Citazione della settimana...


"LA MORTE È LA GRAZIA DELLE GRAZIE E IL CORONAMENTO DELLA
VITA CRISTIANA. ESSA NON È UNA FINE, COME TROPPI ANCORA PENSANO, MA L'INIZIO DI
UNA BELLA RINASCITA".

- Marthe Robin -

"NON ABBIATE PAURA DELLA GIOIA".

- Papa Francesco -



SIGNORE GESU' SONO QUI DAVANTI A TE

Signore Gesù, sono davanti a te con tutte le mie miserie. So che non mi respingerai perché tu mi ami così come sono. Mi dolgo e mi pento con tutto il cuore dei miei peccati: ti prego perdonami! Nel tuo Nome perdono tutte le persone per quanto hanno fatto contro di me. Rinuncio a Satana, a tutti gli spiriti maligni ed alle loro opere e seduzioni. Ti dono tutto il mio essere, o Signore Gesù, ora e sempre. Ti invito nella mia vita, o Gesù; ti accetto come Signore, Dio e Salvatore. Guariscimi, trasformami, rafforza il mio corpo, la mia anima ed il mio spirito. Vieni Signore Gesù, immergimi nel tuo Preziosissimo Sangue e riempimi del tuo Santo Spirito. Ti Amo, Signore Gesù. Ti lodo, Gesù. Ti ringrazio. Ti seguirò per tutti i giorni della mia vita. Aiutami a non voltarmi mai indietro. A non desiderare nient'altro che te. Fammi sentire il tepore del tuo amore e la potenza del tuo Santo Corpo. Rendimi cosciente della grandezza del tuo donarti a me, misera creatura. Illumina la mia mente e il mio cuore. Irrompi con la tua luce l'intensità delle tenebre che offuscano la mia vita. Rendimi la gioia di essere salvato affinché possa vivere con te per sempre in paradiso.
Maria, mia dolce Madre, Regina della Pace, Angeli e Santi, aiutatemi, ve ne prego. Amen, Alleluia, Amen.
- Fr. Peter Mary Rookey -


IL SILENZIO

Il silenzio è mitezza. Quando non rispondi alle offese, quando non reclami i tuoi diritti, quando lasci a Dio la difesa del tuo onore, il silenzio è mitezza.
Il silenzio è misericordia. Quando non riveli le colpe dei fratelli, quando perdoni senza indagare nel passato, quando non condanni, ma intercedi nell'intimo, il silenzio è misericordia.
Il silenzio è pazienza. Quando soffri senza lamentarti, quando non cerchi consolazione dagli uomini, quando non intervieni, ma attendi che il seme germogli lentamente, il silenzio è pazienza.

Il silenzio è umiltà. Quando taci per lasciare
emergere i fratelli, quando celi nel riserbo i doni di Dio, quando lasci che il tuo agire sia interpretato male, quando lasci agli altri la gloria dell'impresa, il silenzio è umiltà.
Il silenzio è fede. Quando taci, perchè è LUI che agisce, quando rinunci ai suoni, alle voci del mondo per stare alla Sua presenza, quando non cerchi comprensione, perchè ti basta essere conosciuto da Lui, il silenzio è fede.


domenica 15 dicembre 2013

Novena di Natale: 16-24 dicembre

 

1° GIORNO - 16

VIENI, BAMBINO GESU’
Cristo è venuto: eppure noi l'attendiamo ancora come già gli antichi figli di Israele. Cristo è in mezzo a noi: eppure noi viviamo l'esperienza dell'esilio, «sapendo che finché abitiamo nel corpo siamo in esilio lontano dal Signore» (2 Cor 5,6).
Tutto il Nuovo Testamento è permeato di questa attesa del Cristo che deve venire e che sembra continuamente imminente. Ma il libro che riassume le attese di tutte le generazioni cristiane è l'Apocalisse, nei suoi ultimi passi.

Gesù verrà presto
«Ecco, io verrò presto e porterò con me il mio salario, per rendere a ciascuno secondo le sue opere. Io sono l'Alfa e l'Omega, il Primo e l'Ultimo, il Principio e la Fine. Beati coloro che lavano le loro vesti: avranno parte all'albero della vita e potranno entrare per le porte nella città. Fuori i cani, i fattucchieri, gli immorali, gli omicidi, gli idolatri e chiunque ama e pratica la menzogna! Io, Gesù, ho mandato il mio Angelo per testimoniare a voi queste cose riguardo alle Chiese. Io sono la radice della stirpe di Davide, la stella radiosa del mattino» (Ap 22, 12-16).

Senza distinzioni e condizioni
Il mondo intero è nell'attesa e la nostra stessa preghiera deve essere protesa verso la venuta del Signore. In questo "Vieni, Bambino Gesù", la nostra preghiera dovrebbe far proprie tutte le attese, le sofferenze fisiche e morali dell'umanità che vive accanto a noi. La sua venuta è, per ciascuno di noi, una realtà viva: «Ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, verrò da lui, cenerò con lui ed Egli con me» (Ap 3,20). Se lasciamo entrare il Bambino, ci farà partecipi dei suoi doni e dei suoi beni; dirà una parola a ciascuno di noi.

Questa parola si rivolge a tutti, senza distinzioni e condizioni. Nonostante i nostri peccati passati, la nostra mediocrità, l'insensibilità spirituale, basta credere all'Amore. La grazia di Dio può porre rimedio a tutto. (J. Danielou)


Noi Ti invochiamo



In mezzo alle angustie del tempo presente
- Noi Ti invochiamo, o Bambino Gesù.

Nella speranza di contemplare in Cielo quelle realtà in cui gli Angeli bramano fissare lo sguardo.
- Noi Ti invochiamo, o Bambino Gesù.
Per noi stessi e per quanti attendono con fiducia la Tua venuta
- Noi Ti invochiamo, o Bambino Gesù.
Per il mondo intero e per gli uomini che ancora non Ti conoscono
- Noi Ti invochiamo, o Bambino Gesù.

O Bambino Gesù, degnati di accogliere la preghiera di quanti credono e sperano in Te; vieni presto a liberarci da questo nostro esilio, e riuniscici nel Tuo regno glorioso, dove Tu vivi e regni con il Padre e lo Spirito Santo nei secoli dei secoli. Amen.


2° GIORNO - 17
GIOISCE IL NOSTRO CUORE

Per mezzo del Profeta, Dio annuncia al suo Popolo la futura salvezza. Questo annuncio è fonte di grande gioia: infatti, per i meriti del Salvatore, sarà ristabilita la riconciliazione e la comunione perfetta con Dio.
Non temere
«Gioisci, figlia di Sion, esulta, Israele, e rallegrati con tutto il cuore, figlia di Gerusalemme! Il Signore ha revocato la tua condanna, ha disperso il tuo nemico. Re d'Israele è il Signore in mezzo a Te, tu non vedrai più la sventura. In quel giorno si dirà a Gerusalemme: "Non temere, Sion, non lasciarti cadere le braccia! Il Signore tuo Dio in mezzo a Te è un Salvatore potente.
Esulterà di gioia per te. Ti rinnoverà con il suo amore, si rallegrerà per te con grida di gioia, come nei giorni di festa"» (Sol 3,14-18).


Desiderato dalle genti
«Mi consumo nell'attesa della tua salvezza» (Sai 119,81), si consuma nel desiderio e nell'attesa della salvezza donataci da Dio. Buono è questo "consumarsi": infatti rivela il desiderio del bene, certo non ancora raggiunto, ma tanto desiderato. Dall'origine del genere umano fino alla fine dei secoli chi pronuncia queste parole se non la stirpe eletta, il sacerdozio regale, la nazione santa che desidera Cristo? Testimone ne è il Santo vegliando Simeone che, ricevendo il Cristo Bambino tra le braccia, disse: «Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace secondo la tua parola; perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza» (Lc 2,29-30).

