Santifica tutti i miei pensieri,
le mie parole e le mie opere
tutte le mie sofferenze, le speranze e le gioie,
vale a dire tutto il mio cuore,
che non amerà, d'ora in poi, che Te solo.
Prendi possesso del mio essere,
in modo che, andando avanti,
non abbia altro che la libertà d'amarti
per tutti i giorni della mia vita.
Amen.
3 Gloria a Padre


L'ascensione del Signore Gesù al Cielo ci prepara a ricevere lo Spirito Santo nel girono di Pentecoste.

La morte di Gesù ha costituito uno scandalo per i suoi discepoli, perché essi si erano plasmati un Cristo senza croce. Ma Gesù di Nazaret è il Messia; e non esiste altro Messia che il crocifisso e il glorificato. È attraverso la catechesi del Signore, risuscitato, che i discepoli capiscono che il Messia doveva soffrire e risuscitare dai morti. Era il disegno di Dio manifestato nelle Scritture. Il senso della croce e dell'accompagnamento dei discepoli sulla croce, si scontra con l'intelligenza, con il cuore e con i progetti dell'uomo.
Affinché i discepoli possano essere i testimoni autorizzati di Gesù Cristo, non solo devono comprendere la sua morte redentrice, ma anche ricevere lo Spirito Santo. Gesù si separa dai discepoli benedicendoli e affidandoli alla protezione di Dio Padre. Ascensione del Signore al cielo e invio dello Spirito Santo, per fare dei discepoli dei testimoni coraggiosi e per accompagnarli fino al ritorno di Gesù, sono strettamente collegati.
Lo Spirito Santo aumenterà la potenza della parola del predicatore e aprirà l'intelligenza degli ascoltatori. Della vita fragile del missionario egli farà una testimonianza eloquente di Gesù Cristo morto sulla croce e vivo per sempre. Nel mondo, al fianco dei discepoli, lo Spirito Santo sarà il grande Testimone di Gesù.
L'ascensione del Signore ci invita, dunque, a preparare il cuore a ricevere lo Spirito Santo il giorno di Pentecoste. Invochiamolo ogni giorno perché apra la nostra mente, purifichi con il suo fuco di carità la nostra anima e ci disponga interiormente alle opere di carità per cercare in tutto la gloria di Dio, il bene delle anime e la nostra santificazione. Amen
SEQUENZA ALLO SANTO SPIRITO.

Vieni, Santo Spirito manda a noi dal cielo un raggio della tua luce.
Vieni, padre dei poveri, vieni, datore dei doni, vieni, luce dei cuori.
Consolatore perfetto; ospite dolce dell'anima, dolcissimo sollievo.
Nella fatica, riposo, nella calura riparo, nel pianto conforto.
Oh luce beatissima, invadi nell'intimo il cuore dei tuoi fedeli.
Senza la tua forza nulla è nell'uomo, nulla senza colpa.
Lava ciò che è sordido, bagna ciò che è arido, sana ciò che sanguina.
Piega ciò che è rigido, scalda ciò che è gelido, drizza ciò che è sviato.
Dona ai tuoi fedeli che solo in te confidano i tuoi santi doni.

Dona virtù e premio, dona morte santa, dona gioia eterna. Amen


3 Gloria al Padre

mercoledì 23 aprile 2014

TEMPO DI PASQUA: CRISTO E' RISORTO!

 
La veglia pasquale del sabato notte ha come centro l'annuncio di vita eterna: "Alleluia! Cristo è risorto! Alleluia! Vinta è la morte! Alleluia! Vinse il leone di Giuda! Alleluia!". Dirà San Paolo nella I lettera ai Corinti, vv. 55 - 56: "La morte è stata inghiottita nella vittoria. Dov'è, o morte, la tua vittoria? Dov'è, o morte, il tuo pungiglione? Il pungiglione della morte è il peccato e la forza del peccato è la Legge. Siano rese grazie a Dio, che ci dà la vittoria per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo!". Dunque, ciò che diventa la nostra forza, la spinta primigenia di qualunque nostro fare e divenire, ragione e fondamento di ogni nostra prossimità, pegno e premio di vita eterna è che: CRISTO GESU' HA SCONFITTO LA MORTE!!! Sconfiggere può essere anche sostituito dal termine sbaragliare che vuol significare tutta la forza rinnovatrice della vittoria di Dio su satana, esprimendo non semplicemente vittoria contro di lui, con la possibilità che egli possa tornare, ma costringendolo, in maniera definitiva e totale alla resa. E' possibile parlare di morte per chi proclama con mente e cuore che Cristo è risorto? Certissimamente no!
 
