Del
perché sia così difficile ascendere a Dio Padre, non può e non deve partire da una
considerazione tutta umana. Essa, difatti, condurrebbe nient’altro che alla superbia
e alla perdizione eterna, sul satanico convincimento dell’equivalenza per la
quale: non ci si può santificare perché l’uomo da solo non ne è in grado, ergo,
meglio peccare! E la grazia santificante? Da chi proviene? E l’Altissimo dov’è?
Qual è lo spazio dell’Oggetto amato affinché lavori con l’anima alla sua
elevazione? Chi fa a meno di Dio, fa a meno di se stesso. Chi non si lascia
amare dal Signore, rinuncia alla sua creaturalità, alla sua essenzialità, alla
propria presenzialità: ad essere un uomo! È bene e doveroso convincersi che è Cristo
Gesù che ci ha amati per primo ed è dalla Fonte dell’amore che si apprende come
amare. Il letto della fonte? La Santa Croce! Il mare in cui esso sfocia? La
santa Madre Chiesa! Gli esseri viventi a cui è destinato questo mare in piena
d’amore santificante? Gli esseri umani! lunedì 3 settembre 2012
Il processo di rinnegamento per salire i gradi della santità
Del
perché sia così difficile ascendere a Dio Padre, non può e non deve partire da una
considerazione tutta umana. Essa, difatti, condurrebbe nient’altro che alla superbia
e alla perdizione eterna, sul satanico convincimento dell’equivalenza per la
quale: non ci si può santificare perché l’uomo da solo non ne è in grado, ergo,
meglio peccare! E la grazia santificante? Da chi proviene? E l’Altissimo dov’è?
Qual è lo spazio dell’Oggetto amato affinché lavori con l’anima alla sua
elevazione? Chi fa a meno di Dio, fa a meno di se stesso. Chi non si lascia
amare dal Signore, rinuncia alla sua creaturalità, alla sua essenzialità, alla
propria presenzialità: ad essere un uomo! È bene e doveroso convincersi che è Cristo
Gesù che ci ha amati per primo ed è dalla Fonte dell’amore che si apprende come
amare. Il letto della fonte? La Santa Croce! Il mare in cui esso sfocia? La
santa Madre Chiesa! Gli esseri viventi a cui è destinato questo mare in piena
d’amore santificante? Gli esseri umani!
Può
sconvolgere la mente ed il cuore una certa consapevolezza che a mio avviso
l’uomo cela a se stesso in ragione di questo timore, ovvero: ammettere che Dio
ama ogni essere con unicità premurosa e zelante, ma soprattutto con unicità.
Nella maniera più bassa e rozza, umanamente parlando, è possibile affermare che
Iddio è santamente geloso, al grado più perfetto e positivo immaginabile. Egli
ha spasmodicamente, visceralmente, carnalmente, spiritualmente, mentalmente
necessità di ogni uomo. Non è possibile fare esperienza di Dio se non ci si sofferma
su questo evento: Gesù ama alla follia tutti, dove la follia è La Santa Croce!
Si esamini la propria vita, si scorga l’episodio in cui si pesi di aver amato
come non mai una persona, lo si riporti alla mente ed al cuore, lo si riviva
interamente, anche sino alle lacrime se necessario, anche se è un lutto, non lo
si lasci frenare, anzi vi si dia seguito sino allo sfinimento nell’amore
profuso per quell’essere benedetto e si avrà solo una pallidissima, insignificante,
riduttiva, superficiale idea di come Cristo Gesù ama singolarmente, unicamente,
personalmente ogni uomo. Ben poteva, dunque, Sant’Agostino, affermare, senza
che vi si cadesse in fraintendimenti: “Ama
e fa ciò che vuoi”. Quale il motivo? La ragione risiede in questo breve
assioma: l’amore presuppone il Giudizio iniquo e violento dei fratelli
bugiardi, il Mantello regale, sangue – purpureo, della flagellazione, lo
Scettro ligneo e brutale dei falsi adoratori, la Corona del martirio di pungentissime
spine, la gloriosa Camminata tra i figli amati sul Monte delle cadute, il Letto
durissimo, ruvido e scarnificante della Santa Croce. In sostanza: è possibile
amare e far ciò che si crede se si è prima morti a se stessi rinunciando alla
propria vita sino allo spargimento dell’ultima goccia del proprio sangue per amore
di Dio e del prossimo.
È,
dunque, questo il motivo per cui fa paura ammettere che Dio ci ama in Cristo
Gesù suo Figlio e nostro Signore, perché siamo consapevoli che per amare
realmente saremmo obbligati, per non cadere in contraddizione rispetto a ciò
che professiamo, ad amare come Lui ci ha amati, cioè: sino alla morte!
Fatto
questo doveroso posizionamento dell’Amore (Dio Padre) nell’amato (l’essere
umano), è possibile cercare di capire perché amare è così complesso nell’ascendere
i gradi della santità, mentre è così facile e rapido cadere nel peccato e nella
morte eterna. Al riguardo può essere esplicativo un esempio attinente
all’alimentazione. L’assillo è: per quale ragione aumentare di peso è così
semplice, ma non è altrettanto facile perderlo, tranne in rarissimi casi? La
risposa è semplice. Il nostro corpo è fatto per conservare, per accumulare
scorte, per auto – curarsi, per avere dentro di se quanto più è possibile per espandersi
e crescere. In una sola parola? L’organismo vuole vivere per non morire! Tuttavia,
esso deve essere regolato, educato e se così non avviene questa naturale
tendenza a sommare sostanze nutrienti, si rovescia a sfavore dell’organismo stesso
che non riuscendo più a smaltire gli eccessi si avvelena da se stesso, dal
proprio interno, morendo. Qual è il motivo primario? La ragione risiede nel
fatto che l’accumulo non ordinato, falsa la naturale capacità organica nel
discernere tra ciò che serve e ciò che non serve, ed il fisico istruito ad
avere solo eccessi e mai il giusto, o talvolta un salutare difetto di sostanze,
divine auto – distruttivo. Il sistema di equilibratura di quanto serve realmente
si blocca, e da che la sua istruzione primaria era quella di generare vita, ora
è divenuto quello di generare, anche inconsapevolmente, morte. Da questo
processo egoistico ed auto – incentrato, si comprenderà, benissimo, che nel
momento in cui incominciamo a sottrarre l’eccesso il corpo si rifiuta, nella
veste della mente, poiché nell’eccesso costante tutto l’organismo aveva trovato
la modalità per risolvere ogni istanza, necessità e richiesta, sia fisica, che
psichica, e se il dimagrimento non avviene in maniera graduale ciò comporterà
un riacquisto del peso perduto, maggiorato di quanto si è disarmonicamente
sottratto al corpo e una fastidiosa irritabilità nei riguardi della vita dovuta
al fatto che: se non si mangia ci si sente nervosi, se, al contrario, si
continuasse ad ingerire più del dovuto ugualmente ci si sentirebbe nervosi per
non essere stati in grado di perdere peso e/o aver saputo rispettare il
programma alimentare. In proposito le rare eccezioni alimentari di chi non ha
bisogno di regolarsi perché non soffre possibili aumenti, non significa che non
abbia necessità di disciplina alimentare giacché potrebbero nel tempo rovinare all’interno
il suo organismo.