Come il desiderio di questo vegliando, tale si deve credere sia stato quello di tutti i Santi delle epoche precedenti. Anche il Signore stesso dice ai discepoli: « Molti profeti e giusti hanno desiderato vedere ciò che voi vedete, e non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, e non l'udirono» (Mt 13,17) perché si riconosca anche la voce di tutto l'antico Israele nelle parole: "L’anima mia si strugge per la tua salvezza". Dunque mai nel passato si spense questo desiderio dei Santi, né al presente si placa nel corpo di Cristo, che è la Chiesa, fino alla consumazione dei secoli, fin quando verrà "il Desiderato di tutte le nazioni". (S. Agostino)


Cristo Gesù, ascoltaci



Perché comprendiamo con tutti i Santi il mistero del Regno al quale siamo chiamati
- Noi Ti preghiamo, Cristo Gesù ascoltaci.

Perché possiamo comprendere che in Te formiamo il popolo grande e ricco di ogni benedizione promessa al nostro padre Abramo
- Noi Ti preghiamo, Cristo Gesù ascoltaci.

Affinché tutte le famiglie della terra siano benedette in Te
- Noi Ti preghiamo, Cristo Gesù ascoltaci.

Perché tutti i popoli vengano dall'Oriente e dall'Occidente e siedano a mensa nel Regno dei Cieli
- Noi Ti preghiamo, Cristo Gesù ascoltaci.

Il tuo aiuto, Signore, ci renda perseveranti nel bene in attesa del Cristo, tuo Figlio; quando Egli verrà e busserà alla porta ci trovi vigilanti nella preghiera ed esultanti nella lode. Per Cristo nostro Signore. Amen.


3° GIORNO - 18
PREPARIAMO LE VIE AL SIGNORE

Al popolo d'Israele, oppresso dalla schiavitù babilonese, il profeta Isaia dà un lietissimo annuncio: è prossima la liberazione. Il Signore stesso verrà in mezzo al suo popolo come Pastore buono che ha cura del debole, come Padre misericordioso che perdona i peccati, come Dio forte che sconfigge i nemici. I prescelti da Dio, però, devono impegnarsi a preparare la strada al Signore e a togliere tutti gli ostacoli del male mediante una vera conversione.

Ecco il Signore!
«Una voce grida: "Nel deserto preparate la via al Signore, appianate nella steppa la strada per il nostro Dio. Ogni valle sia colmata, ogni monte e colle siano abbassati; il terreno accidentato si trasformi in piano e quello scosceso in pianura. Allora si rivelerà la gloria del Signore e ogni uomo la vedrà"» (Is 40,3-5). Sali su un alto monte, tu che rechi liete notizie in Sion. Alza la voce, non temere; annunzia alle città di Giuda: «Ecco il vostro Dio! Ecco, il Signore Dio viene con potenza, con il braccio egli detiene il dominio. Come un pastore egli fa pascolare il gregge e con il suo braccio lo raduna; porta gli agnellini sul seno e conduce pian piano le pecore madri» (Is 40,9-11).

Prepariamo i nostri cuori
Il Signore vuole trovare una via per entrare nei nostri cuori e dimorarvi. La voce grida nel deserto: Preparate una strada. Questa voce giunge prima all'orecchio e dopo, o meglio attraverso l'ascolto, la parola penetra nell'intelletto. Preparate, dice la voce, una strada al Signore. Quale via gli prepareremo? Una strada materiale? Ma la parola di Dio può richiedere una simile via? Non occorre piuttosto preparare al Signore una via interiore e tracciare nel nostro cuore delle strade diritte, piane? Sì, questa è la via per cui la Parola di Dio si introduce per stabilirsi nel cuore dell'uomo. Prepariamo una via al Signore con una buona coscienza, rendiamo piana la strada perché il Bambino Gesù possa camminare in noi senza difficoltà e donarci conoscenza dei suoi misteri e della sua venuta. (Origene: "Omelie su Luca")


Manda li tuo Spirito, o Signore



Perché otteniamo il perdono dei nostri peccati e la purificazione da tutte le nostre colpe
- Noi Ti preghiamo, manda il tuo Spirito, o Signore.
Perché otteniamo l'aumento della fede e della nostra adesione alla volontà di Dio
- Noi Ti preghiamo, manda il tuo Spirito, o Signore.
Perché otteniamo l'aumento della speranza nei beni eterni promessi da Dio
- Noi Ti preghiamo, manda il tuo Spirito, o Signore.
Perché otteniamo l'aumento della carità e della grazia che ci rendono conformi alla santità di Dio
- Noi Ti preghiamo, manda il tuo Spirito, o Signore.

O Dio onnipotente che ci chiami a preparare la via al Cristo Signore, fa' che per la debolezza della nostra fede non ci stanchiamo di attendere la consolante presenza del Medico Celeste. Per Cristo nostro Signore. Amen.


4° GIORNO - 19
RENDERE TESTIMONIANZA

La missione propria di Giovanni Battista è quella di "rendere testimonianza" a Cristo. Egli compie questa missione nella verità e nell'umiltà ("non sono io il Cristo... non sono degno..."), esortando tutti alla conversione e additando Gesù come Salvatore e "Agnello di Dio".

Il Figlio di Dio.
"Venne un uomo mandato da Dio e il suo nome era Giovanni. Egli venne come testimone per rendere testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui. Egli non era la luce, ma doveva render testimonianza alla luce " (Gv 1,6-8). «Giovanni vedendo Gesù venire verso di lui disse: "Ecco l'Agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo! Ecco colui del quale io dissi: dopo di me viene un uomo che mi è passato avanti, perché era prima di me. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare con acqua perché egli fosse fatto conoscere a Israele". Giovanni rese testimonianza dicendo: "Ho visto lo Spirito scendere come una colomba dal cielo e posarsi su di lui. Io non lo conoscevo, ma chi mi ha inviato a battezzare con acqua, mi aveva detto: L'uomo sul quale vedrai scendere e rimanere lo Spirito è colui che battezza in Spirito Santo. E io ho visto e ho reso testimonianza che questi è il Figlio di Dio"» (Gv 1,29-34).

Una missione speciale
Ogni creatura è fatta per rendere testimonianza a Dio, perché ogni creatura è un segno della sua bontà. La grandiosità della creazione testimonia a modo suo la forza e l'onnipotenza divina, e la sua bellezza testimonia la sapienza divina. Alcuni uomini però ricevono da Dio una missione speciale: rendono testimonianza a Dio non solo dal punto di vista naturale, per il fatto che esistono, ma ancor più in modo spirituale, per le loro buone opere. Giovanni è uno di questi testimoni; è venuto per diffondere i doni di Dio e proclamare le sue lodi. La missione di Giovanni e il suo ruolo di testimone sono di una grandezza incomparabile, perché nessuno può rendere testimonianza di una realtà se non nella misura in cui ne è partecipe. Gesù diceva: «Noi parliamo di quel che sappiamo e testimoniamo quel che abbiamo veduto» (Gv 3,1 1). Rendere testimonianza alla verità divina suppone una conoscenza di questa verità. Per questo anche Cristo ha avuto questo ruolo di testimone. "Sono venuto nel mondo per rendere testimonianza alla verità" (Gv 1 8,37). (S.Tommaso d'Aquino)


Ascoltaci, o Signore



Perché comprendiamo con quale amore Dio ci ha amati e ci ha resi suoi figli
- Noi Ti preghiamo, ascoltaci, o Signore.