Una prima anticipazione della resurrezione dei corpi, che si realizzerà pienamente in Gesù, ce la indica l'evangelista  Matteo, il quale racconta che dopo la morte di cristo in Croce: "...il velo del tempio si squarciò in due, da cima a fondo la terra tremò, le rocce si spezzarono, (e) MOLTI CORPI DI SANTI, CHE ERANO MORTI, RISUSCITARONO USCENDO DAI SEPOLCRI, DOPO LA SUA RESURREZIONE, ENTRARONO NELLA CITTA' SANTA E APPARVERO A MOLTI".
Dunque, la Domenica di resurrezione, quella pasquale, diventa il l'inizio reale della nostra settimana che si riproporrà ogni santa domenica di ogni anno sino alla fine dei tempi, nella quale, per mezzo del sacrificio eucaristico, Cristo farà nuova ogni cosa, ogni creatura e tutto il creato. La corruzione di ciò che è visibile, in definitiva, non arresta la vittoria della vita eterna sulla decadenza del quotidinao: la nostra vita, il tempo, la crezione, il cosmo e tutto ciò che è soggetto a caducità. Inneggiando all'amore di Dio, San Paolo scriverà, nella lettera ai Romani, cap. 8, vv. 31-39: "Che diremo dunque di queste cose? Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? Egli, che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha consegnato per tutti noi, non ci donerà forse ogni cosa insieme a lui? Chi muoverà accuse contro coloro che Dio ha scelto? Dio è colui che giustifica! Chi condannerà? Cristo Gesù è morto, anzi è risorto, sta alla destra di Dio e intercede per noi! Chi ci separerà dall'amore di Cristo? Forse la tribolazione, l'angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? (…)...in tutte queste cose noi siamo più che vincitori grazie a colui che ci ha amati. Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun'altra creatura potrà mai separarci dall'amore di Dio, che è in Cristo Gesù, nostro Signore".


STRUTTURA DEL TEMPO PASQUALE


1) Il tempo di pasqua dura 50 giorni, ovvero 7 settimane vissute interamente "come se fosse un'unica grande pasqua". I tempi indicati hanno due distinti significati:
a) => i 50 giorni, sono espressione di un unico grande giorno che non conosce tramonto, poichè uno solo è troppo breve per vivere degnamente un evento tanto straordinario. Essi si concluderanno con la festa di Pentecoste, nella quale tutta la Chiesa ringrazierà Dio Padre per il dono dello Spirito Santo che ha risuscitato Gesù dai morti;
b) => Il numeto 7 è immagine della pienezza e di un'intima unità di Dio con il creato e la creazione tutta.

2) I primi 8 giorni dopo Pasqua costituiscono la c.d. ottava di Pasqua che si celebra come solennità del Signore. Sebbene in questi 8 giorni la gioia e la meditazione sulla resurrezione di Cristo occupino tutte le azioni liturgiche, tutta la cinquantina è caratterizzata da questo tono di felicità e letizia alleluiatica.

3) Dopo 40 giorni dalla Pasqua si celebra L'Ascensione di Cristo al Cielo e ci si prepara, nei successivi 10 giorni, con preghiere ed inni alla venuta dello Spirito Santo di Dio, disceso sugli Apostoli e Maria Santissima riuniti nel cenacolo e per essi su tutto il genere umano. La venuta del Paraclito (lo Spirito Santo) indurrà San Pietro all'annucio della nostra più alta e centrale espressione di fede, ovvero il c.d.: Kerigma, che significa, letteralmente, proclamare o meglio urlare. E difatti, il depositario delle chiavi della Chiesa annuncerà come un banditore: "Uomini d'Israele ascoltate queste parole: Gesù di Nazareth (…) dopo che (…) fu consegnato a voi, voi l'avete inchiodato sulla croce per mano di empi e l'avete ucciso. Ma Dio lo ha risuscitato, sciogliendolo dalle angosce della morte, perché non era possibile che questa lo tenesse in suo potere. ... Questo Gesù Dio l'ha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni". Tutto ciò si riassume nella frase dogmatica: Gesù Cristo morto e risorto per noi.