Nella stessa ed identica
modalità funziona la vita dello spirito. La naturale tendenza alla santità è
stata interrotta dal peccato. Ciò nonostante l’uomo è stato comunque messo in
grado di riacquistare la vita eterna per mezzo dell’elezione a figli in Cristo
Gesù nostro Signore. Ma cosa accade se ci si lascia per troppo tempo alle
spalle la cura dell’anima facendola cibare solo del peccato e non del Pane di
vita eterna, ovvero l’Eucaristia preparandosi adeguatamente con la Santa Confessione?
Che come la veste carnale fatica a dimagrire, così l’uomo avvezzo a lasciarsi
andare ad ogni desiderio impuro, di mente e di corpo, ed essendo stato educato,
dallo stato di peccato, a non privarsi mai di nulla, anzi ad abbondare quanto
alle nefandezze spirituali ed umane, nel momento in cui si decide per la vita e
non per la morte dell’anima sottraendo il tanfo orrendo del peccato, avviene la
ribellione. L’aggravante? Satana desidera la nostra morte ed a spada tratta
difende la sete d’anime da distruggere e, con ogni mezzo, cercherà di
risucchiare il penitente verso i suoi antichi percorsi di morte! La soluzione è
educare, sin da quando si è adolescenti, l’anima e il corpo alla scuola del
Vangelo, dei Sacramenti (Confessione e Comunione) e delle opere di carità,
perché nel momento in cui ci si trovi a gustare dei bene umani e spirituali il
Signore ci doni l’equilibrio e la sapienza per godere santamente di essi.
Perché tutto torni alla maggiore gloria di Dio, del bene delle anime e della
propria santificazione.
giovedì 2 agosto 2012
IL PERDONO DI ASSISI
COME OTTENERE L’INDULGENZA PLENARIA DEL PERDONO DI
ASSISI
(Per sé o per i
defunti)
Dal mezzogiorno
del primo agosto
alla mezzanotte
del giorno seguente (2 agosto),
si può lucrare
una volta sola l’indulgenza plenaria.
CONDIZIONI
RICHIESTE:
1 - Visita, entro il tempo
prescritto, a una Chiesa Cattedrale o parrocchiale o francescana e recita del
“Padre Nostro” (per riaffermare la propria dignità di figli di Dio, ricevuta nel
Battesimo) e del “Credo” (con cui si rinnova la propria Professione di
Fede).
2 - Confessione Sacramentale per
essere in Grazia di Dio (negli otto giorni precedenti o
seguenti).
3 - Partecipazione alla Santa
Messa e Comunione Eucaristica.
4 - Una preghiera secondo le
intenzioni del Papa (almeno un Padre
Nostro e un’Ave Maria) per
riaffermare la propria appartenenza alla Chiesa, il cui fondamento e centro
visibile di unità è il Romano Pontefice.
5 - Disposizione d’animo che
escluda ogni affetto al peccato, anche veniale.
Le condizioni di cui ai numeri 2,
3 e 4 possono essere adempiute anche nei giorni precedenti o seguenti quello in
cui si visita la
Chiesa ; tuttavia è conveniente che la Santa Comunione e
la preghiera secondo le intenzioni del Papa siano fatte nello stesso giorno in
cui si compie la visita.
L’INDULGENZA: che cosa è?
I peccati non solo distruggono o
feriscono la comunione con Dio, ma compromettono anche l’equilibrio interiore
della persona e il suo ordinato rapporto con le creature. Per un risanamento
totale, non occorrono solo il pentimento e la remissione delle colpe, ma anche una riparazione del disordine
provocato, che di solito continua a sussistere.
In questo impegno di purificazione
il penitente non è isolato. Si trova inserito in un mistero di solidarietà, per
cui la santità di Cristo e dei Santi giova anche a lui. Dio gli comunica le
Grazie da altri meritate con l’immenso valore della loro esistenza, per rendere
più rapida ed efficace la sua riparazione.
(C.E.I. - Catechismo degli adulti,
n. 710)
COME SAN FRANCESCO CHIESE ED OTTENNE
L’INDULGENZA DEL PERDONO
Una notte dell’anno del Signore
1216, Frate Francesco era immerso nella preghiera e nella contemplazione nella
chiesetta della Porziuncola, quando improvvisamente dilagò nella chiesina una
vivissima luce e Frate Francesco vide sopra l’altare il Cristo rivestito di luce
e alla sua destra la sua Madre Santissima, circondati da una moltitudine di
Angeli. Frate Francesco adorò in silenzio con la faccia a terra il suo Signore!
Gli chiesero allora che cosa
desiderasse per la salvezza delle anime. La risposta di Frate Francesco fu
immediata: “Signore, benché io sia misero
e peccatore, Ti prego che a tutti quanti, pentiti e confessati, verranno a
visitare questa Chiesa, conceda ampio e generoso perdono, con una completa
remissione di tutte le colpe”.
“Quello che tu chiedi, o Frate Francesco, è grande
-gli disse il Signore-, ma di maggiori cose sei degno e di
maggiori ne avrai. Accolgo quindi la tua preghiera, ma a patto che tu domandi al
mio Vicario in terra, da parte mia, questa
indulgenza”.
E Francesco si presentò subito al
Pontefice Onorio III che in quei giorni si trovava a Perugia e con candore gli
raccontò la visione avuta. Il Papa lo ascoltò con attenzione e dopo qualche
difficoltà dette la sua approvazione. Poi disse: “Per quanti anni vuoi questa
indulgenza?”. Frate Francesco scattando rispose: “Padre Santo, non domando anni, ma
anime”. E felice si avviò verso la porta, ma il Pontefice lo chiamò: “Come, non vuoi nessun documento?”. E
Frate Francesco: “Santo Padre, a me basta
la vostra parola! Se questa indulgenza è opera di Dio, Egli penserà a
manifestare l’opera sua; io non ho bisogno di alcun documento: questa carta deve
essere
E qualche giorno più tardi,
insieme ai Vescovi dell’Umbria, al popolo convenuto alla Porziuncola, disse tra
le lacrime: “Fratelli miei, voglio
mandarvi tutti in Paradiso!”.
venerdì 27 luglio 2012
L'uomo che pregava in silenzio
Una volta un
sacerdote stava camminando in chiesa, verso mezzogiorno, passando dall'altare
decise di fermarsi lì vicino per vedere chi era venuto a pregare. In quel
momento si aprì la porta, il sacerdote inarcò il sopracciglio vedendo un uomo
che si avvicinava; l'uomo aveva la barba lunga di parecchi giorni, indossava
una camicia consunta, aveva una giacca vecchia i cui bordi avevano iniziato a
disfarsi. L'uomo si inginocchiò, abbassò la testa, quindi si alzò e uscì. Nei
giorni seguenti lo stesso uomo, sempre a mezzogiorno, tornava in chiesa con una
valigia... si inginocchiava brevemente e quindi usciva. Il sacerdote, un po' spaventato, iniziò a sospettare che si trattasse di un ladro, quindi un giorno si mise davanti alla porta della chiesa e quando l'uomo stava per uscire dalla chiesa gli chiese: "Che fai qui?". L'uomo gli rispose che lavorava nella zona e aveva mezz'ora libera per il pranzo e approfittava di questo momento per pregare, "Rimango solo un momento, sai, perché la fabbrica è un po' lontana, quindi mi inginocchio e dico: "Signore, sono venuto nuovamente per dirTi quanto mi hai reso felice quando mi hai liberato dai miei peccati... non so pregare molto bene, però Ti penso tutti i giorni... Beh Gesù... qui c'è Jim a rapporto".