Perché la pigrizia e la viltà non ci impediscano di professare apertamente la nostra fede in Cristo e nel Vangelo
- Noi Ti preghiamo, ascoltaci, o Signore.

Perché i predicatori e i catechisti, come Giovanni Battista, mostrino con efficacia agli uomini Cristo Salvatore
- Noi Ti preghiamo, ascoltaci, o Signore.

Perché tutti gli uomini del nostro tempo riconoscano che non è possibile costruire un mondo buono e giusto senza fondarlo su Cristo, uomo perfetto e Figlio di Dio
- Noi Ti preghiamo, ascoltaci, o Signore.

O Cristo Signore, Tu sei l'Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo: aiutaci a riconoscere i nostri limiti e la nostra miseria, perché solo così possiamo ottenere la salvezza. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.


5° GIORNO - 20
UNA MISSIONE ALTISSIMA

Il piano di salvezza di Dio si incontra con la volontà e la collaborazione umana di due creature: Maria e Giuseppe. Due creature meravigliose, completamente disponibili al volere del Signore.
Il brano evangelico ci presenta l'uomo giusto e timorato di Dio, scelto ad una missione altissima: fare sulla terra le veci del Padre che è nei Cieli. La figura di Giuseppe ci appare in questo passo alta e drammatica, scolpita di fede e umiltà. Egli non può ancora capire il mistero di Dio, ma quando ha la certezza della divina volontà, crede e obbedisce.


Emmanuele: Dio con noi
«Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto. Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un Angelo del Signore e gli disse: "Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati". Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: "Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele", che significa Dio con noi. Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'Angelo del Signore e prese con sé la sua sposa» (Mt 1,18-24).

L'obbedienza di Giuseppe
Di fronte al mistero divino, Giuseppe ha saputo mantenere il contegno giusto. Egli non si lascia prendere da umani sentimenti. Non è in grado di comprendere ciò che vede in Maria e non vuole penetrare a forza il mistero; si ritira piuttosto in disparte, con timida e rispettosa venerazione, abbandonandosi al volere di Dio e lasciando a Lui tutto il resto. Giuseppe dunque obbedisce alla Parola, la mette in pratica, dichiarandosi con le opere strumento docile nelle mani dell'Altissimo. Egli non vuole nulla per sé, perché intende essere semplicemente a disposizione di Dio. Prende quindi con sé Maria, sua sposa, per adempiere la volontà di Dio, perché Ella possa dare alla luce il suo Figlio. Sarà però lui, Giuseppe, in tutta obbedienza, a dargli il nome. Quel nome attorno al quale rotea l'universo e per volontà del quale ogni cosa è stata creata: Gesù, il Messia, il Salvatore. (R. Gutzwilier)


Ascoltaci, o Signore



Perché siamo fedeli agli impegni assunti nel nostro Battesimo e portiamo a termine la nostra vocazione
- Noi Ti preghiamo, ascoltaci, o Signore.

Perché, ad imitazione di San Giuseppe, siamo sempre disponibili all'obbedienza al divino volere, anche quando tutto ci appare oscuro
- Noi Ti preghiamo, ascoltaci, o Signore.

Perché siamo capaci di ascoltare, nel silenzio interiore, la voce delle divine ispirazioni
- Noi Ti preghiamo, ascoltaci, o Signore.

Perché il nome di Gesù, nel quale solo c'è speranza di salvezza, sia conosciuto e invocato da tutti gli uomini
.- Noi Ti preghiamo, ascoltaci, o Signore.

Disponi, o Padre, i nostri cuori a ricevere nel tempio vivo della Chiesa la tua misericordia, perché la nuova nascita del tuo Figlio ci liberi dalla schiavitù del peccato e ci renda degni di partecipare alla ricchezza della tua grazia. Per Cristo nostro Signore. Amen.


6° GIORNO - 21
L'ANCELLA DEL SIGNORE

Con l'annuncio di Maria, Dio comincia ad attuare le antiche promesse, che riguardano la venuta del Messia e la redenzione del genere umano. Però, come in tutti gli altri suoi interventi passati nella storia d'Israele, così anche in questo capitale intervento di salvezza, Dio chiede la libera cooperazione umana. E’ sua l'iniziativa, ma non vuole portarla a compimento senza il concorso delle sue creature. Maria che si proclama "l'ancella del Signore" diventa la vera abitazione di Dio e la Madre del Signore. In tal modo Ella, figlia e fiore di tutta l'umanità, per volontà di Dio è lo strumento indispensabile della nostra salvezza.

Come è possibile?
«Nel sesto mese, l'Angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da Lei, disse: "Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con Te". A queste parole Ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L'Angelo le disse: "Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine". Allora Maria disse all'Angelo: "Come è possibile? Non conosco uomo". Le rispose l'Angelo: "Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque Santo e chiamato Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio". Allora Maria disse: "Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto". E l'Angelo parli da lei» (Lc 1,26-38).

Il "fiat" di Maria
Nella sfera umana, Maria è sola. Nessuno sa quello che avviene in lei. Che cosa dirà? Maria si rende perfettamente conto dell'estrema importanza di ciò che sta per pronunciare. Come una sposa, Ella sa che questo infinito ha due aspetti: uno di gioia, di tenerezza, di gloria; ma anche un altro aspetto: una immensità invisibile di pena, di redenzione, di riparazione. Dire "sì", sarebbe mancare di delicatezza, come se Lei fosse uguale a Dio. Dirà solamente: che ciò avvenga, che ciò mi sia fatto! Come se intendesse far comprendere che gettava la sua libertà nel piano divino, oggi di gioia e domani di sofferenza. Fiat! E la parola dell'accettazione. E, nello stesso istante, ciò avvenne. Ella lo seppe. Tacque. L'Angelo adorò il divino mistero e si allontanò in silenzio. (J. Guitton)


Noi Ti ringraziamo, o Gesù



Per il "sì" libero e generoso pronunciato da Maria nel momento dell'Annunciazione
- Noi Ti ringraziamo, o Gesù.

Perché, per mezzo di Maria, Ti sei fatto uomo e sei divenuto nostro fratello
- Noi Ti ringraziamo, o Gesù.

Perché hai associato la Madre tua a tutto il mistero di redenzione e di salvezza degli uomini
- Noi Ti ringraziamo, o Gesù.

Perché ci hai dato la Madre tua come nostra Madre amatissima
- Noi Ti ringraziamo, o Gesù.


7° GIORNO - 22
SI E’ FATTO CARNE

Con un misterioso vaticinio il profeta Isaia promette un "segno" di salvezza: la nascita miracolosa dell"'Emmanuele", figlio di una vergine. L'Evangelista attribuisce esplicitamente la profezia alla nascita di Gesù: Egli è veramente l'Emmanuele, cioè Dio con noi. Facendosi uomo, Egli è venuto ad abitare in mezzo a noi e rimane con noi anche oggi, nella Chiesa e nell'Eucaristia.
Dio con noi
«"Chiedi un segno dal Signore tuo Dio, dal profondo degli inferi oppure lassù in alto". Ma Acaz rispose: "Non lo chiederò, non voglio tentare il Signore". Allora Isaia disse: "Ascoltate, casa di Davide! Non vi basta di stancare la pazienza degli uomini, perché ora vogliate stancare anche quella del mio Dio? Pertanto il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele: Dio con noi"» (is 7,10-14).

