Oggi e domani rappresentano due giorni strettamente legati da un’intima e divina volontà, quella di Dio Padre che nella sua infinità misericordia e somma giustizia, ci ha donato il Cuore del suo Figlio Gesù Cristo affinché ricevessimo i sacramenti del Battesimo (l’acqua) e dell’Eucaristia (il sangue) dal suo fianco aperto dalla lancia. Ma giacché l’uomo non è tale senza una maternità che si sacrifica ed intercede presso l’Autore dalla vita, ecco che il Cuore Immacolato di Maria, che sarà celebrato il 28 giugno, rappresenta quella porta per mezzo della quale entrare nell’oceano sconfinato del Cuore di Gesù nel quale trovare pace, ristoro, perdono, guarigione e liberazione dalle catene che ci trasciniamo ogni giorno in ragione della condizione di peccatori. Tale vincolo, però, in Cristo, è stato superato e vinto, proprio ed in ragione del suo amore, il quale, concedendoci il perdono per mezzo del sacramento della confessione ci “riabilita” all'eletta condizione di figli di Dio sempre e comunque, senza alcuna distinzione. Ecco perché il Padre Celeste ci ricorda attraverso il profeta Isaia che: “Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto diventeranno bianchi come neve, se fossero rossi come porpora diventeranno come lana” » (Is 1:18), perché: “…tu sei prezioso ai miei occhi, perché sei degno di stima e io ti amo” (Is 43, 4). Dunque il Cuore di Gesù è l'àncora privilegiata della salvezza dell’uomo, l’unica ormai rimasta, e la dimostrazione è il Culto al suo Cuore che nelle 12 promesse fatte, personalmente da Gesù a Santa Margherita Maria Alacoque, ci assicura: “Io prometto nell'eccesso grande di misericordia del mio Cuore che il suo amore onnipotente accorderà a tutti coloro che si comunicheranno il primo venerdì del mese, per nove mesi consecutivi, la grazia della penitenza finale e non morranno in mia disgrazia né senza ricevere i loro sacramenti, e il mio Cuore sarà per essi un asilo sicuro negli ultimi momenti”. Ciò significa che coloro che per 9 primi venerdì si confesseranno e partecipando alla Santa Messa offriranno la stessa per riparare le offese al suo Cuore trafitto dall’amore, sicuramente riceveranno i sacramenti prima di rendere lo spirito a Dio e/o non moriranno in condizioni di morte improvvisa tali da non concedere il pentimento finale. Chi, dove, quale o cosa ha mai concesso tanta grazia, ovvero: la garanzia della vita eterna e dunque la salvezza dell’anima, associandola ad una cosi ordinaria attività? Cos’è mai confessarsi una volta al mese e rispettare il precetto domenicale unitamente a quello di partecipare il primo venerdì del mese ad un’altra celebrazione eucaristica? Infatti, è necessario sottolineare che il culto al Sacro Cuore non sarebbe onorato se l’intenzione, subdola, fosse quella di “comprarsi” il paradiso iniziando la pratica con l’intento di partecipare il venerdì omettendo il precetto domenicale che è cosa molto importante e imprescindibile, per la pratica stessa, dato il comandamento di Dio espressamente enunciato nelle parole: “ Ricordati di santificare le feste” (e la domenica è La Festa di Dio e del Suo Popolo Santo: l’uomo). Pertanto è necessario, per praticare correttamente i primi 9 venerdì del mese in onore del Sacro Cuore di Gesù:Gesù dolcissimo: il tuo amore immenso per gli uomini viene purtroppo, con tanta ingratitudine, ripagato di oblio, di trascuratezza, di disprezzo. Memori però che pure noi altre volte ci macchiammo di tanta ingratitudine, ne sentiamo vivissimo dolore e imploriamo la tua misericordia. Desideriamo riparare con volontaria espiazione non solo i peccati commessi da noi, ma anche quelli di coloro che, errando lontano dalla via della salvezza, ricusano di seguire Te come pastore e guida, ostinandosi nella loro infedeltà, o, calpestando le promesse del Battesimo, hanno scosso il soavissimo giogo della tua legge. E mentre intendiamo espiare il cumulo di sì deplorevoli delitti, ci proponiamo di ripararli ciascuno in particolare: l’immodestia e le brutture della vita e dell’abbigliamento; le insidie tese alle anime innocenti dalla corruzione dei costumi; la profanazione dei giorni festivi; le ingiurie scagliate contro di Te e i tuoi Santi; gli insulti rivolti al tuo Vicario e l’ordine sacerdotale; le negligenze e gli orribili sacrilegi con i quali è profanato lo stesso Sacramento dell’amore divino e in fine le colpe pubbliche delle nazioni che osteggiano i diritti e il magistero della Chiesa da Te fondata. Intanto come riparazione dell’onore divino conculcato, Ti presentiamo quella soddisfazione che Tu stesso offristi un giorno sulla croce al Padre e che ogni giorno si rinnova sugli altari: Te l’offriamo accompagnata con le espiazioni della Vergine Madre, di tutti i Santi e delle anime pie. Promettiamo con tutto il cuore di voler riparare, per quanto potremo, con l’aiuto della tua grazia, i peccati commessi da noi e dagli altri e l’indifferenza verso sì grande amore, con la fermezza della fede, la santità della vita, l’osservanza perfetta della legge evangelica e specialmente della carità.
Inoltre d’impedire, con tutte le forze, le ingiurie contro di Te e attrarre quanti più potremo, a seguire e imitare Te. Accogli, te ne preghiamo, o benignissimo Gesù, per intercessione della B.V. Maria Riparatrice, questo volontario ossequio di riparazione, e conservaci nella fedele obbedienza a Te e nel tuo servizio fino alla morte, col dono della perseveranza, così che possiamo un giorno pervenire a quella patria, dove Tu col Padre e con lo Spirito Santo vivi e regni, Dio, per tutti i secoli dei secoli. Amen.
Mostrando un giorno il suo Cuore a S. Margherita Maria Alacoque (1647-1690) Gesù disse:
«Ecco quel Cuore che ha tanto amato gli uomini e dai quali non riceve che ingratitudini e disprezzo...»
In diverse apparizioni a Santa Margherita, Gesù fece le seguenti promesse per coloro che avessero onorato il suo Cuore e che la Santa riporta nelle sue lettere:
Che il Sacro Cuore di Gesù, per mezzo del Sacro Cuore di Maria, sia il nostro eterno rifugio e costante conforto certi che le nostre offerte di preghiere, azione, gioie e sofferenze mai resteranno inascoltate.