Il padre si sentì uno stupido, disse a Jim che andava bene, che era il benvenuto in chiesa quando voleva. Il sacerdote si inginocchiò davanti all'altare, si sentì riempire il cuore dal grande calore dell'amore e incontrò Gesù. Mentre le lacrime scendevano sulle sue guance, nel suo cuore ripeteva la preghiera di Jim: "Sono venuto solo per dirti, Signore, quanto sono felice da quando ti ho incontrato attraverso i miei simili e mi hai liberato dai miei peccati... non so molto bene come pregare, però penso a te tutti i giorni... beh, Gesù... eccomi a rapporto!".
8 luglio, 2012 - Nuovo studio: la Sindone è vera, miracolo in linea con la fisica
Nel novembre 2011 il fisico e dirigente di ricerca presso l’ENEA di
Frascati, Paolo Di Lazzaro, ha presentato in anteprima uno
studio scientifico svolto sulla Sacra Sindone, concentratosi
sulla formazione dell’immagine. La conclusione è stata la presa di coscienza
che oggi la scienza non è in grado di spiegare come si sia
formata l’immagine corporea sulla Sindone, facendo diventare dunque non
ragionevole l’ipotesi di un falsario medioevale. Soltanto utilizzando
la luce UV e VUV di un laser eccimero impulsato della durata di alcuni
miliardesimi di secondo, si è potuto colorare il lino in modo similsindonico.
In questi giorni è stato pubblicato un altro studio,
realizzato dal dott. Giuseppe Baldacchini, fisico e già
dirigente presso il Centro di Ricerca ENEA di Frascati. Egli ha riconosciuto
che «accurati studi condotti con il metodo scientifico hanno dimostrato
oltre ogni ragionevole dubbio che non si tratta di un falso,
ed inoltre l’ipotesi più accreditata chiama in causa un processo energetico
radiante compatibile con la Resurrezione». Nell’introduzione si è
soffermato sulla storia delle religioni, evidenziando come «il
Cristianesimo è alla base della nascita della
civiltà occidentale e del metodo scientifico». Se non vi sono prove per
capire quale delle tante religioni sia quella vera, «la Sindone di Torino può
dare una risposta a questo quesito, ed è singolare il fatto
che le prove che lo dimostrano vengano dalla Scienza che spesso è contrapposta
alla Religione, mentre non c’è confitto tra
queste due categorie mentali dell’uomo». Il dott. Baldacchini ha quindi
riflettuto sul fatto che «numerosi studiosi hanno messo in
dubbio la validità delle misure con il 14C perché i campioni
utilizzati per la misura non erano rappresentativi della Sindone e/o sono stati
contaminati», una datazione molto probabilmente pilotata come ha
mostrato un recente documentario.
Nella prima parte dello studio è stata confutata la tesi secondo cui la
Sindone sarebbe un’opera artistica, in quanto «negli
ultimi decenni è stato scoperto che l’immagine corporea non è un disegno o una
pittura eseguita con tecniche conosciute, e alcune macchie rossastre sono state
causate da sangue umano». La Sindone, altrimenti, sarebbe stata «realizzata
dal più geniale falsario mai apparso sulla
Terra e ancora oggi sconosciuto», il quale avrebbe dovuto conoscere «alcune
tecnologie o informazioni prima della loro invenzione e divulgazione [...] non
poteva essere a conoscenza di scoperte moderne sia perché le
tecniche a disposizione a quel tempo non permettevano di eseguire una simile
opera dal punto di vista macroscopico e microscopico». Ma chi sostiene
questa tesi, assume una posizione irragionevole, in quanto:
1) L’immagine corporea della Sindone è un falso
negativo: tecnologia scoperta ed utilizzata nella fotografia solo nel 1850.2)
I chiodi sono infissi nei polsi dell’uomo della Sindone: ma in
tutte le rappresentazioni antiche della crocifissione i chiodi sono piantati
nelle mani, anche se in questo modo il corpo non poteva rimanere appeso in
croce. L’ipotetico falsario medioevale non poteva saperlo o comunque non
avrebbe avuto motivi per contraddire le rappresentazioni della
tradizione, rischiando così di dare adito a sospetti.3)
L’immagine della gamba sinistra è più corta della destra: una
conseguenza del metodo di inchiodatura dei piedi e della rigidità cadaverica
repentina, due aspetti sconosciuti nel Medioevo, essendo statiscoperti
solo in tempi recenti.4) Sul lato destro della cassa
toracica c’è una grande macchia di sangue e siero: nessun
ipotetico falsario medievale poteva sapere che ciò è una conseguenza della
morte istantanea per rottura della parete del cuore, una scoperta
recente della medicina.5) Le macchie di sangue sono
nette e sotto di esse non c’è immagine corporea: queste
caratteristiche sono incompatibili con un’opera artistica.6)
Ci sono numerose macchie di sangue sulla fronte e sulla calotta cranica:
la rappresentazione tradizionale di Gesù è sempre stata con una corona di spine
mentre le ferite sulla Sindone presuppongono un casco di spine, un fatto
sconosciuto fino a tempi recenti. Nessun falsario, ancora una volta,
avrebbe avuto motivi per contraddire di punto in bianco la
rappresentazione tradizionale.7) L’immagine corporea è
assente in alcuni punti quali la parte destra della faccia e della
fronte e altre parti del corpo: solo recentemente se ne è
spiegata la ragione che è collegata alle formalità rituali della sepoltura.8)
L’immagine corporea contiene informazioni tridimensionali: i
dipinti e le foto sono generalmente piatti e, a parte le difficoltà tecniche di
riproduzione, non si spiegano i motivi che possono aver
indotto l’ipotetico falsario a creare un simile effetto, inutile e sconosciuto
nella storia dell’arte.9) L’immagine corporea è estremamente
superficiale e consiste di fibrille colorate giallo-seppia che
risultano ossidate e disidratate: per le tecniche chimiche e fisiche antiche
conosciute non sarebbe stato possibile, mentre esiste una
tecnica optoelettronica moderna compatibile.
Si deduce, dunque, che «la Sindone non è un falso
e tanto meno medievale, ed ha contenuto realmente il corpo morto di un uomo
crocifisso in tempi antichi».