Dio ha dimorato tra noi
Ti chiederai in che modo la divinità si è incarnata, come il fuoco nel ferro, non trasferendosi, ma comunicandosi. Il fuoco infatti, non si slancia verso il ferro al quale si comunica. Non subisce diminuzione, ma riempie totalmente il ferro al quale si comunica. Allo stesso modo, Dio, il Verbo "che ha dimorato tra noi" non è uscito da Se stesso; il Verbo che si è fatto carne non fu soggetto a mutamento; il Cielo non fu privato di Colui che teneva e la terra accolse nel proprio seno colui che nei cieli.

Lasciati penetrare da questo mistero: Dio è venuto nella carne per uccidere la morte che vi si nasconde. Come le cure e le medicine vincono gli elementi nocivi assimilati dal corpo, e come il buio in casa è dissipato dalla luce che entra, così la morte che teneva in suo potere la natura umana fu distrutta con la venuta della divinità. Come il ghiaccio prevale sull'acqua mentre è notte e persiste l'oscurità, ma appena sorge il sole si scioglie al calore dei suoi raggi, così la morte ha regnato fino alla venuta di Cristo; quando è apparsa la grazia salvatrice di Dio e si è levato il Sole di giustizia, la morte fu assorbita dalla vittoria, non avendo potuto resistere alla presenza della vera vita. Noi pure manifestiamo la nostra gioia, festeggiamo la salvezza del mondo, il giorno della nascita dell'umanità. Oggi è tolta la condanna di Adamo. Non si dirà più: "Polvere tu sei e alla polvere tornerai", ma: "Unito a colui che è nei cieli, sarai elevato al cielo". (S. Basilio M.)


Onore e gloria a Te, Signore Gesù.



Per l'immenso amore che Ti ha spinto a farti nostro fratello
- Noi Ti lodiamo, onore e gloria a Te, Signore Gesù!

Perché ci hai raccolti nella tua Chiesa, arca di salvezza
- Noi Ti lodiamo, onore e gloria a Te, Signore Gesù!

Perché ci hai dato la speranza della vita gioiosa e senza fine nel tuo regno
- Noi Ti lodiamo, onore e gloria a Te, Signore Gesù!

Per riparare al peccato degli uomini che non Ti hanno accolto e non Ti amano
- Noi Ti lodiamo, onore e gloria a Te, Signore Gesù!

Risplendi su di noi con la luce della tua gloria, Signore Gesù Cristo, e la tua venuta vinca le tenebre del male e porti a tutti gli uomini la liberazione dalla schiavitù del peccato. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.


8° GIORNO - 23
L'AMORE CHE SALVA

L'apostolo Paolo pone l'accento sugli effetti dell'amore di Dio manifestatosi nell'incarnazione. Questo amore è benignità, tenerezza, misericordia e si manifesta nonostante i peccati e le miserie degli uomini. Il fine di questo agire di Dio è quello di renderci suoi figli, rigenerandoci mediante il Battesimo per mezzo dello Spirito Santo, perché possiamo tendere al totale possesso della salvezza.
San Paolo apostolo a Tito

«Carissimo, anche noi un tempo eravamo insensati, disubbidienti, traviati, schiavi di ogni sorta di passioni e di piaceri, vivendo nella malvagità e nell'invidia, degni di odio e odiandoci a vicenda. Quando però si sono manifestati la bontà di Dio, Salvatore nostro, e il suo amore per gli uomini, egli ci ha salvati non in virtù di opere di giustizia da noi compiute, ma per sua misericordia mediante un lavacro di rigenerazione e di rinnovamento nello Spirito Santo, effuso da lui su di noi abbondantemente per mezzo di Gesù Cristo, Salvatore nostro, perché giustificati dalla sua grazia diventassimo eredi, secondo la speranza, della vita eterna» (Tt 3,3-7).

Tutto abbiamo ricevuto in Cristo
Tutto abbiamo ricevuto in Cristo. Iddio si è comunicato all'uomo come restauratore della sua natura, come perdono e null'altro che perdono. In qual modo la misericordia di Dio ci concede il perdono del peccato, per unire l'uomo a sé come figlio? Risponde San Paolo: «Mediante un lavacro di rigenerazione e di rinnovamento nello Spirito Santo» (Tt 3,5). Il Battesimo è il suggello della fede: chi si è affidato a Cristo non assume con lui un rapporto isolato, ma entra a far parte della comunità di Cristo, la sua Chiesa: giunge a ciò perché ha avuto in dono lo Spirito stesso di Cristo e dallo Spirito viene inserito nel corpo di Cristo, ne fa parte come membro vivente. Lo Spirito è Dio che in Cristo opera in noi: aiuta, ispira, illumina, santifica non per realizzare una vita solitaria, una comunione individualistica con Dio, ma per collegarci nella comunione con i fratelli in un'autentica carità vissuta. (F. Salvestrin)


Mostraci, Signore, la tua Misericordia



Padre Santo, che per mezzo del Figlio tuo ci hai liberati dal peccato e dalla morte, togli ogni ansia e ogni tristezza dai nostri cuori.
- Noi Ti preghiamo, mostraci, Signore, la tua Misericordia.

Tu che hai promesso al tuo popolo un germoglio di giustizia, conserva pura e santa la tua Chiesa.
- Noi Ti preghiamo, mostraci, Signore, la tua Misericordia.

Tu che in Cristo ci hai dato ogni bene, fa' che non ci separiamo dalla comunione di amore del tuo Spirito
- Noi Ti preghiamo, mostraci, Signore, la tua Misericordia.

Tu che infondi nel nostro cuore la beata speranza della salvezza, conservaci fedeli e vigilanti fino al giorno del Signore Gesù
- Noi Ti preghiamo, mostraci, Signore, la tua Misericordia.

Oppressi dal giogo del peccato, aspettiamo da Te, Padre misericordioso, la nostra redenzione; fa' che la nuova nascita del tuo Figlio ci liberi dalla schiavitù antica. Per Cristo nostro Signore. Amen


9° GIORNO - 24
CAMMINAVAMO NELLE TENEBRE (Vigilia della natività del Signore Gesù Cristo.)

Il Profeta Isaia prospetta il tempo della salvezza rnessianica come il tempo della luce, della gioia e della liberazione. Nel Bambino che ci sarà donato sono raccolte tutte le virtù dei Santi d'Israele: Egli sa la grandezza degli eroi la potenza, saggio, pacifico; sarà il vero "Ernmanuele" cioè Dio in mezzo a noi.

Videro una grande luce
«Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse. Hai moltiplicato la gioia, hai aumentato la letizia. Gioiscono davanti a Te come si gioisce quando si miete e come si gioisce quando si spartisce la preda. Poiché il giogo che gli pesava e la sbarra sulle sue spalle, il bastone del suo aguzzino tu hai spezzato come al tempo di Madìan. Poiché un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio. Sulle sue spalle è il segno della sovranità ed è chiamato. Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre per sempre, Principe della pace. Grande sarà il suo dominio e la pace non avrà fine sul trono di Davide e sul regno, che egli viene a consolidare e rafforzare con il diritto e la giustizia, ora e sempre» (Is 9,1-6).