4) Il colore liturgico di di questo tempo è il
bianco
che indica: festa, gioia, vittoria, ovvero i frutti della risurrezione di Cristo Gesù nostro Signore.

5) Valori: cercare di vivere, scoprendoli e valorizzandoli, i segni di risurrezione presenti nella propia esitenza, alla luce di Dio, prediligendo, in questo periodo, la santa confessione e la comunione almeno domenicale, affinché le ombre e le contraddizioni quotidiane non offuschino la Gloria di Dio Padre presente in ognuno di noi, suoi figli in Cristo Gesù nostro Signore, morto e risorto per noi.

lunedì 14 aprile 2014

Il centro della vita in Cristo Gesù: La Settimana Santa


Domenica delle Palme: inizio della Settimana Santa
 
La Domenica delle Palme, ci introduce nella Settimana Santa, nella quale siamo chiamati a ripercorrere, con Cristo, giorno per giorno i momenti culminanti della sua passione e morte, per giungere con cuore rinnovato al mattino di Pasqua, che è sorgente di tutte le altre celebrazioni dell'anno. Infatti, tutte si riferiscono al mistero della Pasqua da cui scaturisce la salvezza nostra e del mondo per mezzo di Gesù Cristo che vivendo la sua Passione non ha guardato solo alla nostra povera condizione di uomini corrotti dal peccato, ma è andato ben oltre: "Egli ha preso su di se le nostre malattie, si è caricato delle nostre sofferenze (...). (...) è stato ferito per le nostre colpe, è stato schiacciato per i nostri peccati. Egli è stato punito, e noi siamo stati salvati. Egli è stato percosso, e noi siamo guariti. Noi tutti eravamo come pecore smarrite (...). Ma il Signore ha fatto pesare su di lui le colpe di tutti noi". (Parole tratte dal Libro della Bibbia del profeta Isaia. Capitolo 53; versetti: da 4 al 6)
 
Le grandi celebrazioni della Settimana Santa sono:

- La Domenica delle Palme: in cui si fa memoria della passione del Signore Gesù. La liturgia di questo giorno solenne ha due momenti significativi:
=> la processione degli ulivi => ricordo dell'entrata festosa di Gesù a Gerusalemme ed espressione della nostra fede, mediante la quale riconosciamo in Gesù il Messia, il Signore e Re della nostra vita per mezzo dell'ascolto della sua Parola che è Parola di vita eterna al grido di giubilo: "Osanna, benedetto colui che viene nel nome del Signore".
=> la lettura dell'intero racconto della passione => la liturgia della Parola ci porta a contemplare il mistero della nostra redenzione nella sofferenza del Signore. La nostra salvezza non passa dalle vie trionfali, ma da un
mistero di amore e dolore accolto e vissuto fino in fondo per ognuno di noi: Dio si è fatto uomo per poter com-patire con l'uomo ogni sofferenza portando in essa consolazione d'amore partecipante.


- Il Giovedì Santo. Si celebra:
=> la mattina la c.d. Messa crismale . Il vescovo, con tutti i sacerdoti della Diocesi, benedice gli oli santi che verranno utilizzati, nel corso dell'anno, per le celebrazioni dei Sacramenti. essi sono:
- olio dei catecumeni => per il battesimo;
- olio degli infermi => per l'Unzione degli in fermi;
- Crisma (olio + profumo)=> per il Sacramento della Confermazione e per il Sacramento dell'Ordine.