L’altra ipotesi è che la Sindone abbia contenuto un corpo di uno
sconosciuto, non quello di Gesù, anch’esso crocifisso nello stesso
modo più o meno alla stessa epoca. Una tesi ancora una volta irragionevole,
perché:
1) Il lenzuolo funebre utilizzato per avvolgere il cadavere
era pregiato e costoso: simili lini venivano utilizzati in
Israele solo per persone di rango reale e/o posizione sociale elevata, ed in
questo caso la storia ne avrebbe parlato.2)
L’uomo della Sindone è stato fustigato metodicamente su tutta
la superficie del corpo: ci sono segni evidenti di flagello romano in numero
così elevato che, a parte i Vangeli, nessun documento storico
li ha mai riportati per qualsiasi altro condannato.3) L’uomo
della Sindone è stato incoronato con una corona/casco di
spine: ci sono segni evidenti delle ferite delle spine e non si
conoscono storicamente altre crocifissioni avvenute con questa
aggiunta singolare.4) Il costato è stato trafitto da
una lancia: c’è una vistosa macchia di sangue e siero nel fianco
destro dell’uomo causata da una ferita da lancia, un fatto piuttosto
irrituale.5) Le gambe dell’uomo della Sindone sono
integre, mentre quelle dei condannati alla crocifissionevenivano
generalmente rotte per affrettarne la morte, che sarebbe avvenuta solo
molto più tardi per soffocamento.6) La Sindone non contiene
tracce di liquidi e gas putrescenti: questi segni sono
prodotti dopo circa 40 ore dalla morte, e quindi il corpo non c’era già più
prima di allora ma non troppo prima, per via delle macchie di sangue che hanno
richiesto del tempo per formarsi per la liquefazione del sangue già coagulato,
processo di emolisi.7) Il corpo non è stato rimosso
manualmente: non ci sono tracce di trascinamento in corrispondenza delle
macchie di sangue.
Secondo l’ipotesi del falso, si dovrebbe supporre che «un’altra persona
sia stata sottoposta alla stesse torture del Gesù descritto dai Vangeli,
tenendo conto però che nessuno all’epoca conosceva le
conseguenze di tali azioni, e che sarebbe stato praticamente
impossibile riprodurre le stesse condizioni temporali e
spaziali». La spiegazione più logica è che «la Sindone è
stata realmente il lenzuolo utilizzato per coprire il cadavere
di Gesù circa 2.000 anni fa, dopo essere stato flagellato e crocifisso in una
città della Galilea chiamata Gerusalemme, come è stato descritto nei Vangeli
canonici».
Rispetto alle ipotesi scientifiche sulla formazione dell’immagine,
«quella della esplosione di energia radiante (REB) è la più credibile
attualmente, e la sua variante AMA (annichilazione materia-antimateria) risolve
alcune difficoltà non altrimenti superabili». Attualmente, «l’unico
modo di spiegare la Sindone nella sua interezza è che l’uomo descritto dai
Vangeli come Gesù Cristo abbia subito un processo di
annichilazione quando era cadavere e avvolto nella Sindone».
Baldacchini riflette che «se la Resurrezione è realmente avvenuta allora,
secondo la mia opinione, deve anche essere stato come per la creazione
dell’universo. Infatti l’inizio del Big Bang può essere considerato un evento
casuale (dagli agnostici) o sovrannaturale (dai credenti), ma il suo sviluppo è
sicuramente avvenuto seguendo le leggi della Fisica,
che molto probabilmente sono nate come le conosciamo oggi nel momento stesso
del Big Bang. Quindi anche alla Resurrezione si può applicare lo stesso modello
di una causa iniziale casuale o sovrannaturale, seguita poi da eventi spiegabili
con le leggi della Fisica».
In conclusione, il fisico dell’ENEA ha affermato: «la Sindone di Torino
è un testimonio muto della
Resurrezione di Gesù Cristo, che quindi è realmente il figlio
di Dio come più volte egli stesso ha asserito personalmente. Ma allora anche
quello che ha detto, e che in parte ci è stato tramandato nei Vangeli e dalla
tradizione della Chiesa, sulla vita e sulla morte è importante per noi».
UCCR
sabato 7 luglio 2012
Beato Giovanni Paolo II: "Ratzinger, lo volli come colonna della Chiesa"
"Ricordo, in particolare, l'allora giovanissimo professor Ratzinger. Accompagnava al Concilio il cardinale Joseph Frings, arcivescovo di Colonia, in qualità di esperto di teologia. Fu successivamente nominato arcivescovo di Monaco da papa Paolo VI, che lo creò cardinale, e partecipò al Conclave che mi affidò il ministero petrino. Quando morì il cardinale Franjo Seper, gli chiesi di succedergli nell'incarico di prefetto della Congregazione per la dottrina della fede. Lo volli come colonna della Chiesa. Rendo grazie a Dio per la presenza e l'aiuto del cardinale Ratzinger, che è un amico fidato". Beato Giovanni Paolo II, dal libro "Alzatevi, andiamo!"
domenica 1 luglio 2012
Estate: tempo di relax e preghiera!
In questi giorni mi è capitato di leggere, da un quotidiano on line, un
articolo riguardante l’inizio della stagione estiva che, riportato nelle sue
parti essenziali, afferma testualmente (per la versione integrale v.http://www.tgcom.mediaset.it/perlei/articoli/1014259/estate-vacanze-e-sesso-sicuro.shtml ): <<Estate, mare, corpi svestiti e tanta
voglia di amore. Fin qui tutto bene: attenzione però che il periodo delle
vacanze è anche quello in cui più si rischia di incappare in una gravidanza
indesiderata o di contrarre malattie sessualmente trasmissibili.