Entra nel tempo e nello spazio
O fusione inaudita, o compenetrazione paradossale! Colui che è, viene nel tempo; l'increato si fa oggetto di creazione. Colui che non ha dimensioni, entra nel tempo e nello spazio, e un'anima spirituale si fa mediatrice tra la divinità e la pesantezza della carne. Colui che arricchisce, si fa povero e mendica la mia carne, perché io venga arricchito della sua divinità. Lui, che è la pienezza si svuota, si spoglia per un poco della sua gloria, perché io possa partecipare della sua pienezza. Quale ricchezza di bontà! Quale immenso mistero mi avvolge! Sono stato fatto partecipe dell'immagine di Dio e non ho saputo custodirla: ora Dio si rende partecipe della mia carne, sia per salvare l'immagine che mi aveva data, sia per rendere immortale la mia carne. Entra in comunione con noi, in un modo nuovo ancora più profondo del primo: con chi un tempo condivise il bene, ora condivide il male; quest'ultima comunione è ancora più degna di Dio e, per chi ha intelligenza, ancora più sublime. (S. Gregorio Nazianzeno)


Ascoltaci, o Gesù



Perché accogliamo con cuore semplice e puro il tuo mistero di salvezza
- Noi Ti preghiamo, ascoltaci, o Gesù.

Perché i piccoli e i poveri di questo mondo riconoscano la loro dignità di figli di Dio e gioiscano di essere l'oggetto della preferenza divina
- Noi Ti preghiamo, ascoltaci, o Gesù.

Perché tutti gli uomini Ti accolgano e credano in Te
- Noi Ti preghiamo, ascoltaci, o Gesù.
O Dio, che ci hai radunato a celebrare in devota letizia la nascita del tuo Figlio, concedi a noi e a tutta la tua Chiesa di conoscere con la fede la profondità del tuo mistero, e di viverlo con amore intenso e generoso, per Cristo nostro Signore. Amen.

venerdì 29 novembre 2013

Avvento: tempo di preparazione al Natale di Cristo Gesù.

 
Come sempre è necessario non perdere di vista il senso profondo delle cose, e se ciò fosse avvenuto riscoprirlo.
L’avvento è il periodo antecedente al santo Natale di Gesù Cristo nel quale è possibile soffermarsi su quanto è stato fatto sino ad oggi nella propria esistenza. Interrogarsi non è sterile immobilismo sulle cose passate. Al contrario una sana ricostruzione in chiave positiva e correttiva ci aiuta a migliorare le angolazioni errate della nostra vita. Unica “condizione” è che il Signore Gesù divenga il mediatore di tali riflessioni. Il mondo urla, con violenza, di non fermarsi mai, giacché chi lo facesse, come si dice: “…
è perduto”. Con Cristo non è così!
L’avvento, dal latino
adventus, significa venuta: ma la venuta di Chi si prega perché avvenga al più presto? E in che modo?
Quanto al Chi, può sembrare scontato, ma non lo è affatto: è Gesù di Nazareth, detto il Cristo, l’Unto, il Consacrato di Dio e Dio stesso. Troppo spesso si fa memoria esclusivamente dello sterile motivo dell'attesa di questo periodo: addobbare l'esistenza di elementi ad effetto placebo che ci permettano, almeno per un pò, di non pensare a quanto la vita sia stata difficile, ingiusta, dolorosa. Momenti del genere, quando si presentano, possono intristire il quotidiano, l'esistenza sino a trasformarla in un'angosciosa corsa contro il tempo perchè in esso si possa sperimentare, provare, consumare, fagocitare quanto più è possibile anche a scapito del prossimo. Proprio questo Cristo Signore, Il Chi, è venuto a proclamare, con la sua incarnazione, la liberazione dalla schiavitù del peccato e da tutto il dolore che esso genera. Unica condizione? Entrare in relazione con Lui, cercarlo giacchè è sempre lì, ad attendere alla porta del nostro cuore: "Ecco: sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me" (Ap 3,20). Per quanto riguarda il quando, certo il Signore Gesù è già nato una ed una sola volta e la sua prossima venuta, la c.d.
parusia, quella definiva alla fine dei tempi nella quale, come si recita nel Credo: “…giudicherà i vivi e i morti” si lega strettamente a quella che celebriamo ogni anno nel suo Natale, giacché entrambe riguardano l’attesa. Quanto all’Avvento, esso ci ricorda l’incarnazione del Signore nella Vergine Maria che con la sua disponibilità, umile e caritatevole, ci ha donato il Salvatore per opera dello Spirito Santo. Dunque, la sua venuta, in primis  è celebrata, in corpo, sangue anima e divinità, tutti i giorni sull’altare per mezzo della Santa Messa, ma nell’avvento aspettino e imploriamo la sua venuta nelle anime dei fedeli e di quanti ancora non conoscono il suo amore. Pertanto si tratta dell’avvento trascendente, del Signore Gesù Cristo, nella vita di ognuno di noi e di coloro per i quali preghiamo.
A) I valori da vivere in questo tempo, ma in special modo ogni giorno della nostra vita, sono:

-
vigilanza: essa ci ricorda, nell’attesa di Gesù Cristo, che non sapendo quando la nostra vita terminerà, è bene essere sempre pronti, ovvero in grazia di Dio, confessati (almeno una volta al mese) e comunicati (almeno ogni domenica);

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conversione:
 indica un movimento da un punto ad un altro. Questo valore ci ricorda che aspettare Gesù non è questione solo dell’avvento in preparazione al Natale, ma è un’azione quotidiana di risveglio, cambiamento, rinnovamento della vita e non di staticità nel peccato, nelle impurità, nelle discordie, invidie, maldicenze e separazioni.
Dunque, conversione = trasformazioni quotidiana;

-
gioia: è il “marchio” del cristiano. Le prime comunità si contraddistinguevano proprio per questo valore, il quale era espressione dell’amore di Cristo che avevano a loro volta sperimentato. Pertanto, non è uno sterile buonismo o forzatura data da falsi sorrisi, ma è la donazione di serenità frutto dell’amore di Dio che riempie colui che realmente, con semplicità, ascolta quanto ci ha donato nelle Sacre Scritture;

-
disponibilità: quest’ultima è la virtù principe della Vergine Santa, Maria la Madre di Dio. Indica apertura, umiltà, disinteresse per se stessi e amore per Dio sopra ogni cosa e del prossimo. Dunque, non desertico masochismo, come taluni pensano, ma al contrario offerta amorevole con chi e per chi non ha, senza aspettare
 nulla in cambio.
B) I comportamenti programmatici da vivere per implorare la venuta del Signore Gesù nei nostri cuori, in quelli del nostro prossimo e del mondo intero sono:

-
preghiera personale (la c.d. preghiera silenziosa o del cuore), familiare (il Santo Rosario) e comunitaria (almeno la santa Messa Domenicale, preceduta dalla confessione, e per chi può quella quotidiana);

-
elemosina "economica", per chi non ha, attraverso donazioni, l’acquisto di generi alimentare e capi di abbigliamento; spirituale pregando per coloro che ci sono vicino, specie per quelli che ci odiano o ci hanno tradito, offeso, ingiuriato e/o calunniato, ma più in generale per tutti;

- il
digiuno alimentare togliendo ogni giorno qualcosa dalla tavola per donarlo o per semplicemente offrirlo a Dio come piccolo sacrificio personale. Per chi ha la possibilità meglio iniziare, gradualmente, il digiuno del mercoledì e del venerdì a pane e acqua come ci ha amorevolmente consigliato la Madonna di Medjugorje. Spirituale astenendosi da immagini, suoni, comportamenti, percezioni sensibili contrari alla fede in Dio, alla giustizia, alla purezza carnale, al fine di dare spazio a Colui che solo può riempire i nostri vuoti senza costrizioni e perdite di libertà a differenza di quanto i falsi miti della droga, di una sessualità smodata e sregolata (prima dei giusti tempi in relazione ed in preparazione al sacramento del matrimonio) del potere (in qualsiasi ambito ed a qualunque livello esso si eserciti, da quello familiare a quello istituzionale) ci insegnano.