 
=> la sera. Messa in Cena Domini caratterizzata dalla c.d. Lavanda dei Piedi. Con essa si fa memoria dell'Ultima Cena durante la quale il Signore, la vigilia della sua passione e morte, ha istituito il sacramento dell'Eucaristia e quello del Sacerdozio con i quali il Messia ha offerto e realizzato la più intima unione possibile tra la nostra e la sua vita. In quella stessa notte, Gesù ci ha lascito il comandamento dell'amore, prima di essere arrestato. Difatti, l'assemblea con il gesto umile della Lavanda dei Piedi è invitata a ricordare quanto il Signore fece ai suoi Apostoli: lavando loro i piedi proclamò il primato dell'amore che si fa servizio sino al dono di se.
 
 
- Il Venerdì Santo: giorno della passione e della crocifissione del Signore. Un Dio che non solo si fa uomo, non solo soffre per salvare l'uomo, ma muore per l'uomo. Il Venerdì Santo è, dunque, giorno quanto mai propizio per ridestare la nostra fede, per rinsaldare la nostra speranza e il coraggio di portare ciascuno la nostra croce con umiltà, fiducia ed abbandono in Dio, certi del suo sostegno. In questo giorno la liturgia della Chiesa non prevede la Santa Messa, ma solo il percorso meditato da tutti i partecipanti, delle sofferenze di Cristo pregando per tutte le necessità della Chiesa e del Mondo, adorando la Croce e consumando l'eucaristia della Messa in Cena Domini del giorno precedente.
Importantissimo!!! Il Venerdì Santo tutti i fedeli con più di 14 anni e quelli tra i 18 e i 60, DEVONO, astenersi dalle carni di qualunque specie e cibarsi in maniera fugace e leggera in onore di Cristo Gesù morto e risorto per noi.
 
- Il Sabato Santo:

I parte => il silenzio di preparazione alla veglia => la chiesa sosta presso il sepolcro del Signore, meditando la sua passione e morte in un profondo e fiducioso silenzio. Nella tradizione cristiana occidentale, il Sabato Santo è l'unico giorno senza celebrazione eucaristica ed è per questo che si suole dire è anche giorno del nascondimento di Dio, paradosso inaudito che noi esprimiamo nel Credo con le parole "disceso agli inferi" disceso dentro il mistero della morte. Tuttavia, siamo chiamati a vivere questo giorno nella fede che il Signore è vivente in mezzo a noi e con Maria preghiamo in attesa del glorioso evento della risurrezione. Grande importanza viene dato in questo giorno al sacramento della confessione indispensabile per riacquistare la grazia perduta a causa del peccato e così predisporsi a celebrare intimamente rinnovati la Pasqua.
Che il Sabato Santo, giorno di meditazione, silenzio e perdono ricevuto e donato, ci introduca nella veglia pasquale con animo e corpo indiviso protesi verso la vittoria di Cristo Gesù Signore nostro sulla morte del peccato.

 
II parte => veglia di preparazione alla Domenica di Pasqua =>
Quattro grandi simboli caratterizzano la liturgia della notte della risurrezione:
a) => la luce: Cristo morto, ma risorto è la luce del mondo da cui dobbiamo attingere il significato della nostra vita e della nostra esistenza. In definitiva: il Verbo si è incarnato per dare significato alla nostra vita.
b) =>
 la parola: le letture dell'Antico Testamento, che in quest'occasione verranno proclamate, sono un compendio della storia della salvezza. Consapevoli di ciò, la Santa Madre Chiesa medita quanto Dio ha operato nella storia di tutta l'umanità.
c) => l'acqua: fecondata dallo Spirito Santo, essa genera il popolo santo di Dio. Con i nuovi battezzati, presenti nell'assemblea, tutta la Chiesa fa memoria e rinnova nelle "promesse battesimali" la propria fedeltà al dono ricevuto e agli impegni assunti in un continuo processo di rinnovamento, conversione e rinascita.
d) => il pane e il vino: il popolo rigenerato nel Battesimo per la potenza dello Spirito di Dio è ammesso al convito pasquale che corona la nuova condizione di liberta e riconciliazione in Cristo risorto. In questo modo il Signore rimane sempre con i "suoi" perché imparino a passare ogni giorno da morte a vita nella carità.

In Cristo Gesù nostro Signore, auguro a tutti un'ardente Pasqua di resurrezione!!!