Particolarmente a rischio sono giovani e giovanissimi: per questo è nata una
guida al sesso sicuro pensata in particolare per loro. I rischi legato agli
"amori estivi" sono più comuni soprattutto tra i giovani tra i 15 e
19 anni (…). A loro è quindi dedicata la guida "TravelSex! Contraccezione
e prevenzione in viaggio",(…) facilmente reperibile in libreria. Si tratta
di un volume pensato per i ragazzi in procinto di partire per le località di
vacanza in Italia o all'estero e contiene una sezione generale su metodi
contraccettivi e salute sessuale, seguita da indicazioni utili, dall'indirizzo
dei consultori familiari in Italia alle caratteristiche del panorama culturale
sanitario e sociale di ogni paese straniero in materia di sessualità.>>
Bene! Quest’articolo seppur, ne sono certo, sorretto da positive
intenzioni educative, fallisce nella sua complessità perché è, a mio avviso,
scorretto il punto di vista da cui parte. L’azione pedagogica, per evitare che
si possano generare tragiche conseguenze, e questo vale in tutti gli ambiti non
solo nella sfera della sessualità, non può e soprattutto non deve puntare a
risolvere le conseguenze dell’azione diseducata ma deve agire per correggere
ciò che genera la stessa scelta errata. Un esempio? Non basta combattere la
febbre, ma occorre individuarne la causa scatenate e curarla! Ancora: Ghandi
sosteneva che non ci si poteva limitare a sfamare coloro che vivevano nella
povertà, ma era necessario metterli nella condizione di procurarsi
autonomamente il necessario per sopravvivere. Ecco! È questa la misura della
crescita umana: imparare ad avere gli strumenti per discernere ciò che bene da
ciò che è male. Se, come le statistiche rilevano, ormai la sessualità si sta
spingendo a ridosso dell’età puberale (che inizia ad 11 anni per le femmine ed
a 13 anni per i maschi con una linea di confine che non supera i 15 anni) non serve
a nulla ed è altrettanto diseducativo, quanto non parlarne, una “guida”, tra le
altre cose dal nome sconveniente (TravelSex, che tra le sue molteplici
traduzioni può significare: sesso in viaggio, viaggio erotico, ecc..), che
ri-cito testualmente: “…contiene una sezione generale su metodi
contraccettivi e salute sessuale, seguita da indicazioni utili, dall'indirizzo
dei consultori familiari in Italia alle caratteristiche del panorama culturale
sanitario e sociale di ogni paese straniero in materia di sessualità”. Attenzione!!! Contiene: “…caratteristiche del panorama culturale
sanitario e sociale di ogni paese straniero in materia di sessualità”.
Chi non conosce il turismo sessuale? Penso, purtroppo, ormai tutti. Il che
equivale a dire che invece di educare su cosa sia l’unione, e la sua sacralità
innanzi al Signore, di due corpi, tra due persone (esseri viventi e non pezzi di carne!) che si amano, ed
approfondire il senso della donazione reciproca come vicendevole offerta, ma
anche come impegno del mutuo rispetto, questa, chiamiamola ancora “guida”, si
limita a dare consigli su come svolgere attività sessuali secondo gli usi e i
costumi del posto in cui ci si reca per “distrarsi” e cercare di evitare quella
casa di tolleranza al posto di quell’altra, ma… in modo sicuro, ovviamente,
come se per ricaricare le batterie di un anno lavorativo il sesso sia l’unica
possibilità ed aspirazione!!!
Non sono certo qui per aumentare fiumi di polemiche, ma non posso fare a meno di notare questo grossolano impoverimento della concezione dell’essere uomo. Filosofi, antropologi, Santi, e Dio stesso in millenni di vita hanno cercato di esaltare l’essenza dell’essere vivente desiderando disperatamente di trovare le ragioni di massacri e genocidi intollerabili. E si rifletta su questo: insegnare a milioni di esseri come gettare la propria individualità in nome di una concezione orrendamente quanto bassamente progressista, non è forse rendersi responsabili della morte spirituale, morale e fisica di coloro che sono fatti a immagine e somiglianza di Dio? E non guidare coloro che ci sono stati affidati (dai figli, passando per gli alunni delle scuole sino ad arrivare a tutta la società costituita) per la loro cura materiale, intellettuale e spirituale non grida contro gli insegnamenti, di puro amore, di Cristo Gesù il quale ci ha ammoniti testualmente ricordandoci: “Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare”(Mc 9, 42).
Detto questo, di certo
l'estate è un tempo importante e necessario per ritrovare energie sufficienti
per ricominciare le svariate attività, ma: non potrebbe anche diventare il
tempo per meditare e riflettere sul rapporto con Dio, il prossimo e se stessi?
Chi ha mai sostenuto che ritrovare un equilibrio spirituale debba
necessariamente essere in controtendenza con il sano divertimento? Per attuare
un simile progetto basta coniugare un fecondo silenzio introspettivo,
raggiungibile, ad esempio, nelle varie mete francescane site soprattutto in
Toscana e nella provincia di Arezzo, e volendo nuovamente esemplificare, presso
"Le Celle" di Cortona, posto privilegiato dal Santo di Assisi,
Francesco, ma anche, semplicemente chiedendo informazioni al proprio parroco o
in qualsiasi chiesa se non ci si volesse spostare necessariamente in Toscana.
L’importante è cercare di incontrare Cristo ed il silenzio della preghiera è il
“luogo” privilegiato affinché si incrocino Maestro e discepolo, Creatore e
creatura, Amante, e amato. Si legge nel Vangelo di Matteo al cap. 14, versetto
13: "Gesù partì di là su una barca e si ritirò in un luogo deserto, in
disparte (a pregare n.d.r.)": A quest’azione meditativa, poi è
possibile aggiungere salutari escursioni e/o visite ai centri storici senza
dover necessariamente rinunciare a mete turistiche più note. L’importante è
coniugare le due cose e se possibile dare spazio ad entrambe con la
consapevolezza che con Dio, importante non è la quantità ma la qualità del
tempo che a Lui dedichiamo
Auguro a tutti una sana e costruttiva estate; che
possa essere per molti l’inizio di un rinnovato rapporto con Dio Padre e il
Figlio suo Gesù Cristo per mezzo dell’azione dello Spirito Santo e
l’intercessione della Vergine Maria, Madre di Dio
Auguri!
Luglio - Mese del Preziossissimo sangue di Gesù Cristo
Nel mese di Luglio la Santa Chiesa festeggia ed inneggia, durante tutto il mese, al "nettare" di vita eterna:
il Preziosissimo Sangue di nostro Signore Gesù Cristo. Teologicamente parlando
è ciò che ha concesso la redenzione a tutto il genere umano. Difatti, è dalla
nascita di Cristo che ogni goccia del suo sangue è servita a sottrarre le
nostre anime dalla morte eterna: l'inferno. Dalla circoncisione, passando alla
sudorazione di sangue nell’Orto degli Ulivi, sino all'apertura del costato dal
quale la fuoriuscita assieme all'acqua hanno simboleggiato l'istituzione dei
due sacramenti quali: battesimo ed eucaristia. Proseguendo sulla riflessione,
non sono state le singole azioni di Gesù Cristo a contraddistinguere il suo
ministero di Figlio di Dio, ma bensì il suo sacrificio di sangue: "Nessuno
ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici" (Gv 15,13).
Etimologicamente amico deriva
dal latino amicus ed ha la stessa radice di amare e nella sua analisi più profonda significa: che si ama - che
ama. Dunque, innestando questa significazione nella frase giovannea si potrebbe
dire che: "Nessuno ha un amore più grande (...) dare la
sua vita per (al posto di propri amici) colui che si ama". Pertanto il Sangue di
Gesù è stato versato, come recita la preghiera eucaristica: "...per molti" e voglio ricordare che
quel per molti deve essere sostituito con: "in sostituzione di - al posto
di": me, te che leggi. La
potenza di questa linfa vitale si evidenzia nelle due citazioni paoline: "Quando
sono debole è allora che sono forte" (2 Cor 12, 10) e
"Se parlassi le lingue degli uomini e degli
angeli, ma non avessi la carità, sarei come bronzo che rimbomba o come cimbalo
che strepita. E se avessi il dono della profezia, se conoscessi tutti i misteri
e avessi tutta la conoscenza, se possedessi tanta fede da trasportare le
montagne, ma non avessi la carità, non sarei nulla. E se anche dessi in cibo
tutti i miei beni e consegnassi il mio corpo per averne vanto, ma non avessi la
carità, a nulla mi servirebbe (...). La carità non avrà mai fine" (1 Cor 13, 1-13).