In definitiva Gesù Cristo è l’unica Via, Verità e Vita, il quale ci ricorda premurosamente, come un medico fa verso il suo beneamato paziente affinché viva e non muoia: “
Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla” (Gv 14, 6. 15,5).

Auguro a tutti voi ed alle vostre famiglie un Santo Natale di pace, serenità interiore e gioia, e che Iddio Padre vi benedica e vi protegga sempre.

Preghiera per impetrare l’avvento di Gesù Cristo nostro Signore.
Vieni Signore Gesù

Vieni Signore Gesù, amante dell’umanità!
Mio tutto e mia liberazione.
Vieni nel mio cuore, sciogli i turbamenti,
le ansie, i dolori ed i legacci della mia vita.
Dissipa le tenebre dell’ignoranza verso di te mio Dio,
e verso il mio prossimo.
Donami un cuore limpido ed umile, perseverante nella fede,
lieto nella speranza e forte nella tribolazione.
Aumenta la mia carità, perché amando sempre più
e sempre meglio Te, mio tutto, possa sacrificarmi incondizionatamente
per il prossimo e così santificare la mia esistenza.
Vieni Signore Gesù, amante dell’umanità!
Amen.

1 Padre nostro
1 Ave Maria
1 Gloria al Padre

lunedì 18 novembre 2013

La terapia della preghiera: La Parola di Dio trasforma i "se" della tua vita.


La sacra Scrittura, dono di Dio Padre, ci permette di scorgere, nelle vicende del popolo di Israele prima, dei Profeti durante e di Cristo sulla Croce, l'amore, la vicinanza, il perdono e la volontà del Signore di sostare accanto ad ogni nostra difficoltà, preoccupazione, gioia e dolore.   

Sorretto da questa certezza, avendo sperimentato più e più volte l'intervento di Cristo nella mia esistenza, propongo a coloro che lo desiderano quella che viene chiamata: La “terapia” spirituale della preghiera. Essa non è una soluzione magica alle nostre richieste, né una pratica che ha una scadenza e che una volta soddisfatta va lasciata nel dimenticatoio. Dio, che è Padre, come tale desidera intessere con la sua amata e preziosissima umanità, una storia, una relazione costante, fatta di colloqui d'amore, di confidenziale e filiale comunicazione. Per fare ciò, per realizzare questo incontro, l'essere umano ha uno strumento unico, insostituibile quanto forte come la roccia, ma tenero come l'amore di una madre: la preghiera. Dunque, questa "terapia" ha alla base questo incontro che nell’orazione raggiunge il suo apice. Tale vetta ha la sola condizione di dover essere incessante, voluta, sentita, incarnata nelle viscere come una necessità impellente, inarrestabile, senza la quale la vita stessa smette di essere vita, per l'assenza dell'Essenza: Cristo Gesù morto e risorto al posto nostro. Egli, vero Uomo e vero Dio, non ha esitato un solo istante, innanzi ai nostri accusatori (in primis satana) a prendere il nostro posto. Noi eravamo già stati condannati, chiamati in giudizio! Per noi era già stata emessa la sentenza di morte. Il supplizio dei nostri carnefici era già stato preparato e l’umanità era già in cammino vero il patibolo dell’esecuzione. Nonostante ciò, la punizione si è arrestata; il boia delle nostre anime è stato abbattuto, arrestato, e vinto è stato costretto ad indietreggiare, giacché Colui che è Dio e non ha peccato in Sé, pur condividendo la nostra natura umana ha parlato, ha proclamato la sua arringa difensiva, ha giustificato sino all’ultimo dei suoi figli sostituendosi per ognuno di essi. Per fare ciò Cristo:

si è lascito iniquamente giudicare, lui che è il Sommo Giudice;

si è lascito condannare, Lui che è la Somma Misericordia;

si è lascito spogliare, Lui che ha rivestito ogni anima abbandonata ed emarginata,

si è lascito frustare, Lui che ha lenito, curato e coperto ogni nostra piaga, fisica, morale e spirituale;

si è lasciato coronare con un casco di spine, Lui che ha concesso ad ogni vivente di adagiarsi con il proprio capo sul suo petto;

si è lasciato caricare di un ruvido legno, Lui che ha sollevato ogni giogo pesante ed ingiusto presente sulla terra,

si è lascito inchiodare Lui che ha liberato dai chiodi della dannazione l’umanità intera.

Alla fine di questo doloroso percorso risalta, luminosa, splendente, regale e magnifica, la risurrezione, ed è ad essa, alla quale miriamo con questa che chiamiamo “terapia” della preghiera, che ci rivolgiamo partendo dalla parola di Dio.

Tuttavia, resti impresso nei nostri cuori che, la preghiera è e resta un incontro quotidiano che trova compimento nell’atteso e sospirato appuntamento domenicale: la santa Messa preceduto dalla festa della riconciliazione, la Confessione. Questi due momenti sono il più alto, unico, prezioso ed insostituibile colloquio con Dio Padre. Egli ci attende, ci desidera, vuole abbracciarci e continuare quel dialogo d’amore intrecciato con noi durante tutta la settimana affinché non si interrompa mai.

Auguro a tutti di non disattendere l’invito di Gesù Cristo ad una vita di preghiera costante, adornata dai gioielli della Santa Messa domenicale preceduta dal sacramento della Santa Confessione affinché si comprenda a quale sconfinata realtà d’amore eterno siamo stati destinati. Unico presupposto? Volerlo, desiderarlo, bramarlo con tutto il cuore. Gesù Cristo è, nel Tabernacolo, vivo, presente, reale ed attende sino all’ultimo respiro ognuno di noi.

In risposta a questa necessità di preghiera, sulla destra del blog è stata aggiunta una sezione dedicata alla preghiera per i vari stati in cui il nostro cuore si trova o potrà trovare in avvenire ed è intitolata: “La Parola di Dio trasforma i “se” della tua vita”.

Che Iddio accompagni tutti i vostri istanti di preghiera sincera e ricolma d’amore filiale.
 
 
IL GRIDO DEL SILENZIO
 
Muti, silenti, impercettibili,
gridano i silenzi della nostra anima…
… ferita, desolata ed afflitta giace lontano dagli occhi.
 
Chi vede tanto dolore?
Chi ascolta tanta assenza?
Chi riempie tanta solitudine?
 
Colui che non esitò ad aprire le braccia;
Colui che non dubitò un istante del suo amore per noi;
Colui che si lasciò perforare mani e piedi…
 
… è Lui la risposta alle grida del nostro silenzio: Cristo Gesù nostro Signore!

lunedì 21 ottobre 2013

Halloween: occultismo, spiritismo e satanismo mascherato. Attenzione! Contrastiamo l’azione del male con tre giorni di preghiera: 29-31 ottobre!