Il sangue è ciò che mantiene
in vita ogni essere vivente e perderlo significa morire, ma per gli antichi la
perdita di sangue significava anche impurità (si ricordi l'emorroissa guarita
toccando semplicemente il mantello dell'unico Maestro) e dunque di debolezza.
Come sempre Gesù ribalta ogni concezione bassamente umana e fa del suo sangue
il segno della vittoria, della potenza e della sua regalità. Il suo trono sarà
la croce e il suo scettro il sangue versato con il quale ha tracciato la
qualità della via e della vita per chiunque voglia seguirlo: il martirio della carità. Ricorderà Cristo stesso agli apostoli: "In verità
io vi dico: non c'è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o
madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non
riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle
e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna
nel tempo che verrà. Molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi saranno primi" .(Mc 10, 29 - 31). La
seconda citazione Paolina, racchiusa nell'Inno
alla Carità, ci ricorda che non c'è croce senza amore, carità, volontà
amante per l'amato spinta sino all'effusione dell'ultima goccia di sangue. Si
legge nel vangelo di San Giovanni: "Prima della festa di Pasqua
Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre,
avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino alla fine"
(Gv 13,1). Quel: "(...)
li amò sino alla fine" testimonia proprio l'effusione di tutto ciò che Gesù Cristo come vero
uomo poté dare per i propri amati: l'umanità intera. Senza compromessi, senza
risparmiare nulla di quanto la sua umanità incarnata nel seno della Vergine
Maria, gli ha concesso di soffrire e offrire per amor nostro: il Suo
Preziosissimo Sangue!
In conclusione è il Sangue di Cristo Gesù che ci ha redento, e il Sangue
dell'Agnello senza macchia che cancella ogni nostra colpa durante la confessione
(difatti scende, realmente e non metaforicamente, sulle nostre anime ogni volta
che il sacerdote impartisce l'assoluzione) è per il Sangue del nostro Creatore
che satana è stato già sconfitto e sarà per lo stesso Sangue della Vittima
Santa che ognuno di noi può e deve tendere alla vita eterna e guadagnarla!
Non perdiamo la via maestra segnataci ad un prezzo così elevato: la
morte del Figlio di Dio. Finché siamo in vita tutto possiamo fare e realizzare
per amore di Cristo e per Lui per i fratelli e per amore raggiungere la gloria
eterna. Una volta chiusi gli occhi cosa rimarrà? Quanto abbiamo amato a prezzo
del nostro sangue nella verità della carità!
Sulla destra del blog c'è una sezione dedicata alle preghiere al Preziosissimo Sangue di nostro
Signore Gesù Cristo.
Avvaliamoci spesso di questa straordinaria e potente preghiera
ricordando che: “…per il Suo sangue noi
siamo stati guariti e salvati”
CORONCINA E LITANIE AL PREZIOSISSIMO SANGUE
CORONCINA AL PREZIOSISSIMO SANGUE
Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
O Dio, vieni a salvarmi. Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria al Padre... Credo in Dio...Sangue di Cristo, salvaci (3 volte)
1° Mistero - Gesù versò Sangue nella circoncisione (cfr Lc 1,59) .Gesù, Figlio di Dio, con il primo Sangue che hai versato per la nostra salvezza, ci riveli il valore della vita e il dovere di affrontarla con fede e coraggio, nella luce del tuo nome e nella gioia della grazia. Pater e 5 Gloria.
Ti supplichiamo, o Signore, di soccorrere i tuoi figli che hai redento con il tuo Sangue prezioso.
2° Mistero - Gesù versò Sangue nell'orto degli Ulivi (cfr Lc 22,39) O Figlio di Dio, il tuo sudore di Sangue nel Getsemani susciti in noi l'odio al peccato, poiché l'offesa a Te è l'unico vero male che ruba il tuo amore e rende triste la nostra vita. Pater e 5 Gloria.
Ti supplichiamo, o Signore, di soccorrere i tuoi figli che hai redento con il tuo Sangue prezioso.
3° Mistero - Gesù versò Sangue nella flagellazione (cfr Gv 19,1) O Maestro divino, il Sangue della flagellazione ci sproni ad amare la purezza, perché possiamo vivere nell'intimità della tua amicizia e contemplare con occhi limpidi le meraviglie del creato. Pater e 5 Gloria.
Ti supplichiamo, o Signore, di soccorrere i tuoi figli che hai redento con il tuo Sangue prezioso.
4° Mistero - Gesù versò Sangue nella coronazione di spine (cfr Gv 19,2-5) O Re dell'universo, il Sangue della coronazione di spine distrugga il nostro egoismo e il nostro orgoglio, perché possiamo servire in umiltà i fratelli bisognosi e crescere nell'amore. Pater e 5 Gloria.
Ti supplichiamo, o Signore, di soccorrere i tuoi figli che hai redento con il tuo Sangue prezioso.
5° Mistero - Gesù versò Sangue sulla via al Calvario (cfr Gv 19,18) O Salvatore del mondo, il Sangue versato sulla via del Calvario illumini il nostro cammino e ci aiuti a portare la croce con Te, per completare in noi la tua Passione. Pater e 5 Gloria.
Ti supplichiamo, o Signore, di soccorrere i tuoi figli che hai redento con il tuo Sangue prezioso.
6° Mistero - Gesù versò Sangue nella crocifissione (cfr Lc 23,33-34) O Agnello di Dio immolato per noi, insegnaci il perdono delle offese e l'amore ai nemici. E tu, Madre del Signore e nostra, rivelaci la potenza e le ricchezze del Sangue prezioso di Gesù. Pater e 5 Gloria.
Ti supplichiamo, o Signore, di soccorrere i tuoi figli che hai redento con il tuo Sangue prezioso.
7° Mistero - Gesù versò Sangue nel momento in cui fu trafitto al Cuore (cfr Gv 19,31) Cuore adorabile trafitto per noi, accogli le nostre preghiere, le attese dei poveri, le lacrime dei sofferenti, le speranze dei popoli, perché tutta l'umanità si riunisca nel tuo regno di amore, di giustizia e di pace. Pater e 5 Gloria.
Ti supplichiamo, o Signore, di soccorrere i tuoi figli che hai redento con il tuo Sangue prezioso.
LITANIE DEL PREZIOSISSIMO SANGUE
Signore, pietà Signore, pietà
Cristo, pietà Cristo, pietà
Signore, pietà Signore, pietà
Cristo, ascoltaci Cristo, ascoltaci
Cristo, esaudiscici Cristo, esaudiscici
Padre celeste, Dio abbi pietà di noi
Figlio Redentore del mondo, Dio abbi pietà di noi
Spirito Santo, Dio abbi pietà di noi
Santa Trinità, unico Dio salvaci
Sangue di Cristo, Unigenito dell’Eterno Padre salvaci
Sangue di Cristo, Verbo di Dio incarnato salvaci
Sangue di Cristo, della nuova ed eterna alleanza salvaci
Sangue di Cristo, scorrente a terra nell’agonia salvaci
Sangue di Cristo, profuso nella flagellazione salvaci
Sangue di Cristo, stillante nella coronazione di spine salvaci
Sangue di Cristo, effuso sulla croce salvaci
Sangue di Cristo, prezzo della nostra salvezza salvaci
Sangue di Cristo, senza il quale non vi è perdono salvaci
Sangue di Cristo, nell’Eucaristia bevanda e lavacro delle anime salvaci
Sangue di Cristo, fiume di misericordia salvaci
Sangue di Cristo, vincitore dei demoni salvaci
Sangue di Cristo, fortezza dei martiri salvaci
Sangue di Cristo, vigore dei confessori salvaci
Sangue di Cristo, che fai germogliare i vergini salvaci
Sangue di Cristo, sostegno dei vacillanti salvaci
Sangue di Cristo, sollievo dei sofferenti salvaci
Sangue di Cristo, consolazione nel pianto salvaci
Sangue di Cristo, speranza dei penitenti salvaci
Sangue di Cristo, conforto dei morenti salvaci
Sangue di Cristo pace e dolcezza dei cuori salvaci
Sangue di Cristo, pegno della vita eterna salvaci
Sangue di Cristo, che liberi le anime del purgatorio salvaci
Sangue di Cristo, degnissimo di ogni gloria ed onore salvaci.
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo perdonaci, o Signore
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo esaudiscici, o Signore
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo abbi pietà di noi.
Ci hai redenti, o Signore, con il tuo Sangue E ci hai fatti regno per il nostro Dio.
Cristo, pietà Cristo, pietà
Signore, pietà Signore, pietà
Cristo, ascoltaci Cristo, ascoltaci
Cristo, esaudiscici Cristo, esaudiscici
Padre celeste, Dio abbi pietà di noi
Figlio Redentore del mondo, Dio abbi pietà di noi
Spirito Santo, Dio abbi pietà di noi
Santa Trinità, unico Dio salvaci
Sangue di Cristo, Unigenito dell’Eterno Padre salvaci
Sangue di Cristo, Verbo di Dio incarnato salvaci
Sangue di Cristo, della nuova ed eterna alleanza salvaci
Sangue di Cristo, scorrente a terra nell’agonia salvaci
Sangue di Cristo, profuso nella flagellazione salvaci
Sangue di Cristo, stillante nella coronazione di spine salvaci
Sangue di Cristo, effuso sulla croce salvaci
Sangue di Cristo, prezzo della nostra salvezza salvaci
Sangue di Cristo, senza il quale non vi è perdono salvaci
Sangue di Cristo, nell’Eucaristia bevanda e lavacro delle anime salvaci
Sangue di Cristo, fiume di misericordia salvaci
Sangue di Cristo, vincitore dei demoni salvaci
Sangue di Cristo, fortezza dei martiri salvaci
Sangue di Cristo, vigore dei confessori salvaci
Sangue di Cristo, che fai germogliare i vergini salvaci
Sangue di Cristo, sostegno dei vacillanti salvaci
Sangue di Cristo, sollievo dei sofferenti salvaci
Sangue di Cristo, consolazione nel pianto salvaci
Sangue di Cristo, speranza dei penitenti salvaci
Sangue di Cristo, conforto dei morenti salvaci
Sangue di Cristo pace e dolcezza dei cuori salvaci
Sangue di Cristo, pegno della vita eterna salvaci
Sangue di Cristo, che liberi le anime del purgatorio salvaci
Sangue di Cristo, degnissimo di ogni gloria ed onore salvaci.
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo perdonaci, o Signore
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo esaudiscici, o Signore
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo abbi pietà di noi.
Ci hai redenti, o Signore, con il tuo Sangue E ci hai fatti regno per il nostro Dio.
Preghiamo: Eterno Padre, ricevi per mezzo del Cuore addolorato di Maria, il Sangue divino che Gesù Cristo, Figlio Tuo, ha sparso nella Sua Passione: per le Sue Piaghe, per il Volto sfigurato, per il Suo Capo trapassato di Spine, per il Cuore straziato, per la Sua Agonia nel Getsemani, per la Piaga della Spalla; per la Sua Passione e Morte, per tutti i meriti Suoi Divini e per le Lacrime e Dolori di Maria Corredentrice: perdona le anime e salvaci dall'eterna dannazione
sabato 30 giugno 2012
Dalle «Omelie» di san Giovanni Crisostomo, vescovo
Adamo e Cristo, Eva e
Maria
Hai visto l'ammirabile
vittoria? Hai visto la nobilissima impresa della croce? Potrò mai dirti qualcosa
di più meraviglioso? Considera il modo con cui ha vinto e resterai ancora più
ammirato. Cristo infatti ha vinto il diavolo con gli stessi mezzi con cui aveva
ottenuto vittoria il diavolo. Lo sbaragliò con le stesse armi usate da lui.
Senti in che modo.
Una vergine, un legno e la
morte furono i simboli della nostra sconfitta. La vergine era Eva, non aveva
infatti ancora coabitato col marito. Il legno era l'albero. La morte la pena di
Adamo. Ma ecco ancora una vergine, un legno e la morte, già simboli della
sconfitta, diventare ora simboli della sua vittoria. Infatti al posto di Eva c'è
Maria, al posto dell'albero della scienza del bene e del male c'è l'albero della
croce, al posto della morte di Adamo la morte di Cristo.
Vedi come colui che aveva
vinto viene ora sconfitto con gli stessi suoi mezzi? Presso l'albero il diavolo
abbatté Adamo, presso l'albero Cristo sconfisse il diavolo. E quell'albero
mandava all'inferno, questo invece richiama dall'inferno anche coloro che vi
erano già scesi. Inoltre un altro albero nascose l'uomo vinto e nudo, questo
invece innalza agli occhi di tutti il vincitore spoglio. E quella morte colpì
tutti coloro che erano nati dopo di essa, questa morte invece risuscita anche
coloro che erano nati prima di essa. «Chi può narrare i prodigi del Signore?»
(Sal 105, 2). Siamo stati resi immortali da una morte: queste sono le gloriose
imprese della croce.
Hai compreso la vittoria? Hai
capito il modo con cui ha vinto? Apprendi ora come questa vittoria fu riportata
senza nostra fatica e sudore. Noi non abbiamo bagnato di sangue le armi, non
siamo stati in battaglia, non siamo stati feriti, la battaglia non l'abbiamo
nemmeno vista, eppure abbiamo riportato vittoria. Del Signore è stato il
combattimento, nostra la corona. Poiché la vittoria è anche nostra, imitiamo i
soldati e, con voci di gioia, cantiamo oggi le lodi e l'inno della vittoria.