Perché Halloween è incompatibile con il Cristianesimo, la fede in Gesù Cristo ed un'equilibrata crescita spirituale? Un po’ di storia, legata ad una necessaria attualizzazione nella vita pratica, ci permetterà di comprendere quanto, a prima vista, sembra un’esasperazione tipicamente cristiana e/o di fanatici credenti. Al riguardo, affinché si fuga ogni dubbio di parzialismi fideistici, inserirò la testimonianza di una ex-satanista.  
Andando per ordine è bene sapere che Halloween è una festività che si celebra, principalmente, ma non solo, negli Stati Uniti la notte del 31 ottobre e rimanda a tradizioni antiche della cultura celtica e anglosassone. Elemento tipico della festa è la simbologia legata al mondo dell’occulto, tradotta sotto forma di immagini macabre tra cui le zucche intagliate.
Lo storico Nicholas Rogers, ricercando le origini di Halloween, nota che mentre "alcuni studiosi hanno rintracciato le sue origini nella festa romana dedicata a Pomona - dea dei frutti e dei semi - o nella festa dei morti chiamata Parentalia, Halloween è più tipicamente collegata alla festa celtica di Samhain, originariamente scritto Samuin (pronunciato sow-an o sow-in)". Il nome della festività, mantenuto storicamente dai Gaeli e dai Celti nell'arcipelago britannico, deriva dall'antico irlandese e significa approssimativamente "fine dell'estate".
 Secondo il calendario celtico in uso 2000 anni fa tra i popoli dell’Inghilterra, dell’Irlanda e della Francia settentrionale, l’anno nuovo iniziava il 1° novembre. Questo giorno coincideva con la fine della stagione calda, celebrata la notte del 31 ottobre con la festa di Samhain. Per un popolo essenzialmente agricolo come i Celti, l’arrivo dell’inverno era associato all’idea della morte e si credeva che gli spiriti esercitassero il loro potere sui raccolti dell’anno nuovo. La festa di Halloween è dunque legata allo spiritismo, palesemente contrario ai principi del Cristianesimo che si stava diffondendo nel nord Europa. Nel VIII secolo, Papa Gregorio III spostò la data di Ognissanti dal 13 maggio al 1° novembre facendola seguire dalla Commemorazione dei Defunti allo scopo di contrastare tale pratica esoterica. (la festa del 1° novembre divenne di precetto nell’840).
La parola Halloween è attestata la prima volta nel XVI secolo, e rappresenta una variante scozzese del nome completo All-Hallows-Even, cioè la notte prima di Ognissanti. Da qui si può notare lo scopo, tutto satanico ed anti-Cristo, di sbeffeggiare e contrapporre una festa pagana ed oscura a quella commemorativa della gloria di Dio esaltata dai Santi, uomini e donne d’ogni tempo che hanno fatto dell’ordinario quotidiano, uno straordinario mondo di carità, misericordia e servizio per amore di Gesù e del prossimo: nel dolore, nella malattia, nelle necessità, nel dubbio, nel lutto, nella fame, nelle carceri e così via.
Lo sviluppo di artefatti e simboli associati ad Halloween si è andato formando col passare del tempo. Ad esempio l'intaglio in tipiche zucche nelle quali si intagliano volti spaventosi, risale alla tradizione di scolpire delle rape e farne delle lanterne per ricordare le anime bloccate nel Purgatorio.
Il simbolismo di Halloween deriva da varie fonti, inclusi costumi nazionali, opere letterarie gotiche e horror, come i romanzi Frankenstein e Dracula, o film come “La mummia”.
Il simbolismo di Halloween include anche temi come la morte, il male, l'occulto o i mostri mitologici, ed il nero e arancione sono i colori tradizionali di questa festa.
Fare dolcetto o scherzetto è un'usanza di Halloween. I bambini vanno in costume di casa in casa chiedendo dolciumi come caramelle o qualche spicciolo con la domanda "Dolcetto o scherzetto?". La parola "scherzetto" è la traduzione dell'inglese "trick", una sorta di minaccia di fare danni ai padroni di casa o alla loro proprietà se non viene dato alcun dolcetto ("treat"). "Trick or treat" (dolcetto o scherzetto) in realtà significa anche "sacrificio o maledizione". È evidente, anche se può sembrare una innocente modalità di festeggiare un certo periodo dell’anno, che i danni a cui si allude non derivano certo dalle domande poste da anime innocenti come i bambini, ma il richiamo è legato alla sottomissione da parte di spiriti malefici ai quali o si obbedisce per terrore, tipica condizione dei sudditi di satana, o si ricevono “danni”, spirituali, fisici o alle cose. Non a caso oltre all’azione ordinaria della tentazione, a cui tutti siamo sottoposti, esiste: la vessazione diabolica, che è esteriore ed incide sul corpo senza renderlo schiavo (come la possessione), l’ossessione diabolica che opera sulla mente e l’infestazione che riguarda i luoghi (v’è anche la possessione diabolica, di cui sopra, che senza intaccare la libertà e l’integrità dell’anima che resta di Dio, agisce violentemente sul corpo generando disturbi che, in molti casi pur assomigliando a malattie ordinarie, non trovano soluzioni curative che risolvano tali disturbi. In casi più gravi genera perdita motoria del copro e vere e proprie dissociazioni spesso collegate a malattie psichiche, ma che tali non sono. Infine abbiamo la soggezione diabolica nella quale cadono coloro che hanno letteralmente venduto la loro anima al diavolo (i c.d. sacerdoti neri, o di satana) e sono sottomessi, anima e corpo, alle sue direttive ed ordini, e se non obbediscono ricevono punizioni corporali, spirituali, psichiche ed infine quella suprema (che prescinde o meno dall’obbedienza mostrata in vita) della perdizione dell’anima nell’abisso dell’inferno che, come stato e non luogo, è la disperazione massima dovuta alla consapevolezza della perdita della visione di Dio per l’eternità e la soggezione alle vessazioni diaboliche, di per se stesse indescrivibili quanto a dolore, disperazione, angoscia e terrore. 
Ritornando alla “tradizione” di Halloween, quella del travestirsi risale al Medio Evo e si rifà alla pratica tardo-medioevale dell'elemosina, quando la gente povera andava porta a porta ad Ognissanti (il 1º novembre) e riceveva cibo in cambio di preghiere per i loro morti il giorno della Commemorazione dei defunti (il 2 novembre).
Gli atteggiamenti cristiani verso Halloween sono diversi. Padre Gabriele Amorth, esorcista della diocesi di Roma, di fama mondiale, nominato dal Vaticano, ha eminentemente affermato che "Festeggiare la festa di Halloween è rendere un osanna al diavolo. Il quale, se adorato, anche soltanto per una notte, pensa di vantare dei diritti sulla persona". La chiesa protestante si pronuncia contraria a Halloween, e lo considera una festa non cristiana, la cui origine risale ai popoli celtici. Al giorno d’oggi, nel mondo intero, Halloween è la festa più importante dell’anno per i seguaci di Satana. In più il 31 ottobre è l’inizio del nuovo anno secondo il calendario delle streghe." Il "World Book Enciclopedia" afferma che è l’inizio di tutto ciò che è "cold, dark and dead": freddo, nero e morte.
In generale, dunque, il cristianesimo non approva Halloween e rigetta la festività, in quanto ritiene che il paganesimo, l'occulto e altre pratiche sono assolutamente incompatibili con il credo in Gesù Signore dell’Universo. La stessa Chiesa Cristiano-Cattolica sottolinea le origini ed il legame di Halloween con la magia, la stregoneria e il satanismo, per questo esso porta all'influsso occulto nella vita delle persone. L'esaltazione di Halloween è sulla paura, sulla morte, sugli spiriti, la stregoneria, la violenza, i demoni. E i bambini sono particolarmente influenzabili in questo campo. In conclusione i cristianesimo considera in generale Halloween come completamente contrario ed inconciliabile con la fede, essendo la celebrazione della notte delle streghe ritenuta contraria all’annunzio evangelico di Cristo.