Diciamo, lodando il Signore: «La morte è stata ingoiata per la vittoria. Dov'è,
o morte, la tua vittoria? Dov'è, o morte, il tuo pungiglione?» (1 Cor 15, 54-55;
cfr. Is 25, 8; Os 13, 14).
Tutto questo ci è stato
procurato dalla croce gloriosa: la croce, trofeo eretto contro il demonio, arma
contro il peccato, spada con cui Cristo ha trafitto il serpente; la croce
volontà del Padre, gloria dell'Unigenito, gaudio dello Spirito Santo, onore
degli angeli, presidio della Chiesa, vanto di Paolo, difesa dei santi, luce di
tutto il mondo.
sabato 16 giugno 2012
Rinvia le cure e muore per far nascere suo figlio: quando l'amore per Dio genera i santi.
ROMA - Chiara Corbella aveva 28 anni. Era sposata con Enrico Petrillo. Entrambi romani, dell’Aurelio. Una coppia normalissima, molto credente. Una di quelle della generazione Wojtyla, cresciuta in parrocchia a pane e Gmg. La loro è una storia incredibile che in questi giorni rimbalza su internet e merita di essere raccontata. Dopo essersi conosciuti a Medjugorje, si sono fidanzati e a settembredel 2008 hanno coronato la loro storia d’amore con il matrimonio. Dopo pochi mesi Chiara, come desideravano, è rimasta subito incinta. Di Maria. Una notizia fantastica. Ma purtroppo alla bimba, sin dalle prime ecografie, è stata diagnosticata un’anencefalia (una malformazione congenita grave dove il nascituro appare privo totalmente o parzialmente dell’encefalo). Senza alcun tentennamento Enrico e Chiara l’hanno accolta comunque e accompagnata nella nascita terrena e, dopo circa 30 minuti, come dicono i loro amici «alla nascita in cielo». Al funerale Enrico e Chiara erano lì, accanto a quella piccola bara bianca: hanno scritto e cantato per tutta la messa aggrappati a una grande fede. Qualche mese dopo, ecco un’altra gravidanza. Ma come se qualcuno avesse voluto mettere alla prova i cuori di quei due giovani ragazzi, anche in questo caso le prime ecografie non sono andate bene. Il bimbo, questa volta era un maschietto, era senza gambe. Senza paura e con il sorriso sulle labbra hanno scelto ancora una volta di portare avanti la gravidanza. Qualcosa di difficile, forse da comprendere, eppure Enrico raccontava la sua gioia di avere un bimbo anche se privo delle gambe. Purtroppo, però, verso il settimo mese, l’ecografia ha evidenziato delle malformazioni viscerali con assenza degli arti inferiori e incompatibilità con la vita. Spacciato. Ma i due giovani con il sorriso hanno voluto accompagnare il piccolo Davide, questo il nome che avevano scelto per lui, fino al giorno della sua venuta alla luce. Poco dopo la nascita anche Davide è deceduto.Un altro funerale. Un’altra croce. Ma una voglia infinita di vita. Ancora. Ancora di più, se è possibile. Passano i mesi e arriva un’altra gravidanza: Francesco, il nome prescelto. Tutti gli amici, sempre di più intorno a loro, hanno gioito per la notizia e per la speranza di Chiara ed Enrico verso la vita. E finalmente tutto va per il meglio: le ecografie confermavano la salute del bimbo che cresce forte e sano. Ma al quinto mese arriva una nuova croce. A Chiara viene diagnosticata una brutta lesione della lingua e dopo un primo intervento, i medici le dicono quello che non avrebbero mai voluto dirle: ha un carcinoma. Nonostante questo, Chiara ed Enrico hanno combattuto ancora, uniti, forti, insieme per difendere il loro Francesco. Non hanno avuto dubbi e hanno deciso di portare avanti la gravidanza mettendo a rischio la vita della mamma. Chiara, infatti, solo dopo il parto si è potuta sottoporre a un nuovo intervento chirurgico più radicale e poi ai successivi cicli di chemio e radioterapia.
Mesi difficili. Durissimi. Lo sa bene Gianluigi De Palo, che prima di essere l’assessore alla Famiglia del Comune di Roma, è uno loro amico. «Hanno affrontato queste prove con il sorriso e con un sereno affidamento alla Provvidenza - ha scritto ieri sul suo profilo Facebook - Ho parlato più e più volte con Chiara ed Enrico di come in tutte queste prove mai si son lasciati sconvolgere, ma solo hanno accettato la volontà di Colui che non fa nulla per caso».
Chiara non ce l’ha fatta. Mercoledì a mezzogiorno il suo cuore ha smesso di battere e combattere contro una malattia che non le ha lasciato scampo. Resta Enrico. Il suo amore per il piccolo Francesco. E le parole di Chiara, in un video su youtube («testimonianza di Enrico e Chiara») che in un giorno ha fatto registrare circa 500 condivisioni.
«Il Signore ha sempre qualcosa di diverso per noi. Non tutto va come noi pensiamo - racconta Chiara ad un microfono - Avevo visto con la dottoressa, attraverso l’ecografia, che la scatola cranica della nostra bambina non si era formata. Anche se lei si muoveva perfettamente, per lei non c’erano possibilità. Io non me la sentivo proprio di andare contro di lei, mi sentivo di sostenerla come potevo, e non di sostituirmi alla sua vita. Ora non sapevo come dirlo a mio marito. Ho passato una notte terribile, e ho detto: «Signore, mi vuoi donare questa cosa, ma perché non me lo hai fatto scoprire insieme a mio marito? Perché mi chiedi di dirglielo?».
E ancora: «A quel punto ho pensato alla Madonna, che anche a lei il Signore aveva donato un figlio e gli aveva chiesto di annunciarlo a suo marito. Anche a lei il Signore aveva donato un figlio che non era per lei, che sarebbe morto e lei avrebbe dovuto vedere morire sotto la croce. Questa cosa mi ha fatto riflettere sul fatto che forse non potevo pretendere di capire tutto e subito, e forse il Signore aveva un progetto che io non riuscivo a comprendere. Ma già avviene il primo miracolo: il momento in cui lo dico a Enrico è stato un momento indimenticabile. Mi ha abbracciato e mi ha detto: «E’ nostra figlia e la terremo così com’è». Nonostante tutto è stata una gravidanza stupenda, in cui abbiamo potuto apprezzare ogni singolo giorno, ogni piccolo calcio di Maria è stato un dono. Il figlio dona la vita alla madre... Il parto è stato naturale, veloce e indolore. Il momento in cui l’ho vista è un momento che non dimenticherò mai. Ho capito che eravamo legati per la vita. L’abbiamo battezzata, ed è stato il dono più grande che il Signore potesse farci».
Domani i suoi amici, chi ha fede e chi non la ha, saluteranno per l’ultima volta Chiara, la sua forza, il suo amore per la vita. I suoi funerali sono stati fissati alle 10,30 nella chiesa di Santa Francesca Romana, all’Ardeatino.
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