In completa antitesi con la fede cattolica è il neopaganesimo celtico, il quale considera questo periodo come un tempo sacro. I ricostruzionisti del paganesimo ed altri che mantengono costumi ancestrali fanno offerte agli dei e agli antenati.
Da un punto di vita concreto, l’influsso demoniaco, forse non troppo visibile, si concretizza in quella tipica “distrazione di massa” della quale satana si bea di utilizzare per allontanare i figli di Dio dalla salvezza eterna. Una conferma, che non è tipicamente religiosa, ma tutta “laica”, dunque ancor più valida per chi non credesse, ci viene dalle famiglie. Se paragonato al carnevale, Halloween spesso non richiama simpatie dal punto di vista educativo. Il fatto di chiedere dolciumi "minacciando" scherzetti può lasciare perplessi molti genitori. Inoltre se i bambini si vestono da streghe e maghi, i più grandi sfruttano l'occasione per sfoggiare maschere da film dell'orrore, teste mozzate ecc. che poco hanno a che fare con la commemorazione dei defunti.
Inoltre viene visto come un fenomeno commerciale, che nel giro di pochissimi anni (a partire da 4-5 anni dopo il 2000) ha trasformato la tradizionale due giorni di commemorazione dei defunti e festa di tutti i santi tipiche del cattolicesimo in una festa "normale" in cui comprare nuovi giocattoli, maschere e trucchi per assumere un aspetto macabro. Tutto ciò se può assomigliare ad iniziative tipiche del liberismo economico, devastante negli ultimi anni, che fa di queste tradizioni strumenti per generare indotti economici spaventosi, in termini di volumi d’affari, sono esattamente i segni che dietro v’è la zampa di Lucifero (detto satana o diavolo). Egli si pone lo specifico obiettivo di distrarre gli uomini dal Padre Celeste, e fare del danaro e del sesso le due divinità a cui offrire la propria vita.
In definitiva fate attenzione a ciò che si traveste da agnello, ma che ha nel suo interno la voracità di un leone di attaccare e minare la salvezza dell'anima. "Che giova guadagnare all'uomo il mondo intero se poi perde l'anima" (dal Vangelo di San Marco, capitolo 8, versetto 36). San Pietro ci ammonisce: "Siate temperanti, vigiliate! Il nemico, il diavolo, come leone ruggente va in giro cercando chi divorare. Resistetegli saldi nella fede!" (parole tratte dalla prima lettera di San Pietro apostolo, capitolo 5, versetti 8-9). 
Segnalo la testimonianza di una ex-satanista che forse sarà più eloquente di ogni mia parola:
EX SATANISTA AVVERTE DEL PERICOLO HALLOWEEN!
ùUn quotidiano nazionale ha pubblicato la testimonianza di una donna che confessa di aver fatto un culto in una setta satanica e mette in guardia dai pericoli di celebrare Halloween o notte delle streghe.
Il quotidiano "El Norte", riporta le dichiarazioni di Cristina Kneer Vidal, ex occultista, ex satanista e spiritista di origine americana che vive a Hermosillo, Sonora, che si dice molto preoccupata del fatto che ogni 31 ottobre e decine di giovani e bambini vengono uccisi in tutto il Messico dalle sette sataniche.
Cristina Kneer Vidal ha chiesto alle famiglie di prendersi cura dei loro figli, nel paese vi sarebbero circa 1.500 "adoratori di Satana", che sono distribuiti principalmente in città come Guadalajara, Monterrey, Messico. Dice Cristina: "Non voglio spaventare nessuno, ognuno è libero di credere a quello che vuole, ma le mie parole devono essere prese in considerazione, almeno vi chiedo di ascoltarmi, ragionare e decidere ".
Secondo la Kneer, "migliaia di persone hanno inconsapevolmente adottato una pratica satanica [Halloween] e quindi stanno propiziando la crescita del satanismo in Messico, soprattutto nelle grandi città come Guadalajara e Monterrey.
Il quotidiano "El Norte" dice che Cristina Kneer ha trascorso molto tempo vicino al satanismo, ha incontrato il male e la cattiveria di molti satanisti con i quali viveva e dice: "Questi sono argomenti poco conosciuti, ho praticato la meditazione e ancora adesso me ne pento, sono arrivata a detestare Dio".
Secondo la Kneer il satanismo esiste in tutto il mondo e la sua pratica è antica quanto il culto a Dio. "Gli ambiziosi", ella nota, "hanno firmato un patto con il diavolo in cambio di ricchezza e di potere ed hanno offerto in cambio la loro anima". Dice Cristina Kneer: "'Essi pagano un prezzo terribile; non arriveranno mai ad avere la pace e inoltre sono puniti brutalmente anche dopo la loro morte" e avverte che "riconoscere un satanista è molto difficile perché sono politici, artisti, funzionari pubblici o commercianti che godono di prestigio" ma aggiunge "Ciò non significa che tutti i politici siano satanisti".
La Kneer sostiene, inoltre, che in date come quella di Halloween [31 ottobre], i satanisti fanno la "messa nera" e spiega che "la Messa è officiare nel campo o in edifici chiusi fortemente protetti e iniziare con l'evocazione di Satana che spesso non si presenta perché, a differenza di Dio, non può essere ovunque ". A metà della "messa", ella dice, sono macellati animali come gatti, cani, e quando la "messa" è molto importante, come Halloween, sono fatti sacrifici umani. Per la Kneer "preferibilmente vengono scelti i bambini perchè non hanno peccato e sono i preferiti da Dio; prima della macellazione sono violati a privati della loro purezza ".
Secondo la Kneer, oltraggiare o ferire un bambino dà il potere di Satana al satanista ed è un modo per prendersi gioco di Dio. Per la Kneer le celebrazioni sataniche, sono sempre tenuti in otto date diverse, anche se la più importante è la festa di Samhain o Halloween il 31 ottobre che celebra il nuovo anno satanico, spiega, "E' come il compleanno del Diavolo". "Le vittime", dice la Kneer, "sono state sacrificate, togliendo loro il cuore che viene consumato dai presenti, poi il corpo viene cremato e gettato in mare". Dice la Kneer, "Per i satanisti è molto facile sbarazzarsi dei corpi perché coloro che fanno la 'messa' nera sono molto importanti'.
Si avverte che nella notte di Halloween molti satanisti nascondono nei dolci e nella frutta che regalano ai bambini: coltelli, droghe, veleno o chiodi.
Attualmente, la Kneer e le altre donne che hanno partecipato a culti satanici hanno costituito un gruppo denominato SAL che mira a inviare ai satanisti un messaggio di speranza e la richiesta di non fare più danni. Dice la Kneer: "Ogni satanista che legge queste informazioni e desidera rifiutare o abbandonare satanismo può con l'aiuto di Dio, come abbiamo fatto, noi'.
 
Preghiera in riparazione alle profanazioni eucaristiche, delle messe nere e contro ogni offerta satanica.
 
Oh Signore Padre Santo, Dio misericordioso ed eterno, per l'intercessione di Maria sempre Vergine, della dolcezza e bontà del suo Cuore Immacolato ed Addolorato, per lo scempio del Corpo e Sangue di Gesù Cristo, per i rituali contro l'innocenza di tanti bambini offerti al maligno, per l'infedeltà ed il male che alcuni dei tuoi figli, che non hanno ancora conosciuto il tuo amore, procurano all'umanità con le pratiche sataniche: PERDONO E MISERICORDIA!
 
San Michele Arcangelo, difendici dalle insidie e dalla malvagità del demonio; sii nostro aiuto!
 
San Giuseppe, Angeli e Santi tutti di Dio pregate per noi. Amen!
 
1 Padre nostro
1 Ave Maria
1 Gloria al Padre